Questa è una storia di zucchero e sale, e inizia, come tutte le storie, con un c’era una volta… dunque c’era una volta, anzi c’erano una volta (non proprio proprio tanti anni fa, ma insomma quasi) due bambine (una con i capelli rossi, l’altra con le trecce). Queste due bambine non si conoscevano e non sapevano che si sarebbero conosciute, ma tutte due amavano insensatamente cucinare dolcetti e tutte e due sognavano (incomprese!) di organizzare pic-nique, dunque cucinavano tortine, crostatine e biscottini (i muffin e i cupcakes a quell’epoca non esistevano) e organizzavano merende con le bambole sedute sul pavimento. Le torte lievitavano, i biscotti profumavano e le ciambelle riuscivano (quasi tutte…) con il buco, ma entrambe le bambine sognavano di riuscire a sfornare candide, soffici, spumose meringhe… e più lo sognavano, più ci provavano meno ci riuscivano… piatte, schiacciate, giallognole le meringhe (in due forni lontani) erano sempre una schifezza! Quando diventarono grandi (?!) e finalmente si conobbero le due bambine si dissero: “bene, sai come faremo? le faremo insieme le meringhe e così ci riusciremo!” ma poi aspettavano e aspettavano, rimandavano e rimandavano, immaginando di aver bisogno di una giornata di grande calma, di molto tempo a disposizione per non innervosirsi, per poter provare e riprovare… ma naturalmente una giornata così non arrivava mai. Così un giorno, per niente speciale (in cui semplicemente come tante altre volte erano avanzati degli albumi) una delle due aprì il libro di una certa “maga” (Donna Hay), la formula era sufficientemente strana da valere la pena e dunque chiuse gli occhi e ci provò, ma siccome voleva che l’esperimento fosse più adito decise che oltre allo zucchero ci avrebbe messo il sale…

La ricetta

Ingredienti
4 albumi (pari a 150 ml)
225 g di zucchero
2 cucchiaini di maizena
1 cucchiain di aceto bianco + (nella nostra versione) sale aromatizzato (naturalmente) ai frutti di bosco

Montare a neve ferma gli albumi (pesati con precisione) incorporare man mano lo zucchero (finché il composto rsulta lucido), quindi settacciarci sopra la maizena assieme all’aceto. La ricetta di Donna Ha prevede di formare dei dischi con 80 g di composto alla volta, per facilitare l’operazione e non pesare ogni volta abbiamo usato dei taglia pasta. Per la cottura calcolare 30, 35 minuti a forno preriscaldato a 120 gradi, e lasciar raffreddare con calma nel forno. Nella nostra versione abbiamo aggiunto a cottura ultimata il sale rosa profumato (in modo naturale) ai frutti di bosco che il fotografo ci ha riportato da Barcellona.

maite

25 Comments

  1. Credo di avere individuato la tettina di Sant’Agata!

    Belle bellissime e stupenda anche la confezione del sale.

    Ti parlavo di Dario Bressanini, questo chimico che, oltre a fare il ricercatore, scrive per Le Scienze. Ha un blog molto interessante e nella sezione ‘ricette scientifiche’ ha postato un articolo sulle meringhe.

  2. Eh si sono veramente stupende, le devo fare anche io al più presto.

  3. Mi sembra una ricetta veramente interessante, difficile sarà trovare il sale aromatizzato… Ah,la favoletta è davvero bella, romantica e piena di colori! :-)

  4. magia.
    magia rosa, ultimamente…
    ma una curiosità: alle elementari avevo un compagno che portava per merenda un’enorme meringa che veniva chiamata ‘lo spumone’.
    Era grossa come una rosetta e quando il bambino l’addentava compariva un cuore tenero e umido all’interno di quella crosta croccante di materia…magica appunto (che un bambino mica pensa che una cosa tanto sublime possa essere fatta col bianco dell’uovo!).
    Le vostre come sono dentro?

  5. Mi avete messo una curiosità con questa ricetta con la maizena…incredibile!!!
    Mi piace tantissimo la forma.
    E il sale.
    Bravi Calicanti…clap clap clap clap!

  6. Mi piace molto il lieto fine in rosa di questa fiaba e mi piacciono molto queste meringhe che non richiedono cotture di ore e ore in forno.
    Una domanda relativa al post di ieri: la crema di mandorle di cui parlate è simile alla pasta di mandorle, ma dalla consistenza più cremosa?

