C’è sempre un prima e un dopo, una cesura, un contrappasso e sempre ci sono molte nuove maniere di arrangiarsi.Così è nelle nostre vite e nella vita di questo blog che, nella più strabiliante delle sue rivoluzioni, ha visto invertirsi totalmente le parti.

Non siamo ancora riusciti, questo è vero,  a sovvertire i ruoli e a fare del Fotografo un cuciniero e di noi due ragazze un occhio e una mano fotografica, però in fatto di zucchero e di dolcezza tutto è cambiato.
C’è stato un tempo, da qui lontanissimo, in cui Il Fotografo protestava per ogni grammo di zucchero sottratto al suo ideale, animato dalla memoria di una nonna bretone tutta burro e zucchero, ugualmente dispensato a cucchiaiate. “Se si chiamano dolci, dolci dovranno pur essere” inveiva scettico sulla possibilità di ricalibrare, anche solo di un minimo, il suo criterio della dolcezza.

Oggi quello stesso Fotografo, lungo quasi due metri, diffida di ogni granello dolce, di qualsiasi qualità, colore e sintesi. Lo annusa da lontano, lo spia nelle liste microscopiche di ingredienti e giura di percepirlo anche in dosi infinitesimali, prossime allo zero.

Così è passato dal cioccolato al 70% a quello al 92% che ora trova quasi stucchevole e infine alla vertigine del quasi niente (e del quasi tutto) con il 99%. “è buono, è buonissimo”

Su quante e quali scale si misura dunque la dolcezza?

la ricetta (si fa per dire)
250 g di ciccolato fondente (almeno 70%, poi fate voi…)
50 g di sesamo bianco (o se volete fare i sofisticati sesamo nero)
1 cucchiaio di mandorle tritate (facoltativo)
carta da forno
lamponi per servire

Sciogliete il cioccolato in un bagno maria dolcissimo. Una volta che sarà liquido, lasciatelo leggermente intiepidire incorporate il sesamo (ed eventualmente le mandorle), mscolate bene e stendete in un velo finissimo su carta da forno (possibilmente goffrata così che avrete una sorta i piccolo disegno). Lasciate raffreddare completamente quindi tagliate in rombi e centellinatelo senza rimorsi.

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