In principio era il problema di non sprecare i bianchi, più raramente i rossi. Colpa di ricette “squilibrate”  in cui di un uovo si fa un’imprecisa metà e che poi le dosi, spesso generose, moltiplicano esponenzialmente. Risultato barattoli di albumi nel frigo o anche nel congelatore, progetti qualche volta incompiuti, tante meringhe e più recentemente la delizia dei financier.

Ma tutto questo non è stato che l’inizio. Perché dell’uovo, tocca dirlo, non è proprio il caso di buttare via nulla: tuorlo, albume e pure guscio. Così a casa nostra (con un certo sconcerto del Fotografo) i gusci ora si lavano e si conservano.
Per fare cosa?
Ma brodo di gusci, ovvio.

Prima di cadere in equivoci tocca dirlo che il brodo di gusci non si mangia e non si beve. O meglio non è previsto che lo facciamo gli umani, ma le piante, loro sì, e con ragione.

Il trucco, la ricetta, la formula l’ho pescata in rete, lì dove si coltivano le passioni, le manie e anche le ossessioni. Tutta colpa della giungla casalinga che mi ha portato tra le braccia di Toni, che invece di una Jungle ha una Huertina e tante tantissime cose da insegnare.
Il brodo di gusci è suo, priometteva miracoli e li ha mantenuti. é un fertilizzante totalmente naturale ed ha aiutato moltissimo le piante già grandi, ma anche le talee e quei semi che mi sono ostinata a piantare (con Anna) spiandone l’esito con parecchia apprensione. Ma volete mettere veder spuntare da un seme di mango quel piccolo piccolissimo germoglio? Anche questo, ça va sans dire, me lo ha insegnato Toni…

Per il brodo di gusci:
mettete via 6 gusci di uovo, sciacquateli bene e fateli seccare senza eliminare la pellicina bianca. Tritateli il più fine possibile quindi mescolateli con 2 litri di acqua e fate bollire per cinque minuti. Spegnete e aggiungete 1 cucchiaio di sali di Epson (li trovate in farmacia), fate riposare il tutto coperto per 24 ore. Trascorso il tempo filtrate e usate per nutrire le vostre piante una volta al mese.

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