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soufflé di pecorino per le fave

Nella cucina è divertente far delle prove, tentare abbinamenti di ingredienti, giocarseli cambiando il vestitino, il rapporto tra quello che sta sopra e quello che sta sotto, tra quello che sta fuori e quello che sta dentro. Di questo periodo sono all’onore fave e pecorino, e così abbiamo provato a farci un piccolo soufflé di pecorino da abbinare con un’insalatina di fave fresche.

soufflé di arancia

Una mela al giorno leva il medico di torno, l’arancia  (invece pare che) fa bene la mattina ma la sera gonfia la pancia… così si dice, ed in effetti chi non è cresciuto nel terrore che mai mangiare un’arancia di sera …? che è pesante, pesantissima, una notte intera non basta a digerirla! Dikatat alimentare sostenuto e alimentato da mamme premurose, nonnine sagge, zie devote. E allora per inserire senza rischi (e soprattutti senza rimbotti zieschi) questo magnifico frutto invernale nelle cene delle feste, la soluzione è rovesciarlo, renderlo leggerissimo, trasformare la sua “insostenibile pesantezza” nel più inconsistente e levitante dei dolci: un soufflé!
Questa ricetta ce la regala Laura, figlia di un noto pasticcere romano, anzi di Ostia, (ma toscano verace) che chi ha la memoria più lunga ricorda per un certo dirigibile e per dei krafen che valevano un viaggio verso il mare. (abbiamo provato a digitare krafen dirigibile ostia in google è uscita una serie interminabile di ricordi…).
Ed è solo un assaggio, il ricettario è denso e bellissimo, scritto a mano e pieno di tesori, alcuni segretissimi. Chissà che Laura non ce lo faccia sbirciare ancora un po’. 

consigli per la sopravvivenza al frigo vuoto del rientro. il PDF di settembre

“Lunedì 1 settembre” è una di quelle date che non lasciano spazio alle interpretazioni.
Soltanto a leggerlo sul calendario già si sente tutto il sapore desolante della ripresa, del rientro, di un inizio che è soprattutto una fine… ma poi ad esserci sul serio, a viverlo da dentro, lunedì 1 settembre rischia di avere soprattutto il sapore desolante e concreto di un frigo vuoto!

Qualche tempo fa, stimolati da un’idea di gustosamente , ci eravamo cimentati nella cucina del riciclo proponendo per la sua raccolta un risotto al fondo di bottiglia . In realtà in quell’occasione non contenti di una sola ricetta avevamo provato ad organizzare una vera cena di resti, e dunque aperto il frigo del fotografo (domenica 1 giugno alle ore 15.30) ci eravamo lanciati in un esercizio di cucina ad ostacoli: utilizzare solo quello che giaceva (in condizioni commestibili) all’interno dell’elettrodomestico bianco!

Riproponiamo proprio oggi, lunedì 1 settembre, quell’esercizio di stile raccolto in PDF, perché speriamo possa aiutare la sopravvivenza in questi giorni di rientro, ma anche perché ci sono voluti tre mesi esatti per vincere le resistenze del fotografo che dall'”operazione” si sente “messo a nudo” quasi quanto il suo frigo…

Per scaricare il PDF vai alla pagina PDF o clik sull’immagine

terrina di tegoline (corallo)

Maite insiste a chiamarli tegoline anche se a Roma tutti assicurano che si chiamano corallo e che si fanno in umido. (vedi dizionario)
Avete mai raccontato una favola al telefono? Questa ricetta è una piccola favola raccontata da lontano e inventata per portare qualcosa ad una cena di inizio estate usando le tegoline (corallo!) che erano in frigo. (poi la cena non si è più fatta così il fotografo ha avuto tutto il tempo di fotografare).

Sformato di tenerezza (tenerume)

…continua dal 12 giugno

Non si tratta di ricetta dal nome romantico bensì di traduzione letterale: tenerume (vedi dizionario) è infatti il nome siciliano (ma ne esistono altri?) di una verdura buona e dolce, ri-trovata con sorpresa al mercato di piazza Vittorio a Roma. Il tenerume altro non è che la foglia della zucchina lunga; in Sicilia si mangia ripassato in padella con pomodoro e aglio, qui abbiamo provato a farne uno sformato, di tenerezza appunto…

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