Erano una delle glorie della nonna Pina ad ogni arrivo, ad ogni partenza, e anche in molti pranzi nello spazio tra questi due tempi.
Io, di mio, ci ho messo un poco a trovarci il gusto (che è di fatto un gusto un poco adulto), ma una volta incontrato mi ci sono abbarbicata con una voracità infantile. Non erano e non sono mai abbastanza le olive ripiene, come caramelle o ciliegie di un sacchetto che vorresti fosse senza fondo.

Imparare a farle, o anche solo immaginare di poterlo fare, è stata una grande conquista, di quelle che ti fanno sentire adulta davvero, anche se adulta lo saresti da tanto. Un poco come imprare a leggere, imparare a cucinare (a cucinarti!), è la conquista di un’autonomia che permette tra le altre cose di farsi le coccole da soli.
Vuoi mettere?

Ma ci è voluto tempo e testardaggine per portare le olive ripiene dalla Sicilia al Trentino e poi in tutti gli altri luoghi in cui ho fatto la mia cucina.

Mia madre per parte sua pareva averci rinunciato: che le olive giuste non si trovavano, che ci vorrebbe la mollica secca del pane di grano duro, che al fondo c’è qualcosa di difficile nel fare propria la ricetta di una madre.
Alle nipoti viene più facile, e così è stato fino all’ardire di rivederla, di trasformarla la ricetta, adeguandola alle esigenze nuove di una nuova famiglia, ai nuovi gusti, ai nuovi ingredienti e pure anche ai nuovi divieti (alimentari…).
La nonna Pina mi avrebbe incoraggiata anche in questo caso e avrebbe giurato, mentendo, che queste nuove sono migliori delle sue.

La ricetta

30/40 olive del tipo verde schiaccito (le siciliane, tipo quella qui sotto)
4 cucchiai di farina di mandorle a grana grossa
1 cucchiaio di lievito in scaglie
1 mazzetto di menta fresca
1 spicchio di aglio privato del germe
1 cucchiaio di origano
olio extravergine di oliva qb
aceto (o acidulato di umeboshi) qb

Per prima cosa con pazienza denocciolate le olive, cercando per quanto possibile di mantenere intera l’oliva. Quando avrete finito, fate un bel sospiro e dedicatevi al ripieno.
Mescolate la farina di mandorle con il lievito, unite l’aglio tritato finissimo, la menta lavata asciugata e tritata e l’origano. mescolate bene con le mani, quindi unite un cucchiaio di aceto (o di umeboschi) e poi poco olio extravergine di oliva alla volta fino ad ottenere un composto granuloso ma ben umido.
Farcite ogni oliva con un poco di composto (può essere utile usare un piccolo cucchiaino) ricomponete l’oliva e sistematela nel recipiente dove le servirete. Quando finalmente avrete finito sistemate qualche ciuffetto di menta tra le olive e completate con mezzo cucchiaio di aceto (o di umeboshi) e un cucchiaio di olio extravergine di oliva.
Sarebbe bene far riposare le olive per una giornata prima di mangiarle, ma non assaggiatele o le finirete in un baleno.

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