Pan-ino, v-ino e pure anche un po’ div-ino vista l’aureola di luce che il fotografo ha sorpreso sulla testa di Alessandro (cioè la persona che lo ha inventato) ma ‘ino è davero un posto un po’ speciale forse e soprattutto in una città come Firenze schiacciata tra l’orgoglio tediato e scettico di chi è stato il ‘400 e orde di turisti privi di orientamenti. Da ‘ino ci si può mangiare un panino (comunque un po’ speciale e sempre accompagnato da un bicchier-ino) o comprare due etti di finocchiona, la ciccolata al sale di Andrea B., o la ventresca di ricciola di un produttore di Marzamemi. C’è tutto quello che ci deve essere e qualcosa in più, vale a dire la misura, perché chi ha scelto di chiamarsi con un diminutivo ha ben chiaro che scegliere di avere 30 prodotti vuol dire poterci contare, completamente. Insomma il posto ci è piaciuto, tanto davvero. Ci ha ristorati in una giornata di caldo afoso che avrebbe fatto desistere da qualsiasi idea di pranzo ma che stagliava bene le ombre sul soffitto e pure sulle botti…

(tanto che il fotografo-narcisista non ha resistito a specchiarcisi (crf ultima foto)), ci ha regalato il piacere di chiacchiere comode e fitte fitte e la sorpresa di una Firenze diversa da quella conosciuta negli ultimi anni, oltre al brivido di emozione (molto foodblogghiga) di ritrovare sulla carta un pan-‘ino firmato Fabien

‘ino la vita vissuta con gusto (bottega di alimentari e vini) via dei Georgofili 3r/7r Firenze

www.ino-firenze.com

maite e il fotografo

11 Comments

  1. nooooooo siete venuti a Firenze e non me l’avete dettooooooooo!!!!!!!

    cmq il panino con il mio nome che avete trovato sulla carta è pensato proprio per il caldo estivo… spero che Ale ve l’abbia consigliato :)

  2. avevo letto di questo postic-ino in un blog (forse proprio da Fabien) e di conseguenza avevo visitato il sito. ALla prima occasione non mancherò di fare una visit(in)a, sperando in panino anche per quelle sciagurate di vegetariane come me!!!

    Bellissimo reportage, condito con la grazia che vi contraddistingue.

  3. Pingback: ’ino » Blog Archive » La cucina di Calycanthus

  4. IL 12 GIUGGNO ERO A FIRENZE, E FACEVA CALDINO MI SON DETTO VADO DA INO PER UN PANINO E PERCHè NO UN BICCHIERINO DI VINO,IL LUOGO è CARINO E IL SUO PANINO è STATO DIVINO, IL CONTO è STATO UN CONTINO…E SON USCITO FELICE E CONTENTINO!W INO

  5. non cerco a caso guide per la città. comida e i calycanthus saranno la mia Firenze di domani. mi manca solo la bistecca…e bonanno!

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