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zuppa verde per il lupo

C’era una volta un lupo, affamato come ogni lupo degno di questo nome in ogni storia che si rispetti. Viveva solo in una casa tra i boschi, tutto circondato dalla neve e dal freddo, stufo ed anzi arcistufo di mangiare sempre zuppa di verdura…

Oggi ci sembra di aver capito che in Italia finisca questo strano anno scolastico, iniziato normale e finito diverso. Noi invece, qui in Catalunya, ne abbiamo acora per due settimane, più o meno. Non siamo nemmeno troppo ansiosi di finirlo questo anno, preoccupati piuttosto di come sarà quello che verrà e molto occupati a tenere teso il filo con le maestre che hanno fatto di tutto per fare tutto il possibile.

E qui c’entra il lupo, anzi el llop, protagonista di una storia molto carina con cui ci siamo esercitati in calligrafie, onomatopee, disegni e interpretazioni. El llop sognava uno stufato di ovelleta (pecorella) ma quando in una notte buia e tempestosa una pecorella vera bussa alla sua porta, il lupo scopre piano piano di essere tremendamente vegetariano.

La settimana successiva la maestra Judith ha commentato: “Sentite, questo povero lupo sarà pure stufo di mangiare sempre la stessa zuppa! Ora che ha capito di essere vegetariano mettiamo insieme tutte le ricette che possiamo e diamogli delle alternative!”
Ed ha inizato lei, proponendo un gazpaco (non sa che noi ne abbiamo fatto un libro intero) poi ogni bambino ha spedito la sua.

Anna ha preso le cose seriamente.

La ricetta

3 zucchine
1 cipolla bianca
1 avocado
4 cucchiai di olio extravergine di oliva
la scorza di mezzo limone (facoltativa)
un mazzetto di basilico (facoltativo)

Tagliare sottile la cipolla, rosolarla con l’olio e la scorza di limone in una pentola capiente, aggiungere le zucchine lavate e tagliate a pezzi regolari. Corpire di acqua e cuocere a fiamma media finché le zucchine non saranno tenere. Frullare e fare intiepidire. Aggiungere quindi l’avocado e il basilico (se lo usate) e frullare nuovamente. Regolare di sale.
Nota: un cucchiaio di yogurt greco al centro di ogni piatto ci sta una meraviglia.

tartufi di avocado

Qui ultimamente con i dolci ci andiamo piano. Lo zucchero si è trasformato in uno spauracchio da marameo: si affaccia tra gli ingredienti e fa un buuu! tremendo… tutti corrono a nascondersi, il Fotografo per primo, lui che ha passato tutta la sua prima giovinezza a difendere le dosi alte per principio… se si chiamano dolci, una ragione ci sarà.

spaghetti alla chitarra con pesto di cilantro, avocado e anacardi

Che si mangia quando si chiude un libro?
Questo week end è stato un tantino al cardio-palma, consegna incombente, Identità Golose incombenti, armadi incombenti, disordine incombente… risultato poco tempo per mangiare, poco tempo per cucinare (ovviamente non ciò che doveva finire sotto le luci del fotografo), poco tempo anche solo per pensare agli armadi, al disordine che si ammonticchiava implacabile, lui, tra lavello, tavoli, sedie e pure pavimento. Ma fosse che la fame, quella, si metteva a tacere con tante obiezioni in giro?
Giammai, visto che comunque sempre di libro di cucina si tratta, il risultato è che la fame cresce quanto il tempo diminuisce.
Allora si acchiappa un po’ quel che passa di là: un mazzo di coriandolo fresco (che qui per ascendenze spagnole del fotografo chiamiamo cilantro) che avanzava da cose in corso, anacardi che pure loro erano un fondo residuale di un altro progetto e gli spaghetti a sezione quadrata che quelli ci sono a prescindere. Poi siccome invece l’olio extravergine alla fine un poco scarseggiava, ci si è messi di ingegno ed abbiamo allungato (si potrà dire?) con la polpa di mezzo avocado che è ancora della scorta siciliana.

linguine del fotografo: avocado e limone

Derrate di sussistenza dalla campagna siciliana cominciano ad arrivare con più regolarità e raddoppiata efficenza. Stavolta è doppio anche il pacco. Uno pieno di arance dolci, pare di una esotica qualità vanigliata, che contrastano vistosamente con una pila di arance amare appena giunte in un enorme sacco dalla vicina campagna romana (ma questa è un’altra storia…).
Ma a Maite la frutta dolce… fa storcere il naso.
L’altro (pacco), preziosissimo, trabocca di avocadi… È qui che si ferma l’attenzione delle cuochette!
Al fotografo non resta che rimboccarsi le maniche e mettersi ai fornelli, mentre quelle due aspettano in tavola con il bavaglino infilato nel colletto, la forchetta in pugno e la lingua di fuori.

guacamole con chips di polentina bianca


 

L’avocado…
 

la/il guacamole…

e un post velocissimo giusto per dire che sarà banale ma il/la guacamole è buonissimo/a, buonissimo l’avocado in tutte le sue salse e in questa in modo particolare, e buonissimo pure l’accostamento con la polenta, perché sì, in effetti, da quando l’amatissimo albero di avocado siciliano ce li fornisce casalinghi non è più questione di cucina esotica o di ricerca fusion, ma di una banalissima equazione (!):
di cosa sono fatte e tortillas? di mais.
E la polenta?
….
..dunque… 

tempura di avocado (con firma)

Quando questa estate abbiamo trovato in un banchetto del mercato dei libri di Sant Antoni a Barcellona questo libricino dedicato alla cucina del re delle cucine, l’abbiamo comprato con un po’ di soggezione.
Ci ha aiutato a vincerla (la soggezione…) non solo il fatto che fosse usato e piccolino, ma pure che fosse uscito allegato al quotidiano El Pais in una serie dedicata alle grandi firme della cucina contemporane. Portato a casa e poi in Italia, ce lo siamo rigirato tra le mani a più riprese senza capire bene cosa farne, finché si è deciso: tempura de aguacate!
Nel seguire le istruzioni abbiamo  trattenuto il respiro, l’esecuzione è stata letterale (solo qualche sottrazione di aromi perché fuori stagione) e il risultato delizioso, alla fine poi, possiamo dirlo, non è stato difficile…

salsetta (basica) di avocado

L’avocado lo adoriamo. Maite ne possiede in Sicilia due amatissimi alberi che producono capricciosamente e di testa loro: vale a dire un anno tanto tanto, un anno niente niente… Di necessità virtù si è imparato ad usarli in tutti i modi, a conservarli molto a lungo, a festeggiarne l’abbondanza a pazientarne la carestia.  Ma tra tanti esperimenti, alcuni arditi altri meno (qualcuno ha provato a magiarli come frutta irrorati di maraschino) le virtù dell’avocado sembrano esaltate dalla semplicità, come in questa salsetta, tanto basica e leggera da non essere neppure un guacamole…

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