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in terrina o in forma

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rillettes di sgombro all’armagnac e alle meline

Quattro sgombri al mercato del martedì: 4 euro e 39.
Al banchetto affollato c’è ogni bendidio, ma la maggior parte degli acquirenti, giovani o meno, pare intimamente imbarazzata dal contatto troppo espressivo con il pesce. E allora: “Vorrei due tranci di vitello di mare“, o “Mi raccomando mi tolga la testa che mi fa impressione“, “Sì, sì me lo tagli a bistecca per favore“… gli sgombretti freschissimi non se li fila nessuno!
Eppure è pesce azzurro, eppure ha i grassi quelli giusti che fanno bene invece che male, eppure costa poco ed ha pure poche lische. Certo è un pesce-pesce, un po’ come le sardine (quelle che sono in via di estinzione) ed è anche un pesce grasso (anche se non più del glamouroso salmone), ma è buono e saporito oltre che bellissimo e con qualche attenzione può diventare una faccenda sorprendente…   

L’ispirazione ci è venuta sfogliando un libro dedicato al “buon ricevere” (Garden Party, Guido Tommasi) in cui le rillettes di ovvia derivazione francese si declinano per ogni tipo di pesce, sgombro compreso. Di nostro ci abbiamo messo le meline secche della signora Fausta per dare un tocco più trentino a questo pesce comprato “in montagna” e l’Armagnac per “sgrassare” il pesce, per accompagnare le mele, per onorare degnamente i 4 euro e 39 della nostra spesa. 

strudel di ortiche e ricotta della signora Fausta

Le ortiche non muoino mai. Questo pensiero comincia a farsi strada nel constatare che alla metà di ottobre (quasi) continuano a imperversare baldanzose e pungentissime sul banchetto della signora Fausta a una latitudine che si potrebbe definire piuttosto alpina… ma tant’è ancora si trovano e ancora pungono, nonostante il trattamento in acqua fredda consigliato dalla signora Fausta e nonostante un bel paio di guanti di lattice indossati per trattarle con la dovuta cautela…

Per fortuna che oltre a raccoglierle, portarle al mercato e consigliare come “toccarle” la signora Fausta prodiga ricette su come ammansirle e ci ha raccomandato questo strudel in cui la ricotta, dolce, bianca e tenerissima fa la parte della fata buona in una favola a lieto fine.
Lo strudel è buonissimo e particolare, rispetto alla ricetta originale abbiamo aggiunto i semi di girasole, che danno un po’ di consistenza alla pasta sfoglia e un tocco più rustico alla favola… 

quiche tarassaco e trota salmonata

Il tarassaco ha sorpreso tutti. La signora Fausta che l’ha trovato nel campo di questa stagione e l’ha portato felice al mercato, noi che presi dall’entusiasmo ne abbiamo comprato mezzo chilo e poi a casa, pulendolo, ci siamo un po’ pentiti, e Truffaut (il gatto) che non riuscendo a capire cosa fosse si è messo ad annusarlo.
Pulito e lessato, il tarassaco è diventato una quiche con un gusto particolare e un fondo amarognolo inconfondibile che la trota salmonata (affumicata) ditraeva appena appena, tanto che il gatto non si è accorto di niente…

timballino di bigoli e stringhe

Ieri ne erano avanzati diversi metri, dunque oggi, come promesso, ci siamo esercitati con la cucina_dei_resti arrotolando i fagilini_stringhe sul fondo e sulle pareti di una forma per cassata imburrata… dentro invece dei canditi ci è finita la pasta avanzata a cui abbiamo aggiunto un uovo sbattuto e dei pinoli, pochi minuti (15 circa) in forno ed alla fine è saltata fuori (dallo stampo) una cupoletta a strisce verdi, con in cima un ricciolo qu@si inconfondibile… 

flan di carote con fiori di erba cipollina

Le carote non sono intuitive. Bisogna lavorarsele un po’, camuffarne la consistenza altrimenti tanto vale mangiarsele crude a morsi come conigli.
Nel guardare la ricetta di una torta di carote cotta a bagnomaria in un libro tutto dedicato al cibo da/in giardino garden party, guido tommasi editore  la faccenda ci è sembrata interessante e promettente, così ci siamo buttate con qualche uova in meno e qualche spezia in più, giusto per giocare un po’ sulle variabili.

Poi, siccome avevamo previsto dosi da cavallo ci siamo ingegnate a farne versioni diversificate giocando con le formine…

tortino di patate, feta e semi di finocchio

Sembra strano pensare che la patata sia arrivata tardi nella nostra alimentazione, si è affermata in Europa solamente con la fine del secolo XVIII. (wiki)

Le patate fanno parte di quegli alimenti che cucinati in qualsiasi modo sono sempre deliziosi, non si è mai conosciuto nessuno che dicesse… ah le patate, no, non mi piacciono. Le patate sono buone perfino lesse!
Questa ricetta si può considerare una variazione del gratin dauphinois, ricetta classica francese.

terrina di tegoline (corallo)

Maite insiste a chiamarli tegoline anche se a Roma tutti assicurano che si chiamano corallo e che si fanno in umido. (vedi dizionario)
Avete mai raccontato una favola al telefono? Questa ricetta è una piccola favola raccontata da lontano e inventata per portare qualcosa ad una cena di inizio estate usando le tegoline (corallo!) che erano in frigo. (poi la cena non si è più fatta così il fotografo ha avuto tutto il tempo di fotografare).

Sformato di tenerezza (tenerume)

…continua dal 12 giugno

Non si tratta di ricetta dal nome romantico bensì di traduzione letterale: tenerume (vedi dizionario) è infatti il nome siciliano (ma ne esistono altri?) di una verdura buona e dolce, ri-trovata con sorpresa al mercato di piazza Vittorio a Roma. Il tenerume altro non è che la foglia della zucchina lunga; in Sicilia si mangia ripassato in padella con pomodoro e aglio, qui abbiamo provato a farne uno sformato, di tenerezza appunto…

clafoutis zucchine e Spretz Tzaorì (ovvero Puzzone di Moena)

Sprizza puzza
(traduzione molto approssimativa dalla lingua ladina, vedi:http://www.puzzonedimoena.com/),
vale a dire puzzone
e in effetti… l’odore è forte e inconfondibile, anche se (dipende dai gusti) si potrebbe persino arrivare a dire che profuma: di formaggio stagionato e di alpeggio, visto che in Val di Fassa e Fiemme, dove lo producono, le mucche le portano a passeggio tra i 1000 e i 2000 metri.
Ci abbiamo fatto un clafoutis, salato evidentemente, con le zucchine (piccole piccole) e i i relativi fiori usati per decoro e non solo..

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