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Zucchine croccanti (e salutiste)

Tra le maggiori frustrazioni della vita (felice!) a Barcellona c’è la faccenda delle zucchine. Onnipresenti in ogni stagione (fredda, calda o temperata) sono immancabilmente insipide e tremendamente grosse.

Negli anni ho imparato a scovare spacciatori di stagionalità, che almeno rispettano i tempi naturali di semina e di crescita, ma in fatto di dimensioni c’è in genere poco da fare. Come succede in Sicilia (con cui Catalunya mi pare abbia diversi tratti in comune), le verdure qui sono raccolte quando raggiungono dimensioni considerevoli, a volte giganti, a discapito di semi e sapore.

Poco male, ci siamo abituati e abbiamo cercato di adattarci noi a loro, visto che loro non si adattavano a noi.

Tutto questo preambolo per dire che per questa ricetta scegliete zucchine di dimensioni almeno medie, con quelle piccole piccole c’è infatti troppo lavoro e minore soddisfazione.

la ricetta

Ingredienti (a spanna)
un certo numero di zucchine di dimensioni medie
mandorle
lievito in scaglie
origano
olio extravergine di oliva
sale marino

Lavate le zucchine, tagliatele a fette sottili ma non sottilissime (circa 2mm) e lasciatele asciugare distese su di un canovaccio per un’oretta.
Preparate la panatura. Tritate finemente le mandorle con il lievito in scaglie (calcolate grosso modo un cucchiaio di lievito per 100 g di mandorle, unite l’origano e mescolate bene.
Con un pennellino ungete di olio le fette sui due lati, passatele nella panatura e sistemate man mano su di una teglia foderata di carta da forno. Cuocete a 60°C per circa 20/30 minuti, avendo cura di girare le zucchine. Se volete salate al momento di servire, ma assaggiate perché potrebbe non sembrarvi necessario

zuppa verde per il lupo

C’era una volta un lupo, affamato come ogni lupo degno di questo nome in ogni storia che si rispetti. Viveva solo in una casa tra i boschi, tutto circondato dalla neve e dal freddo, stufo ed anzi arcistufo di mangiare sempre zuppa di verdura…

Oggi ci sembra di aver capito che in Italia finisca questo strano anno scolastico, iniziato normale e finito diverso. Noi invece, qui in Catalunya, ne abbiamo acora per due settimane, più o meno. Non siamo nemmeno troppo ansiosi di finirlo questo anno, preoccupati piuttosto di come sarà quello che verrà e molto occupati a tenere teso il filo con le maestre che hanno fatto di tutto per fare tutto il possibile.

E qui c’entra il lupo, anzi el llop, protagonista di una storia molto carina con cui ci siamo esercitati in calligrafie, onomatopee, disegni e interpretazioni. El llop sognava uno stufato di ovelleta (pecorella) ma quando in una notte buia e tempestosa una pecorella vera bussa alla sua porta, il lupo scopre piano piano di essere tremendamente vegetariano.

La settimana successiva la maestra Judith ha commentato: “Sentite, questo povero lupo sarà pure stufo di mangiare sempre la stessa zuppa! Ora che ha capito di essere vegetariano mettiamo insieme tutte le ricette che possiamo e diamogli delle alternative!”
Ed ha inizato lei, proponendo un gazpaco (non sa che noi ne abbiamo fatto un libro intero) poi ogni bambino ha spedito la sua.

Anna ha preso le cose seriamente.

La ricetta

3 zucchine
1 cipolla bianca
1 avocado
4 cucchiai di olio extravergine di oliva
la scorza di mezzo limone (facoltativa)
un mazzetto di basilico (facoltativo)

Tagliare sottile la cipolla, rosolarla con l’olio e la scorza di limone in una pentola capiente, aggiungere le zucchine lavate e tagliate a pezzi regolari. Corpire di acqua e cuocere a fiamma media finché le zucchine non saranno tenere. Frullare e fare intiepidire. Aggiungere quindi l’avocado e il basilico (se lo usate) e frullare nuovamente. Regolare di sale.
Nota: un cucchiaio di yogurt greco al centro di ogni piatto ci sta una meraviglia.

gazpacho n°9. gazpacho di zucchine e menta al martini

In nessun caso ci si privi di un buon gazpacho in una colazione sul’erba! Ma neanche in una medenda, né in un pranzo, ma neppure se non siamo sull’erba. Insomma mai. Il gazpacho è una di quelle cose che noi vogliamo sempre. E il bello è che lo vogliamo ogni volta diverso. Adesso lasciamo stare che per postulato un gazpacho non può mai essere due volte uguale a se stesso, neanche ad una maruja siviglina che lo prepara tutte le estati da una vita… e che vogliamo proprio cambiare ingredienti: il gazpacho lo facciamo con tutto! E a chi tocca? Eh, al pooovero fotografo! Fila a fare il gazpacho prima di andare a letto che così domani è più buono! Insomma il fotografo è un po’ come il panettiere o come un chimico folle chiuso in laboratorio di notte a intrugliare pozioni.
Questo ha avuto una storia lunga, fatta di aggiustamenti progressivi e limature ponderate, lo dimostra la lista, lunga, degli ingredienti. Beh, non sempre la semplicità è la giusta via! Questo complesso gazpacho mi sembra proprio riuscito.

zuppa fredda di zucchine con formaggio di pecora

Non saremo i primi a dirlo, lo sappiamo, ma il fatto è che in questi giorni fa un tantino caldino…. quel caldino che pure aspettavamo da mesi, quello che non ci dovremmo lamentare, quello che bisogna stare all’ombra, bere molto, non uscire nelle ore calde, quello che bisogna sorbirsi ogni anno (come fossero nuovi…) consigli che trasudano buon senso, quello che urgono ricette fresche, fredde, quello che meglio non usare il forno, sopratutto quando il forno è un vecchio aggeggio a gas che ha vita propria, e anche se posizionato sul numero 2 emana un calore pazzesco, o come direbbe Azabel fotonico.

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