Primavera, dovrebbe essere primavera. Dovrebbe anzi essere quella parte che della primavera preferisco, quella che permette di percepire con stupore la luce che si è fatta lunga, i colori tersi e nuovi nuovi, esagerati quasi, ti verrebbe da dire.

Ecco quest’anno niente di esagerato qui a Barcellona, se non un inverno che si è fatto esageratamente lungo, e testardo.
Qualche giornata di luce e di sole alla metà della settimana scorsa aveva fatto pensare all’imminenza di un cambio di stagione, ma ci ha pensato puntuale il week end a mettere le cose in chiaro. Le mamme al parchetto venerdì pomeriggio dopo la scuola erano con il naso alzato al sole e l’aria sollevata (“questa volta ci siamo”) poi implacabile qualcuna lo aveva annunciato: pioggia, pioggia e torna il freddo. De verdad?

Così ci siamo chiusi in casa praticamente tutto il fine settimana, a chiudere progetti, a impostarne altri. Un cambio di stagione in fondo. Ed è saltata fuori questa foto qui sotto che lo dice tutto, o quasi.


é quel momento, mettiamola così, in cui la primavera e l’inverno si danno ancora la mano.

Tanto vale farne tempo di esperimenti e ci siamo messi con le mani nella pasta!
Ma visto che le cose qualche volta è bene complicarsele abbiamo provato a capire che succedeva ad impastare la pasta senza uova.

Farina di farro integrale e semi di chia, roba delle favole, chissà se funziona… Dici che tiene? e se la riempissimo? Scomparirà tutto nella pentola vedrai,  come quella volta (ti ricordi?) degli gnocchi di castagne…

La buona notizia è che ha funzionato, la pasta era buonissima, ha tenuto perfettamente nella versione ripiena e anche nelle tagliatelle, almeno quelle tirate non troppo fini. Sotto trovate gli appunti, perché sicuro riproveremo.

Per la pasta:
200 g di farina di farro integrale
1 cucchiaio di chia
1/2 bicchiere di acqua (circa)
sale

per il ragù (bianco) di verza:
1 verza piccola
2 cipolle dorate
2 carote
3 coste di sedano con le foglie
la scorza di un limone
1 pizzico di cannella (facoltativo)
5 cucchiai di olio extavergine di oliva
sale e pepe

Con un macinacaffe elettrico o un frullatore da semi macinate finemente i semi di chia, unite 4 cucchiai di acqua a temperatura ambiente e conservate da parte.
Misurate la farina, incorporate la chia con l’acqua e tanta acqua quanta ne assorba l’impasto. Lavorate a mano (o meglio con l’impastatrice) fino ad ottenere un composto omogeneo ed elastico. Avvolgetelo in pellicola alimentare e conservate in frigorifero per circa un’ora.
Trascorso il tempo stendetelo con il mattarello sul piano ben infarinato e tagliate le tagliatelle con la macchinetta.
NOTA: stenedete a mano e non con la macchinetta e non andate troppo per il sottile: lasciate la sfoglia altina, la gestirete meglio.
Nel caso vogliate fare i ravioli procedete allo stesso modo ma ritagliate le circonferenze con un coppapasta o con un bicchiere, farcte con il ragù di verza (ricetta sotto) e richiudete saldando bene i bordi del raviolo inumidendoli con poca acqua.

Per il ragù:
affettate la cipolla sottilmente, tritate le carote e il sedano. Fate “sudare” la cipolla nell’olio extravergine di oliva con la scorza di limone, appena comincerà ad essere traslucida unite anche la carota e il sedano e lasciate cuocere mescolando a fuoco dolce per 5 minuti. Unite quindi la verza pulita e tagliata a listarelle regolari, date una vigorosa mescolata e bagnate con mezzo bicchire di acqua. Fate cuocere con il coperchio finché le verdure non saranno morbide e ben amalgamate. Regolate di sale e pepe a ggiungete se vi piace un pizzico di cannella.

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