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Piccione al caffè

In cucina si può essere sicuri che ci sarà sempre e comunque una prima volta. La quantità di ingredienti, modi e associazioni che nascono dal cibo fa sì che non si finisca mai di misurarsi il passo, di pensare ci riuscirò, che salterà fuori, come devo fare?

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Sveglia presto stamattina, il treno da rincorrere, certe “carte” spesse da consegnare, e poi le montagne, di nuovo lavoro di “carte” e poi di nuovo treno e “carte” e treno… uff.. ma in tutto questo tran-tran (e a volte pure tram-tram) è bello vedere che i progetti arrivano alla fine (che poi a ben guardare è il loro inizio), che dall’idea si arriva alla forma, passando nel nostro caso (fortunato!) pure dalla pancia.
Il caffé ci vuole stamattina ed è anche lui tutto un progetto. C’è piaciuto nell’idea e poi nella sostanza perché se è vero che siamo tanto sollecitati (e tanto restii) a prestare la voce alla pubblicità mascherata da consiglio, non vogliamo arrivare al punto di tacere i consigli che abbiamo in bocca per paura che sembri pubblicità.

caffè portoghese o caffè-in-forchetta

No, no, il Portogallo in realtà non c’entra nulla. è che, semplicemente, cercando un ricetta da dedicare a Elena siamo caduti su una versione al caffè del latte portoghese (che Zanone Benini assimila in tutto e per tutto alla crème caramel). Lui lo chiama caffè in forchetta che di per sè è un nome carinissimo, ma non abbiamo resistito alla tentazione di un piccolo gioco di parole, mettendo anche nel titolo il caffè al posto del latte. La faccenda per altro è in sè assolutamente semplicissima, di una facilità strabiliante per un risultato che è abbastanza da sbattersi per terra (direbbe Elena), anche perché il gusto tosto e scuro del caffè toglie un po’ di quell’eccesso di perbenismo delicato che a volte rimane sotto il palato mangiando crème caramel.

ritratti alimentari 5. Elena e il caffè


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Elena & il caffè Elena è comida e comida è Elena. Non è che sia semplicemente una tautologia ma è tutto un mondo, o meglio una rete. Sì perché Elena che è brava a fare qualsiasi cosa, è bravissima a fare i nodi, avvolge magicamente i suoi furoshiki attorno a ogni cosa e tesse relazioni attorno al mondo tra Trento, Boston Cuneo e Amesterdam. Elena ha tanti amici e tante cose da raccontare, così quando è venuto fuori che il suo alimento era il caffè, è sembrato naturale che lo fosse e che la sua borsetta annodata traboccasse di tazzine…

cheesecake al caffè e speculoos

Qualche anno fa, e nelle nostre memorie ancora fresche, il cheese-cake era roba esotica. Si era capito che aveva ascendenze americane perché qualche amica più avventurosa riportava dettagli dall’altro mondo, ma c’era pure chi sosteneva che fosse roba un po’ dell’est, o tedesca, le più acculturate rimandavano persino alla tradizione della cucina ebraica. Insomma una certa confusione alimentava il mito, proprio mentre si diffondevano, e anche quelli ci parevano un po’ oggetti oscuri del desiderio, gli stampi a cerniera. Oggi che ci abbiamo fatto l’abitudine e pare quasi che sia una tradizione sempre stata nostra, c’è spazio per lanciarsi sulle variazioni come in questo caso (ispirato dalla rivista francese Saveurs) in cui il caffè stempera un tantino il gusto a volte un po’ piatto del cheescake tradizionale e gli speculoos (ancora esotici!!) sostituiscono gli (ormai digeriti) digestive.

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