Parlare, ne avevamo parlato, tanto che quasi quasi questa ricetta sembra una sorta di piccola commissione (vero Valina?). Ma il pesto di cavolo nero è stato un classico personale della cucina di Maite negli anni universitari in Toscana, per la filosofia di massima resa (anche volumetrica) e piccolo sforzo, oltre che di ottima conservazione. Un vasetto nel frigo, coperto di olio, ha salvato periodi di poco tempo e di molta fame, di amici a cena all’ultima ora in numeri variati su due cifre. Oggi che si è un po’ cresciute ci piace ancora e non si è smesso di calcolarne dosi per belve universitarie fuori sede.

La ricetta
Ingredienti (dosi molto abbondanti e decisamente a occhio)
1 grosso mazzo di cavolo nero
mezza tazza di pecorino semi stagionato grattugiato
2 cucchiai di pinoli
1 cucchiaio di noci
2-3 spicchi aglio
olio extravergine di oliva q.b a montare il pesto e a ricoprire la superficie

Sfilare le foglie di cavolo dalla “lisca” centrale e lessare (anche in pentola a pressione) con poca acqua e un po’ di sale. Raccogliere nel mixer le foglie di cavolo cotte e ben strizzate, il pecorino grattugiato, i pinoli, le noci e l’aglio e frullare versando l’olio a filo. Si conserva in frigo ben coperto di olio per qualche giorno.

maite

16 Comments

  1. ma grazieeee!!! Che carini che siete!!!;-))
    lo provo assolutamente al più presto…. vado a coglierlo nell’orto!!!! Baci e grazie !! Vale

  2. Prima di leggere quest’ultimo post ho fatto una carrellata di quelli persi e ho visto ricette e fotografie straordinarie.
    Anch’io conservo molti ricordi di vasetti nel frigo per le cene universitarie improvvise, mi avete riportato indietro con la memoria ad un periodo bellissimo della mia vita.
    Questa mi sembra un’ottima alternativa al consueto pesto di basilico, ha un aspetto invitante.
    Un carissimo saluto

  3. Quando sono stata in Toscana ho perso l’occasione di assaggiare e?o fare scorta di cavolo nero, ed ora come contrappasso mi tocca stare per l’eternita nel girone di quelli che il cavolo nero non lo trovano neanche a pagarlo oro (o a dare in cambio magari un cavolo verde :)

    Il pesto invernale e’ ottimo anche per belve ex-studenti mi sa :)

  4. uuuh, che idea strepitosa. Non ci avrei mai e poi mai pensato.
    Ora chi lo trova un cavolo nero?
    ;)

  5. mmhhh ho giusto visto oggi al supermercato dei bellissimi mazzi di cavolo nero…. quasi quasi questa sera …

  6. bhè l’ho provato… un successo e stasera Bourguignon… sapete tra le salse c’è finito anche lui… un po’ rivisitato ma c’è!!! Grazie V

  7. chi vuole testarla al ristorante il nostro chef propone la versione con la Linguina…… discepolo della cucina toscana tramandata e perfezionata grazie alla sua esperienza nella ristorazione fiorentina…..
    Se non sbaglio siete stati proprio a mangiare da noi in piazza della Passera a Firenze a fine Settembre… siamo stati forse noi ad ispirarvi????? guardate pure la foto del piatto che abbiamo pubblicato sulla nostra pagina di facebook “Osteria il Magazzino” abbinamento vino incluso….

    http://www.facebook.com/photo.php?pid=3068843&id=88415125746

    Vi aspettiamo a testare e ritestare i nostri piatti…. e buon divertimento nella preparazione..

  8. cara Claudia, sì certo mi ricordo avevamo mangiato dei ravioloni ripieni di lampredotto che il fotografo ancora si lecca i baffi! del pesto di cavolo nero non ci eravamo accorti, ma contiamo di provare la prossima volta la vostra versione, la nostra del resto era semplicemente un cucina di sussistenza degli anni universitari a siena

  9. Pingback: pesto di Brotons – la cucina di calycanthus

  10. Il cavolo nero sventolava sotto gli spruzzi di pioggia ed io non ho resistito…
    Il nostro piccolo orto invernale fa venire le lacrime agli occhi per la soddisfazione. Felice, mi sono incamminata verso la cucina con il mazzo sotto il braccio.
    Evviva il pesto, evviva il pesto di cavolo nero!!!
    Luciana

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