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régime (au)

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hummus di carciofo

Il primo nome botanico attribuito al carciofo sarebbe Cynara scòlymus L. e contro le apparenze da latinorum privo di fantasia, sarebbe nome legato a diverse leggende e interpretazioni. Alcuni sostengono che derivi da “cinis” cioè dall uso di concimare con la cenere i terreni dove sarebbero stati piantati i carciofi, secondo altri romantici seguaci della mitologia latina gli verrebbe da Cynara, una bella fanciulla dai capelli color cenere che fu trasformata da Giove innamorato (!) in carciofo (!!).
Del resto tutto questo mistero etimologico ben si sposa con la sua fisiognomica, il carciofo è ortaggio che sembra volersi difendere più di altri con le sue foglie appuntite, ma che vuole attirare con il suo bellissimo fiore.
Con quelli piccolini e teneri che si trovano in questo periodo (con poche spine e naturalmente niente fiore) abbiamo ricavata una preparazione veloce e “dietetica” sempre per rimanere in tema di disintossicazione. In fatto di nomi poi anche qui si è giocato sull’ambiguità: non si tratta di un vero hummus (manca la tajina) ma ci piaceva declinarlo sulla lunga scia di hummus più o meno autenticati che stiamo spalmando via via…

macco detox

 

“Macco” in Sicilia è una faccenda tipica, un piatto a base di fave secche con mille varianti praticato da sempre nella cucina contadina, oggi in parte dimenticato ma poi riacciuffato sempre per i capelli nelle pentole di casa e in qualche riscoperta più “colta”.
Nella nostra versione declinata detox abbiamo tenuto ferme le fave ma indugiato parecchio su finocchi e cipolle e infine sostituito il finocchietto selvatico con l’aneto. Ne è venuto fuori un sapore fresco, una texture coccolosa, un valore nutritivo da fare invidia… insomma un monumento alle virtù disintossicanti e salutiste di un certo cibo…

carotine speziate

Le carote!
… arancioni, colorate, divertenti, è una di quelle verdure che si trova sempre. Qui le abbiamo declinate in una versione semplice e veloce, che volendo si può fare tutto l’anno. L’estate un po’ come una zuppetta dissetante, l’inverno come piccolo aperitivo dietetico. In questo periodo si ha voglia si, di mangiare leggeri (tra i buoni propostiti non proprio dimenticati c’è lo spettro della dieta… ), ma ciò non esclude l’organizzare cenette leggere per gli amici.

zuppa di amaranto, zucca e porri

Sarà pure l’estate di San Martino che dovrebbe tenerci al calduccio sotto mezzo mantello, ma qui la voglia di zuppette comincia a farsi sentire crescente… ecco allora che i mestoli si susseguono, uno dietro all’altro, tutti in fila indiana, rassicuranti e colorati (oltre che sanissimi) perché, come dice Anne-Catherine Bley: la zuppa è tante cose ma di certo non è triste! 
Dopo quella verdissima-residuale questa zuppetta qui è un po’ sperimentale perché per la prima volta ci siamo cimentati nell’utilizzo dell’amaranto, un quasi-cereale antichissimo ed esageratamente ricco di virtù che grazie al commercio equo e solidale abbiamo reperito letteralmente sotto casa.   
Il risultato è stato sorprendente e l’idea è quella di ripetere (con la verza?) al più presto, insomma quello che si annuncia ha tutta l’aria di essere un inverno pieno di mestoli!

zuppa verdissima (residuale)

Capita spesso che nel trafficare in cucina si sia presi da un dispiacere del tutto sano nel gettare via le parti residuali, le bucce, le scorie… un dispiacere preventivo che non riguarda quello che resta, ma quello che avanza ancor prima di cominciare. Così, anche prendendo esempio da una zuppa “letta” parecchio tempo fa sul sito di Cavoletto  fatta soltanto delle foglie dei ravanelli che normalmente si buttano via, abbiamo pensato di mettere iniseme questa zuppa residuale e verdissima fatta di avanzi in senso lato, ma consolatoria, vitaminica e sanissima.

