Vivere tra due mondi e due sponde ha certamente dei vantaggi. Tra quelli che Anna maggiormente misura c’è sicuramente il moltiplicare le feste (le santifichiamo tutte, ma proprio tutte!) e prolungare le vacanze: sommando la Semana Santa spagnola e la Pasquetta italiana abbiamo finito per sgranare dieci giorni sani di alzarsi tardi e dimenticare la scuola.

In una pausa così il tempo si fa lungo (o largo a volerla dire alla spagnola) e a tratti ti piglia l’illusione di poterlo riacchiappare per la coda e di poterci fare stare dentro tutto quello che normalmente non ci sta. Anche la vita di Pinterest.

Pinterest, per chi non lo sapesse, è un luogo virtuale dove appuntare visivamente quello che ci piace. Qui lo frequentiamo da un po’ e nei lustri le bacheche di appunti si sono fatte lunghe (o larghe) tutte piene di spunti, di idee, di cose diafane e bellissime che all’occasione sanno anche consolare.
Ti fai un giro laggiù e pensi che vivrai una vita bucolica, una parigina e molte bohémien, che coltiverai giungle urbane e orti provenzali, che avrai il tempo di imparare a ricamare, a disgenare e a infornare ceramiche e decadenti pavlove. Sì, perché anche su Pinterest di cibo ce n’è tanto. Così abbiamo bacheche e cartelle anche per quello, più o meno suddiviso per argomento ma con lo stesso spirito di fondo riassumibile in un motto apparentemente semplice ma al fondo terribile: un giorno lo farò.

Passa il tempo ma quel tempo non si decide ad arrivare, c’è sempre altro da fare e finisci per dimenticare fino che un giorno decidi che quella bacheca sia una lavagna con le tacche da barrare: giuro che una alla volta le farò tutte!

Abbiamo iniziato con i biscotti di Don Pepito e di Don Josè e poi finalmente è venuto il momento di provare a fare questa roba qui, che rimbalzava in testa da secoli e che condividevamo su bacheche diverse, gomito a gomito Marie ed io.

Non si tratta nemmeno di una ricetta ma di un’idea: ricamare biscotti, o meglio stamparli per impressione utilizzando i pizzi di famiglia. Molto Pinterest, molto “da femmine” (direbbe il Fotografo), in una parola: irresistibile.

Come è andata? è andata bene. Certo, non illudetevi, la grana del pizzo si vede molto meglio nel biscotto crudo che in quello cotto, ma la traccia fidatevi si legge chiaramente. Non sono difficili da fare, anzi ci si diverte parecchio, serve solo qualche minima accortezza per tenere fermo tutto il quadro (vedi più sotto).

Per la ricetta abbiamo usato una frolla al cacao, riadattando un poco la formula che sempre usiamo quando ci serve una materia particolarmente”plastica”. C’è poco zucchero, ma ad Anna sono piaciuti molto.

300 g di farina
100 g di burro
60 g di zucchero a velo
40 g di cacao amaro in polvere
1 uovo e 2 tuorli
1 pizzico di sale

Setacciate la farina con lo zucchero e il cacao, unite il burro a dadini e impastate velocemente fino ad ottenere un composto in briciole. Incorporate le uova e il sale e lavorate fino che l’impasto non risulti omogeneo ed elastico. Avvolgetelo in pellicola alimentare e conservatelo in frigo per un’ora. Riprendetelo, lavoratelo velocemente e stendetelo in uno strato uniforme di circa 0,5 cm tra due fogli di carta da forno. Togliete il foglio superiore e fissate gli angoli del foglio sotto con schotch di carta per fissarlo al piano di lavoro. Sistemate sopra l’impasto steso il pizzo e premete omogeneamente con il mattarello per lasciare l’impronta. Ritagliate con le formine che preferite (forma semplice!) e infornate in forno ventilato già caldo  a 170°C per circa 10 minuti.

1 Comment

  1. Questi biscotti ricamati più che una ricetta sono un esercizio poetico. Vi adoro.

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