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con i bambini

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lavash

Con le dita. Con le farine. Con i bambini.
Nella nostra personale, personalissima categorizzazione (ovvero, quella roba che suddivide i post in caselline all’interno del menù del blog) questi croccanti, facilissimi, pani-gallette-crekerini sono finiti così. E non è che non si dica la verità. Per impastarli ci vuole tutto il piacere tattile di usare le mani, la farina è praticamente tutto quello che c’è dentro e tutto fa pensare che dopo questo primo assaggio proveremo a mixarne di diverse. Infine i bambini, che non sono tra gli ingredienti, li vedremmo decisamente bene nel manipolare e nello stendere questo impasto facile facile, anche perché se ce lo avete a disposizione uno di quei mattarellini piccoli tipo giocattolo questa volta viene proprio perfetto all’uso. Se non lo avete pace, anche una bottiglietta liscia e non troppo sagomata sarà perfetta.

sformato di patate di nonna pina

Classico sì certo, ma come si direbbe in lingua food-glamour molto, ma molto comfort-food. La verità è che come lo fa lei, nonna Pina, nessuno al mondo. E non è questione di essere di parte è proprio oggettivamente vero, una di quelle verità assolute e imprescindibili che anche nel corso dell’ultima estate siciliana non abbiamo potuto che confermare.
Che poi se glielo dici quanto è buono, lei si schermisce, “guarda, é facilissimo” dice, e facilissimo in effetti sembra davvero. Però. Però sarà che i bianchi li monta a parte, sarà che le patate devono essere asciutte, sarà che lo cuoci col fuoco giusto e poi lo lasci riposare, ma insomma è buonissimo.
Anche Marta, ghiotta di carote ma anche di patate, sembra averlo molto apprezzato nel corso di una certa cena campagnola sotto il pergolato di kiwi.

la banda-biscotti dei calycanthus junior

Ovvero, quattro ricette di biscotti per sfamare una tribù
Ovvero, Buon Compleanno zia Marie!
La Casa di nonna Maria Cristina è rifugio di tribù di varia specie, polimorfe, poliglotte… umane, canine, per non parlare dei polli nel pollaio, le anatre nello stagno e del pavone che si da gran arie con le galline. Per il compleanno di Marie sbarca qui anche la tribù dei calycanti (ma altre tribù stanno convergendo) e allora, libri e grembiuli alla mano, la banda dei petits (Camille, Charlotte, Jeanne, Nicolas, Noe, Sarah) sfodera un intero repertorio di leccornie, subito preda del fotografo e di tante mani golose.

cake di feta, semi di girasole e fiori di finocchio

La primavera occheggia e noi proviamo a occhieggiare a lei, così tiriamo fuori i semini del girasole e i fiori del finocchio per un cake che all’origine avrebbe dovuto avere tutt’altro aspetto… Sulla faccenda delle attese deluse, però, o come in questo caso delle muffin già spese (prima di averle sfornate…) intendiamo tornare prestissimo e in dettagliato dettaglio per la raccolta geniale delle cuoche dell’altro mondo…
In questo caso in effetti, a parte la questione della forma, il risutato è stato del tutto piacevole, buono e rassicurante per quanto forse un po’ troppo classico… va bene per il pic-nicque (è troppo presto?), va bene per il brunch della domenica, va bene da portare avvolto nel tovagliolo al primo coraggioso aperitivo in terrazza, insomma va bene… anche se noi un po’ nostalgia delle muffin che avrebbero dovuto essere e non sono state, ce l’abbiamo!  

La cucina delle meraviglie. Il pdf di febbraio

Ci siamo! Dopo aver passato gli ultimi giorni a correre in giro disperato sempre troppo di fretta,  preoccupato per i suoi baffi e le sue zampette (oltre che per la sua pellaccia), il fotografo con un colpo di scena degno del cappellaio, ha tirato fuori dal cilindro il pdf di febbraio. 
Dentro c’è Alice tutta quanta, più o meno, o comunque un buon pezzettino. Strano, stranissimo e sempre più stranissimo! Perché a rileggerla la sua meravigliosa storia è farcita di cose da mangiare: dolcetti, crostate, ma pure naselli, mostarda e brodo di finta tartaruga… tutte cose che fan crescere, ma anche ritornare piccini, che a sbocconcellare un biscotto non si sa mai se si crescerà di 3 metri o ci si rimpicciolirà fino a 3 centimetri… 

tortine frolle di radicchio & zucca

Queste tortine sono nate come un esperimento e finiscono come un consiglio. Il fatto è che se la zucca è dolce e il radicchio è amarognolo, manca il sale, l’agro e il piccante.
L’idea era di risucire a metterceli dentro tutti…
Alla zucca si è unito un po’ di peperoncino, al radicchio l’aceto balsamico, ma il punto non sta qui.   
L’esperimento vero che poi è il consiglio è stato usare la pasta frolla dolce (e pure leggermente vanigliata) per avvolgere il tutto, era la prima volta! ma ci sono naturalmente (come quasi sempre in cucina) dei precedenti e in questo caso illustri, in particolare nella antica cucina ferrarese
Insomma la morale è: se ancora non ci avete provato, provateci!

