Sembra il filo conduttore di questo inverno in cui ci sforziamo di tenerci al caldo e di mettere insieme le esigenze di tutti. E loro, le verdure dimenticate si prestano al gioco.

Rapario assortito, e poi pastinache (che qui a Barcellona si trovano ovunque con il buffo nome di Xirivias) e quel brutto ceffo del sedano rapa con cui avevamo stretto amicizia nell’inverno trentino , cipolle a volontà (ma proprio tante, tante con il loro contorno di lacrime…) a fare da base e poi scorza di limone.

La “formula” ripetuta per molte e molte cene funziona sempre, le accortezze sono poche davvero:

– far sudare per prime le cipolle affettate con poco olio extravergine di oliva, una pizzicata di sale e la scorza di limone (non dimenticatela fa la differenza in termini di profumo ma anche di consistenza!)
– unire poi le verdure nella composizione che volete e che avete sotto mano
– coprire di acqua e portare a cottura rimboccando se fosse necessario con poca acqua alla volta
– frullate con il minipimer o meglio ancora con il frullatore (nel mixer no, non viene uguale)
Qui poi va per la maggiore condire a crudo con l’acidulato di Humeboshi (al posto del sale ma con una notina acida) e un filo di olio a crudo. Se poi la volete fare proprio sofisticata (e salutista!) servite con uno spicchio di aglio nero.

La ricetta che qui riportiamo a spanna ha una sua versione ben precisina e ritmata nelle nostra rubrica settimanale sulle pagine della Cucina del Corriere della Sera: QUI

Write A Comment

Pin It