Quante ragioni esistono per fare festa? a Barcellona milioni, e lo diciamo spesso: ogni giorno ha il suo santo, la sua tradizione, la sua cercavilla, i tamburini, i Giganti, i Castellers e tutto il resto. Barcellona è la città con due patrone, una d’estate e l’altra d’inverno perché è troppo lungo aspettare un anno intero per ritrovarsi nella festa grande della città (anche se una delle due patrone se l’è legata al dito e fa sempre piovere quando festeggiano quell’altra).

Il fine settimana appena passato è stato uno di quei momenti in cui a Barcellona non sai bene dove girarti: troppe cose da fare e tutte insieme, qualcosa perderai di vista già lo sai, ma in una vertigine di onnipotenza il venerdì programmi di stare dietro a tutto.

Quel che sapevamo di non poter perdere era l’inaugurazione, anzi la festa per l’inaugurazione del Mercat de Sant Antoni. Non un mercato nuovo in effetti, ma un mercato rinnovato, a cui hanno lavorato per molti e molti anni.
Sarebbe questa già di per sè una notizia: si può fare una festa per la riapertura di un mercato?

Sì, si può fare festa e si è fatta, tanto che per certi versi mi è sembrato di andare a un matrimonio. Sembrava il matrimonio tra il mercato e la città, o forse meglio tra il Mercato di Sant Antoni e il suo barrio che lo ha aspettato a lungo, molto a lungo, come un saldato che tornasse dalla guerra con anche la paura di non saperlo più riconoscere.

Barcellona, come molte altre città, vive di contraddizioni e di contrapposizioni. Sant Antoni è da sempre un quartiere popolare, contiguo al Raval e addossato al Poble sec, con una sua identità forte e radicata, fatta di abitudini, micro-commercio, feste popolari e scuola pubblica. Ma questa sua dolcezza del vivere è diventata appetibile per la speculazione che in pochi anni ha fatto triplicare i costi delle case e cambiato, almeno in parte, la natura storica de quartiere. Sarebbe quella cosa che chiamano gentrificazione.

La faccenda è molto complicata, molto più complicata di quel che sembra, ma quello che a me colpisce (e sempre consola) è la grande reattività che questa città viva dimostra. Immersi nella festa di matrimonio tra un mercato e il suo barrio ho pensato che si trattava proprio di calpestare il suolo, di appropriarsi di qualcosa, di tornare a dire è roba mia, e proprio per questo dentro il Mercat de Sant Antoni sabato non si poteva praticamente camminare. Tanta gente a guardare, a comprare, a bere una birretta o un vermuth, gomito a gomito, a tutte le età. Proprio come ai matrimoni, almeno quelli di una volta, in cui si veste a festa tutta la famiglia.

Sì, ma il mercato com’è? Ecco sì, il mercato com’è… Questo credo lo racconteremo la prossima volta, perché tra la confusione di gente che c’era e l’impianto labirintico del mercato fatto a croce non ci abbiamo capito niente. Abbiamo girato e girato inboccando misteriosamente sempre la stessa strada e ritrovandoci sempre nell’identico punto per ripetere a turno: ma qui non c’eravamo già passati? Avevamo anche il monopattino di Anna ad incocciare contro caviglie, polpacci e carretti della spesa dunque abbiamo guardato dove abbiamo potuto un poco sui banchi, un poco sulle facce della gente e un poco per terra.

Il mercato sembra efficientissimo e lindo, fedele all’organizzazione catalana e ricolmo di ogni meraviglia sulla terra. Al centro crediamo di aver capito che ci sia ancora il recinto del pesce, come in ogni mercato di Barcellona, all’esterno banchi di vestiti e mercerie (un poco come al mercato Trionfale a Roma, con le debite differenze…).
Torneremo di mercoledì mattina con tutto il tempo di osservare e perderci, ma questa volta più soli (speriamo…). Torneremo anche la domenica per vedere dove hanno sistemato il mercato dei libri che si celebra qui da sempre ogni domenica del mese. Insomma ci tocca ripassare, ri-pestare il suolo, appropriarcene un poco anche noi che pure siamo di un altro quartiere e barcellonesi da (relativamente) poco.

Eppure un poco di nostalgia ce l’abbiamo per quel com’era (prima del restauro) che abbiamo fatto in tempo a vedere, quando il mercat de Sant Antoni sembrava il Gran Bazar. Se volete fare un viaggio nel tempo e sbirciarlo all’indietro, qui trovate il link a un post anche lui un poco vintage:
http://lacucinadicalycanthus.com/?p=332
i commenti sotto al post sono datati… 10 anni fa.

Todo cambia.

Mercat de Sant Antoni
Carrer d’Urgell 1 Barcelona
Web: https://www.mercatdesantantoni.com/

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