Io ero scettica e devo aver contagiato Anna che gli esperimenti della mamma ultimamente li accoglie con una certa cautela, ma devo ammettere che funziona, che è possibile e che è un’alternativa.

Un’alternativa a una tavola dove, lo diciamo da un poco, ci ostiniamo a voler condividere lo stesso cibo, a stare bene e a sentirci contenti.

Così questa storia di fare una sorta di ricotta con il latte di mandorla pareva appetibile, ma suonava a succedaneo triste, perché certo ricotta ricotta non sarà. Ed in effetti ovviamente non lo è, ma ha un gusto suo molto gradevole, una consistenza arrendevole e non fa gridare all’imbroglio.

Così se per mille ragioni dovete/volete arginare/escludere il latte animale provateci: la fate in casa senza impazzire, non costa una fortuna e non ha dentro robe strane  che vi facciano rimpiangere i pericoli del latte animale. Noi per parte nostra sicuramente ripeteremo (persino la scettica Anna) e soprattutto pensiamo di aver trovato la strada per rivedere alcuni classici diventati impraticabili (tortelli, gnudi, lasagnette…).

A secondo del vostro grado di autarchia, integralismo o tempo a disposizione potete partire dalle mandorle per ottenere il latte e poi la ricotta. Noi  abbiamo comprato un litro li latte di mandorle assolutamente non zuccherato e senza cose strane dentro (solo una minima parte di farina di tapioca che credo possa aver aiutato anche un poco la consistenza).

1 l di latte di mandorle (non zuccherato!)
30 ml di succo di limone
10 ml di acidulato di umeboshi

Versate il latte di mandorla in una pentola a bordi alti, mettete sul fuoco e raggiungete gli 85°C (se non avete il termometro raggiungete semplicemente il bollore). Spegnete, aggiungete il succo di limone e l’acidulto di umeboshi (se preferite potete usare anche solo succo di limone o aceto di mele e poi aggiungere il sale). Incoperchiate e lasciate intiepiire. Il latte piano piano si andrà coagulando.
Foderate un colino grande a maglie fini con un canovaccio di cotone pulito e quando il latte sarà tiepido versatelo con cautela nel colino, separerete in questo modo il “siero” dalla “ricotta”.  Quando tutto il siero sarà scolato, richiudete delicatamente i lembi del canovaccio e lasciate il colino in frigorifero per tutta la notte con un recipiente sotto per raccogliere l’acqua. Il giorno dopo la “ricotta” sarà pronta.

 

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