un pescado de mentira per o’ pelouro

 

Nel mese di agosto avevamo trascorso alcuni giorni bellissimi sulle rive del rio Miño, nel cuore della Galizia.
Come sempre tutto troppo di corsa, al punto che più di un viaggio si è trattato di un assaggio: 1500 km per arrivare e altrettanti per tornare a Barcellona nello spazio piccolo piccolo di una settimana. Tanta strada macinata in una macchina a noleggio con la forma nera di un bacarozzo, la Meseta nel mezzo e il fiume come meta del nostro pellegrinaggio non lontano proprio da Santiago de Compostella.
In quel tempo risicato e in quello spazio tanto lungo abbiamo fatto in tempo a scoprire tante cose e a portarcene a casa un bel po’ (la tetilla gallega, il quasi-bagno nel Miño, il pulpo, il gatto di Palmira che di nome fa gatto) ma tra tutte la più preziosa è sicuramente l’incontro con Juan e Teresa al Pelouro.
Il Pelouro è una scuola, e a dirlo così sembrerebbe semplice, ma una scuola che qualcuno ha definito un’utopia realizzata in cui le differenze sono una risorsa per ognuno e per tutti. Il Pelouro esiste da molti anni, è una scuola parificata e gratuita che accoglie bambini e ragazzi dai 2 ai 20 anni di età, oggi però questa realtà e questa esperienza sono in pericolo per le scelte politiche della Giunta di Galizia (notizie e petizione di sostegno si trovano a questo indirizzo opelouro.blogspot.com mentre su facebook è attivo un gruppo ).
Il Pelouro, Juan e Teresa li sentiamo vicini (nonostante tutta la strada che c’è voluta per arrivarci a cavallo del bacarozzo nero…) per questo abbiamo pensato di dedicare a loro una ricetta bambinesca, un pesce per finta, che altri bambini di una scuola in Italia hanno cucinato, disegnato e trascritto in spagnolo con dizionario a fianco, proprio perché le differenze vanno comprese e rispettate.

crostata di arance per il compleanno di giulio

Ci vuol poco a essere bravi ragazzi il giorno del proprio compleanno. Ma state pur certi che Giulio è un portento tutto l’anno. Sarà per tutti quei due un po’ magici nella sua data di nascita, ma per maite e marie sarebbe un aiuto cuoco preziosissimo; lui sì che ti risolve equivalenze in un battibaleno, mica come loro due che si guardano sperdute se leggono 1 dl e non sanno più se usare il bicchierino o il bottiglione! Ma Giulio ti sa anche dire qualunque cosa sul più dimenticato degli animali riportandolo sul suo ramo nell’albero linneiano; conosce Urano come se ci fosse nato e converte i minuti in centesimi di ora meglio di un cronometro.
Da “piccolo” aveva una sua ben chiara classifica degli alimenti preferiti, nella quale il cioccolato e il salame si alternavano al primo posto a seconda delle stagioni. Oggi che è grande proviamo a cambiare gusti e festeggiamolo con una bella torta alle arance.
Buon compleanno Giulio!

cannoli di broccoli e caprino

Da bambine i cannoli alla crema sono una tappa obbligata della passione per i dolcetti. Sempre e solo quelli, ostinate per dei mesi (e qualcuna, più testarda o più lenta, per anni) a non volerne provare altri… poi come i gusti del succo di frutta all’improvviso si passa dalla pera alla pesca e non c’è verso di schiodarsi da lì.
I cannolini alla crema avevano in più la magia di sembrare dita giganti di fate grassocce e la tentazione di infilarci i ditini dopo aver succhiato la crema gialla era quasi irresistibile…
Qualche bambina cresciutella non ha perduto quel gusto proibito, anche se i cannoli questa volta sono salati e i gusci di pasta brisée e non più sfoglia. Per non essere da meno un’altra manina di fillette rossetta ha deciso di inanellarsi il dito di un brocollo-gioiellino…  

