Il titolo lungo e un tantino criptico di questo post riassume alcune delle riflessioni che l’iniziativa ironica e carina di un gruppo di blogger ci ha smosso dentro.  Si trattava, e si tratta in questa precisa giornata, di invitare alla propria tavola il finocchio, vale a dire di sommergere con l’ironia, con la cucina e con la biro, il pregiudizio, ma ancora di più la stupidità e la volgarità che avvolge certe categorie di ortaggi. Abbiamo aderito perché i finocchi ci sono simpatici: versatili, eleganti, leggeri son tutti fasci di muscoli disposti a cipolla ma a differenza di quella sbucciandoli non fanno piangere. Soltanto una preoccupazione avevamo, ovvero quella di finire per categorizzare troppo, perché le verdure al mercato e ancora di più in pentola sono sempre mescolate per genere e per colore. Dunque come direbbe la Marie Viva i finocchi! e pure i sedani, le carote, le patate, persino le cipolle, i porri, le pastinache…

“Metti un finocchio a cena” ci è servito come esercizio per combinare (appunto!) i sapori. Ne è venuta fuori una zuppetta un po’ speciale che scombina un po’ i generi.

La ricetta

Ingredienti
2 grossi finocchi
2 piccole patate
1 cipolla
5 alici sotto sale
la scorza grattugiata di un’arancia
1 bicchiere di latte
olio extravergine di oliva
sale e pepe

Affettare sottilmente i due finocchi e conservare da parte gli anelli più carini, tagliare le patate a dadini piccoli e affettare anche le cipolle.
In una pentola alta far soffriggere 3 alicette (dislescate e dissalate) con 2 cucchiai di olio extravergine di oliva, unire le cipolle e lasciare rosolare, quindi aggiungere anche i finocchi e le patate e coprire con acqua bollente. Lasciar cuocere coperto finché le verdure non saranno morbide, quindi frullare con il minipimer, rimettere sul fuoco e aggiungere il latte, regolare di sale e far sobbollire ancora qualche minuto.
In una padellina scaldare 1 cucchiaio di olio extravergine di oliva e sfaldarci le 2 alicette rimanenti, unire gli anelli di finocchio tenuti da parte, pepare abbondantemente e saltare per qualche minuto.
Servire la zuppa con gli anelli di finocchio rosolati e spolverizzare di scorza grattugiata di arancia.

maite

15 Comments

  1. al volo prima di andare a nanna, ho ancora visto il pingback…

    splendida ricetta, e splendida presentazione…. ;-)

  2. bellissimo post, veramente complimenti!

    se da questa iniziativa verranno fuori degli interventi così, a me personalmente mi renderà veramente orgogliosa!

    grazie!

  3. Pingback: il finocchio, l’arancia e l’acciuga, ovvero ingredienti per una zuppa di genere | Il blog di altreidee.info

  4. Come italiana all’estero devo camminare a testa bassa vergognandomi di quello che dice e fa Berlusconi. Tutti ci ridono dietro o compatiscono.

  5. ottima iniziativa, rcietta fanastica e molto gradita, io che adoro i finocchi, e ottimo post.brave come sempre ragazze!

  6. Pingback: Invito a cena per Mr B « Il Blog di Norma

  7. queste verdure io le adoro!!! erroneamente trattate da basi-fondi al massimo da “contorno” e spesso non in senso positivo. Le metterei tutte su un trono virtuale ad indicarne la versatilitá, la freschezza, la giusta importanza.
    Finocchi-arancia-alici…un tris vincente!!!!

  8. da una tipica insalata sicula ad una zuppa..qualche lieve variazione..ma
    molto interessante..

    chissà che cosa succederebbe se mettessimo un pò d’origano fresco … ?

    e l’iniziativa, direi.. senza parole.

    valentina

  9. Mi piace questa ricetta, i finocchi così cucinati sembrano irresistibili…sarà che appena sento parlare di acciughe impazzisco? Bravi, un bel modo per aderire all’iniziativa.

  10. Pingback: Mercoledì 10 novembre: Metti un finocchio a cena – Buon Appetito Mr.B! « Il Blog di Norma

  11. pregiudizi da sfatare, ma soprattutto volgarità da evitare! purtroppo molti italiani ancora! la pensano come il nostro signor B. (insicurezza o tracotanza)… bella l’ironia con cui è stato affrontato l’argomento,aspettavo con curiosità la vostra partecipazione, brave come sempre.

  12. Pingback: 9 ricette a favore del finocchio. « Cucino per gli ospiti

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