arrosto alla senape

Siamo di fronte a un grande classico… talmente facile, talmente abituale, talmente buono, talmente praticato che quasi quasi finivamo per dimenticarcelo e invece no, l’arrosto alla senape va festeggiato in tutta la sua semplicità e dietetica perfezione!
Sì, perché qui non c’è soffritto, non c’è rosolatura, non c’è né olio né burro, solo filetto di maiale (magro) e senape, che in questo caso è moutarde à l’ancienne (quella a grani grossi), ma vanno bene tutte le senapi, quelle semplici e quelle aromatizzate, persino i fondi di barattolo che giacciono storditi sul fondo del frigo. Se tutto questo non bastasse c’è da aggiungere che l’arrosto alla senape cuoce in ventiminuti e si prepara in due: 22 minuti in tutto per un arrosto buonissimo, dotato pure di crosticina che non impegna e non ingrassa!
“Entrino Signori, entrino…”

la settimana della zucca 2. chips di zucca

 

Questa è in realtà una specie di non-ricetta: così facile da sembrare spontanea, una di quelle cose che si fanno da sé facendoti approfittare della generosità che cresce sugli alberi e, in questo caso, spinge dalla terra.
La includiamo nella settimana della zucca un po’ con intento celebrativo (“la zucca è buona anche senza quasi niente!”), un po’ perché è una cosa che mangiamo spesso e soprattutto perché la mangiamo senza senso di colpa… Antitetiche per calorie alle polpettine al camembert di ieri queste chips sono cotte in forno, senza olio e senza nulla se non una spolverata di noce moscata e sale grosso, ma sono golose quasi quanto quelle…

chips di sedano rapa

Si potrebbe pure dire che questa è una settimana di cavoli e rape, ed in effettiè vero che quando si ha un alimento tra le mani si finisce spesso per rivoltarlo da tutti i lati.
Dunque oggi con il sedanorapa (vedi dizionario) ci abbiamo fatto delle chips che sono piene di virtù, dietetiche in primo luogo… sono cotte in forno, assolutamente senza grassi (!) ma hanno un gusto divertente, appena dolce e una consistenza tra il croccante e il morbido. Sono facilissime da fare e si conservano in un barattolo ben chiuso per qualche giorno e accompagnano bene le prime zuppe… 

 

cipolle ai chiodi di garofano

 

 Attenzione! queste cipolle bianche “armate” di chiodi di garofano non sono solo dietetiche, ma pure diuretiche e se vogliamo pure digestive e antinfiammatorie, insomma fanno bene, non fanno ingrassare, hanno pure una certa allure estetica e sono facili da preparare, oltre che divertenti… se avete bambini a portata di mano quello di conficcare i chiodini stellati nella polpa bianca della cipolletta è un gioco che gli potrebbe piacere, quasi quanto è piaciuto a un architetto di nostra conoscenza, negato per la cucina, ma dotato per le simmetrie…

tabuolé aromatico

Di taboulé ne esistono varianti infinite, quel che sembra imprescindibile è l’uso del bulgur (vedi dizionario) e il prevalere delle erbe (soprattutto prezzemolo e menta) su tutti gli altri ingredienti.
Questa versione è il risultato della “falciatura” di tutte (o quasi) le erbette del giardino del fotografo che ormai è in prossimissima partenza per Barcellona. Il risultato è fresco e pure profumato, si conserva bene in frigorifero per un paio di giorni e quindi tanto vale perpararsene un grosso “vaso”…

tonnarelli alle tre radici di Jean

La notte della St Jean, tra il 23 e il 24 giugno è una notte di magia.
Si festeggiano un sacco di cose: la bella stagione (finalmente!), il sole (finalmente!!), ma anche streghe, folletti e sortilegi. Si salta il fuoco per esprimere un desiderio, si raccolgono erbe e fiori che avranno poteri particolari, ci si bagna i piedi ma anche il viso nella rugiada per avere salute e bellezza…
Festeggiamo la St Jean con una ricetta, anche questa un po’ magica, che ci ha insegnato un amico che si chiama Jean ed è incline alla magia. L’abbiamo un po’ manipolata, ma nemmeno troppo, mantenendone intatta l’essenza, vale a dire le tre radici: zenzero, cipolla e aglio che regalano forza e vigore per la notte di magia…

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