Vista da Barcellona la Sicilia è, ancora di più, un mondo a parte. Non è solo questione di luce, di ritmo, o di lavatrici da mettere in cantiere è che la giornata si fa diversa e diverso il pranzo, diversa la cena.

Così se riguardo alle foto di questa estate appena trascorsa finisce che sempre mi chiedo cosa stavamo pensando, quale felicità o infelicità ci sembrava di stringere tra le dita, ma soprattutto cosa avevamo nel piatto. 

Lo so, chi se ne frega, l’estate è fatta per mangiare panini sulla spiaggia, gelati a mezzanotte e pop corn al cinema. Così abbiamo fatto almeno in parte, ma per l’altra parte abbiamo tenuto ferma una rotta, quella del Fotografo, che concede ben poche deviazioni. Niente latte, niente carne rossa, niente carboidrati (o quasi), niente tuorli, niente patate, niente insomma… o quasi.
Ecco, appunto, cosa abbiamo mangiato?

Insalata russa, giuro!

Solo un attimo corretta e riveduta, ma se vale l’equazione del pollo tonnoato anche questa roba qui ha funzionato a meraviglia. Poi siccome la Sicilia è appunto un mondo a parte anche in fatto di verdure, ci abbiamo messo dentro due o tre cose difficili da reperire non dico solo fuori dalla Sicilia, ma forse proprio fuori dalla provincia di Catania. Il consiglio dunque è di prenderla ad esempio e giocare con le sostituzioni e le equivalenze pescando nel paniere che vi è più vicino… io ad esempio già penso a una versione nordica e montanara con rape di ogni sorta e colore…

Per la maionese “vegana”
100 ml di latte di soia (senza zucchero!)
1 cucchiaino di senape in grani
1 cucchiaino di acidulato di umeboshi (o aceto di mele, o succo di limone)
200 ml circa di olio di semi (possibiilmente di semi di uva)

per l’insalata:
mezzo cavolfiore bianco (o viola)
due zocche di cavolo ‘trunzo (o cavolo acitano)
1 cipolla giarratana (o rossa)
mezzo cetrangolo
300 g di fagiolino (idealmente mascalese)
1 bel mazzo di portulaca
una manciata di capperi
la scorza grattugiata di mezzo limone

Affettate sottilmente la cipolla e mettetela in una ciotola con una manciata di sale e coprite con acqua fredda. Mettere in acqua i capperi. Staccate le cimette del cavolfiore e cuocetele brevissimamente al vapore, quindi raffreddatele immergendole in acqua freddissima. Scottate allo stesso modo il fagiolini e immergete anche quello in acqua fredda.
Sbucciate la zocca del cavolo trunzo e tagliatel prima in fette poi in dadini regolari; sbucciate e tagliate a dadini anche il cetrangolo.
Lavate con cura la portulaca e staccate tutte le cimette separandole dal gambo.
Sciacquate la cipolla e i capperi.
Preparate la maionese secondo la ricetta che trovate qui.
Mescolate con delicatezza, possibilmente con le mani tutti gli ingredienti aggiungente la maionese pocho per volta in modo che tutto sia uniforme. Lasciate riposare in frigorifero per almeno 2 ore e al momento di servire aggiungete la scorza grattugiata di limone.

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