Quando si compiono gli anni alla fine di giugno si fanno i conti con problemi stagionali. Finisce la scuola, gli amici partono per le vacanze, c’è un’euforia che da bambini comincia lentamente a declinare nella noia e da adulti a scivolare nella malinconia.

Ma in compenso ci sono le fragole, le giornate lunghe, un caldo che permette ancora di accendere il forno e vestiti smanicati da mettere sotto ai grembiuli di lino. Così quest’anno abbiamo deciso che era il tempo di dedicarsi una festa, una festa vera, da iniziare una settimana prima con la lista delle cose da fare, consulte telefoniche, via vai dal mercato, pralinato preparato con anticipo (e nascosto bene perché non finisse prima di cominciare), aerei e granella di zucchero infilata tra i vestiti in valigia.

Perché qualche volta occorre ricordarlo (e ricordarselo pure…) che questo blog è sopra ogni casa il racconto e il frutto di un’amicizia.

Abbiamo cucinato di tutto: dolci ed anguille, grissini di ricotta e peposo di manzo, fritto ad agosto in una cucina angusta e glassato minne a Berlino, attraversato le saline di Trapani con il sole a picco e contato i fili di erba (edibile) nella campagna laziale.
Nel frattempo sono passati vent’anni e a noi non sembra tanto vero.

Lo raccontiamo sempre, quasi ad ogni presentazione, quasi in ogni occasione: ce lo ricordiamo come se ancora fossimo lì, sedute sul divano parigino di Marie, con la luce lattiginosa del pomeriggio e il marché di Aligre dietro alle spalle. Ci ricordiamo l’emozione e il piacere di guardare insieme i libri di cucina (ndr il primo di Donna Hay e poi gli altri a seguire), di immaginare feste e imprese, di sfidare il razionale e convincersi l’una l’altra che ce la possiamo fare a mettere in cantiere cento cose piccolissime, che sì, facciamo anche i party favor, dimmi di sì… che ci vuole? i paninetti al cioccolato, due chouquette, la caponata della tua mamma, il cake aux olives, la pissaladière, il tonno di coniglio, il carpaccio di baccalà, le olive farcite…

Tutto , proprio tutto è possibile col tuo abbraccio in cucina!

La torta di quest’anno è stata tutto un montaggio di cose amate: crema mousseline come si deve, bigné caramellati (che ci ho rimesso tre dita) e una peania romantica per decorare.
Sotto le istruzioni per l’uso per una faccenda che non è complicata ma che richiede comunque un poco di organizzazione.

  1. Per il pralinato:
    150 g di nocciole
    150 g di mandorle senza buccia
    200 g di zucchero
    50 g di acqua

è la prima cosa da mettere in cantiere, consierate che potete farlo con tranquillità qualche giorno prima del giorno x e conservarlo in un barattolo ben chiuso in frigorifero. Se riuscite a non finirvelo prima, al momento di usarlo basterà tirarlo fuori dal frigo con un certo anticipo e dargli una vigorosa mescolata.
trovate la ricetta passo passo (e foto esplicative di Anna che si lecca i baffi…) qui: http://lacucinadicalycanthus.com/?p=11182

2. Per il Pandispagna:
5 uova
140 g di zucchero
70 g di farina
70 g di amido
un pizzico di cremor tartaro

Potete preparare il pandispagna il giorno prima e poi conservarlo al riparo dall’umidità fino al momento di utilizzarlo. Se siete oberati non esitate a ordinarlo scegliendo però una pasticceria affidabile. è una di quelle cose che non macchia l’onore di nessuno!
A seconda della grandezza del vostro “progetto” consoderate di raddoppiare la dose (come nel nostro caso).

Montate i tuorli con lo zucchero fino che il composto non risulta gonfio e chiaro, incorporate poco alla volta le farine setaciate muovendo con delicatezza, quando il composto sarà omogeneo unite a mano gli albumi montati a neve con il cremor tartaro. Usate una spatola larga e muovete dal basso verso l’altro per non smontare il composto. Versate in uno stampo e cuocete in forno statico a 180°C per circa 40 minuti. Sfornate e fate raffreddare completamente.


3. Per gli choux, ovvero bignè:

250 g di acqua
150 g di farina
100 di burro
4 uova
1 pizzico di sale

Anche in questo caso potete giocare con un certo anticipo, sempre che abbiate modo di conservare all’asciutto gli choux e non lavoriate in giornate di umidità drammatica. Considerate che con questa dose otterrete circa 40 bignè di dimensione medio-piccola.

Mettere a bollire l’acqua con il burro e il pizzico di sale, quindi versare la farina tutta insieme, abbassare al minimo la fiamma e mescolare energicamente. Quando il composto inizia a staccarsi dalle pareti mescolare ancora per un paio di minuti per far cuocere la farina, quindi spegnere e lasciare raffreddare. Appena l’impasto sarà tiepido aggiungere un uovo alla volta, la pasta deve risultare liscia e omogenea. Con il sac à poche, o con due cucchiaini, disponete poca pasta alla volta in mucchietti circolari sulla placca del forno foderata di carta da forno, quindi cuocete in forno già caldo a 180°C per 10-15 minuti, finché i bignè si saranno gonfiati e ben dorati. Togliete dal forno e fate raffreddare completamente prima di manipolare.
Se volete, una volta freddi, immergete gli chouz a testa in giù in un caramello appena biondo. fate molta attenzione a non scottarvi!
Non non li abbiamo riempiti ma se volete farciteli all’ultimo momento.

4. per la crema mousseline:
600 g di crema pasticcera
150 g di pralinato
250 g di burro a pomata

Lavorate il burro già morbido fino a che non risuletrà cremosissimo, incorporate quindi il pralinato e poco alla volta la crema pasticcera. Una volta che il composto sarà perfettamente omogeneo onservatelo in frigo per un paio d’ore prima di utilizzarlo.

Una volta che avrete predisposto tutti i passaggi qui sopra non vi rimarrà che la parte più divertente: montare la torta.
Tagliate la base di pandispagna in due, appoggiate uno dei due disci sul piatto da portata e bagnate con un caffè d’orzo leggero (per noi senza zucchero). Stendete sopra una generosa dose di crema mousseline quindi ricoprite con il secondo disco. Bagnate anche questo sempre con il caffè d’orzo e spalmateci sopra un velo leggero di crema. Disponete i bigné caramellati e decorate ad estro.

 

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