la galette des rois per il compleanno di Giacomo

Il 6 gennaio, cioè oggi, in Italia si festeggia la Befana, in Francia (e alcune voci dalla cucina suggeriscono pure in Spagna) si festeggiano i Re, intesi come Magi… vale a dire Gaspare, Melchiorre e Baldassare che arrivano sul presepe un po’ alla fine di tutto, esattamente come la Befana, a portarsi via quel che resta delle feste. Non arrivano a mani vuote come ben si sa, ma invece che oro, incenso e mirra lasciano in tutte, ma proprio tutte, le boulangeries francesi questo dolce, una galette di pasta sfoglia farcita di frangipane e impreziosita da una fève, vale a dire un piccolo ninnolo di ceramica che si nasconde nella torta prima di infornarla. Chi troverà la fève, quando la torta sarà tagliata, verrà incoronato Re, o Regina della festa, avrà il diritto di portare la corona di cartone che accompagna sempre la galette ma dovrà anche offrire la galette successiva (per i francofoni altre notizie qui).
A casa di Maite però questa festa coincide con il compleanno di Giacomo, e la galette da qualche anno, spesso tra mille traversie ferroviarie, arriva puntuale a destinazione. Anche quest’anno infornata a Roma risalirà la penisola per 600 km di rotaie gelate per essere affettata in cerca della fève… per quanto riguarda la corona, che quest’anno è venuta bellissima, non ci sono dubbi, sappiamo già a chi è destinata…

biscotti della fortuna per il 2009

 

Quello che si chiude in questo scampolo di ore è stato un anno pieno di cose, di giorni, di fotografie, di ricette,di sapori, di morsi dolci e amari, uno di quegli anni in cui ci si accorge all’improvviso che si cresce anche se non si vuole, che i bocconi sotto il palato non sono tutti uguali come i giorni che gli abbiamo contato.
Ma è stato un anno, quello che se ne va, in cui abbiamo misurato nuove energie ed è stato soprattutto l’anno in cui questa cucina si è messa in piedi, o per dire meglio, in cui si è messa sul web. Abbiamo ancora un po’ di mesi prima di finire un anno ma siamo felici di vederla crescere e per festeggiare abbiamo avuto voglia di fare biscotti ma che portassero fortuna naturalmente… perché, diciamocelo, si spera sempre che quello che viene sia meglio di quello che finisce!
Auguri a tutti!

chocolat marbré

Eccoci dunque al tempo degli auguri… e cominciamo oggi dai più giovani cuochi in erba che conosciamo, Charlotte e Nicolas. 
Per loro cioccolata un po’ speciale, bicolore e marbré, messa insieme (dire cucinata pare troppo…) a partire da un’idea sfogliata sull’ultimo (ma per noi primo) numero della rivista di Martha Stewart.
Facilissima e divertente da fare ha una resa spettacolosa, una di quelle cose da pasticciare magari proprio assieme ai bambini per avere il piacere di fare i regali con le proprie manine, un piacere sul quale Martha Stewart sembra indugiare parecchio (da quanto abbiamo capito…), fino a rasentare l’autarchia perfezionista di Bree Van De Kamp.
Senza arrivare a tanto speriamo che le nostre cioccolatine piacciano a Charlie e Nicò a cui auguriamo di ricevere domani notte proprio i doni che più desiderano…

madeleine

Il cavoletto di Bruxelles con il suo concorso sulle ricette d’infanzia, al quale stiamo alacremente lavorando, ci ha messo sul crinale pericoloso e scosceso dei ricordi… procedendo a derapage abbiamo finito per inciampare, ovviamente, sul più ovvio dei dolci “mnestici”, ovvero quello che racchiude in sè l’essenza stessa dell’evocazione olfattiva e gustativa, quello che sa di Francia, di Illiers, di tante Léonie, di tè, insomma di Proust… la madeleine…

la caduta è ovvia, ovviamente… ma è in realtà ben più seria perché proprio intorno alle disquisizioni intorno alla madeleine proustiana Maite e Marie si sono conosciute.

Insieme (e insieme al prode Alex) seguivamo il corso di Julia Kristeva a Parigi che quell’anno era proprio su Proust. Gli argomenti non erano “romantici” ma anzi spesso un po’ grevi, soprattutto a quell’ora del mattino (quasi quanto un anno prima altre lezioni in un’altra aula su un altro autore francese, Michel Leris, “recitate” con fascinosa eloquenza da Catherine Maubon). Qualcuno seguiva assiduamente, qualcuno un po’ meno, il mercoledì poi, a ora di pranzo, suonava sempre la sirena dei pompieri per le prove antincendio… qualcuno ha rischiato di innamorarsi di un tenebroso giovane tedesco (pure lui in Erasmus), qualcuno era preso da altro/i… ma insomma a ripensarci viene quasi fuori un’infanzia perduta, o comunque una pericolosa inclinazione all’amarcord… c’è da temere che prima di aver postato la nostra ricetta per il concorso avremmo fininto i fazzoletti…   

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