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la torta di mele di nonna mila

A volte le ricette ci arrivano seguendo cammini intricati, di bocca in bocca o di mano in mano, quasi che mettessero le gambe. Sono un po’ come certi libri che ti si incollanno addosso come sigilli, ma che hanno viaggiato tanto prima di arrivare a te e tanto ancora sono destinati a correre per il mondo, incrociando le storie di tanti altri. È così che certi libri di ricette finiscono per essere libri al quadrato: libri che hanno corso sulle spalle delle ricette, ricette che han cavalcato il dorso dei libri, di mano in mano, di bocca in bocca. Il quaderno di nonna Mila è uno di questi libri, rilegato a mano e con amore, raccoglie le ricette di una nonna trentina che le ha trovate, scelte, inventate, trascritte a mano e naturalmente cucinate lungo una vita. Aprendolo si apre un mondo di appunti, di pratiche, di notazioni, di rimandi a persone che hanno dato la maternità a preparazioni e a varianti (la torta di yogurt di Zita, il condimento per la pasta di Violetta), così come di note che segnalano “ottimo” accanto a un pasticcio, o raccomandano un’insalata di riso “romana” per l’estate. Tra tutte le ricette è soprattutto questa torta di mele, che inverte il rapporto consueto tra frutta e farina, ad essere diventata parte della cucina di casa di Maite, raccogliendo lungo la strada un milione di nuovi ricordi che pure riescono a stare tutti (vecchi e nuovi) nel suo profumo caldissimo.

bignè di san giuseppe alla crema di arancia e zafferano

Qui di rondini nemmeno l’ombra! svolazzano ancora sulle palme africane.
Allora dev’essere un bignè a far primavera. Ma uno di quelli irresistibili, che Laura non ha più bisogno di leggere nel ricettario del papà (un pasticcere del litorale romano che già abbiamo scomodato…) perché ormai è una delle sue specialità.

Ce li ha fatti per festeggiare il suo compleano, anche se a Roma si fanno nei dintorni di san Giuseppe, il 19 marzo, alle porte della Primavera.
E siccome il compleanno di Laura è già passato (auguri lo stesso), usiamoli come formula magica per fare un fischio alla Primavera, che non si attardi troppo a svolazzare su quelle palme, laggiù in Africa.

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