  7. Io ho un terrore reverenziale nei confronti delle meringhe, magari un giorno deciderò di provare…per ora ammiro estesiata le vostre perfette nuvolette rosa
    Un bacione
    fra

  8. Voglio, voglio, voglio… quel sale!!!
    e con questa ricetta potrei mettere fine alla lunga guerra tra le meringhe e il mio forno ;)

  9. maite Reply

    che bello, dunque marie non siamo state sole nella nostra fobia delle meringhe… sono tentata di fondare un gruppo di sostegno su facebook, scherzi a parte: grazie per i complimenti e il supporto emotivo, grazie a Elena per l’articolo di Dario Bressanini per il quale nutro un timore referenziale (ero nulla in chimica quasi quanto in matematica…
    @fe: anche io avevo alle elementari una compagna che mangiava lo spumone e non era il fglio del pasticcere che pure avevo in classe e che naturalmente era sempre senza merenda… le meringhe dentro sono cave (e non so se sia un bene) con un cuore morbidoso leggermente umido, ma chiedo venia: è la prima volta!
    @Virgi: sì anche io sono stata attratta dalla maizena, oltre che dall’aceto (che comida suggeriva si può sostituire con il cremor tartaro, un ingrediente che a me fa pensare non so perché al farmacista di Emma Bovary)
    @gatto e elisabetta: in effetti una meraviglia quesi sali, anche percHé totalmente naturali in Italia non so se si trova qualcosa di simile, ma se vi capita di andare a Barcellona ricopio qui il link: http://www.casanovasbarcelona.com/

  10. vi racconto la storia di una bimba che sognava di fare meringhe perfette come le vostre, e invece sta diventando vecchietta senza riuscirci!!! :D
    COmplimenti per la vostra unione che da’ semopre una forza incredibile :)

  11. @Maite, assolutamente si per il gruppo di sostegno sulle meringhe…
    @Elvira, dai a questo punto ce la possiamo fare anche noi.

  12. sembrano roselline dal rosa pallido, congelate ma teporose. dal tempo fermato ecco. baci, f

  13. Anche Santin (o, meglio, la sua collaboratrice) aveva scritto un articolo sulle meringhe sfatando il mito del sale.
    Si vede che Santin non ha il sale rosa dei Calicanti……………………

  14. E’ tutto assolutamente romantico!!!
    Il sale poi….è acquistabile online????
    Un abbraccio

  15. virginia: il sale dei calicanti è sapientemente messo al momento giusto. Oltre a essere bellissimo.

    Il mito che sfatato dalla collaboratrice di Santin e da Bressanini è legato al sale messo apposta per facilitare la montatura degli albumi.

  16. maite Reply

    @lenny: scusa mi accorgo sol ora, la crema di mandorle come consistenza e cremosità è una specie di nutella alle mandorle invece che alle nocciole, infatti c’è la lecitina, cmq voglio provare a sperimentarla un po’ e spero di riparlarne presto

  17. Margherita Reply

    Bellissime, a vedersi…chissà a mangiarsi! Una GRANDE curiosità, anche per riuscire a replicarle: come avete fatto a dare la forma con il tagliapasta senza distruggerle (che è quello che capiterebbe a me)? Avete steso la meringa (spessore?) e poi l’avete tagliata? Grazie! Ciao

  18. maite Reply

    @margherita: è semplicissimo. per evitare di pesare ogni volta 80 g ho appoggiato il tagliapasta sulla carta da forno che rivestiva la teglia, quindi con un cucchiaio ho fatto colare la meringa nel “recinto” del tagliapasta in modo omogeneo, poi l’ho sollevato con un colpo secco… tutto qui

  19. Romantiche meringhe, a me sembrano delle rose antiche e quella appoggiata sul libro è di una eleganza unica!

    Brave come sempre e grazie della spiegazione per fare quella forma, anche io mi chiedevo come l’avevate fatta:)

    Se fate il gruppo di sostegno su FB in meito alle merighe ditemelo che arrivooo ;)

  20. Margherita Reply

    Maite, grazie per la spiegazione! Come sempre…un conto è vedere, un conto è fare COME VOI! Ciao

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