Provarle, avremmo già voluto provarle da un po’. Così, quando si è trattato del ritratto “ovale” dello stilista-ortista, non c’è stato verso, andavano cotte in ogni modo. L’organizzazione calycanta, però, in questo mese è particolarmente complessa, perché una delle due macchine fotografiche, vale a dire quella che si firma “mt” è in prognosi ancora riservata in un ambulatorio Canon. Dunque via telefono a filo (che il cordless pure lui è molto indisposto) il procedimento è stato descritto (a grandi linee…) a Roma. Ma poiché a un uomo le ricette vanno dette con poca, pochissima (!) approssimazione si è finito per cercare una versione libresca di quelle collaudate e la scelta è caduta sulla versione di Jody Vassallo nel suo libro bianco e nero dedicato a sale e pepe. A quel punto però, le otto di sera, impossibile reperire la soia (“ma come non la tieni a casa?”) e  la caccia si è aperta a una sostituzione possibile. L’aceto balsamico leggermente corretto (una punta di zucchero) è sembrata la migliore delle soluzioni possibili, perlomeno sul piano del gusto, meno su quello della chimica…

…il calcare dell’uovo infatti è stato almeno in parte corrotto dall’aceto e dunque, probabilmente, assottigliatasi la buccia il tatuaggio si è fatto meno evidente. Ma il gusto, assicurano da Roma era buono, delicato e leggermente aromatico

La ricetta (originale + le correzioni del fotografo)

Ingredienti
4 uova
3 cucchiai di foglie di tè nero
1 bastoncino di cannella
2 anici stellati
60 ml di slasa di soia scura (nella versione fotografo: aceto balsamico con una punta di zucchero e altrettanto sale)

per il condimento
la versione originale prevedeva spezie e semi di sesamo chiaro tostati con sale rosa o di Guérande
il fotografo si è limitato a sesamo nero e sale bianco

Cuocere le uova in acqua fredda come per farle sode, quindi passarle in acqua fredda e con grande cautela crepare il guscio strofinandole su un piano. Rimetterle a cuocere per un’ora in un pentolino con mezzo litro di acqua, il tè, la soia (o l’aceto + sale + zucchero) per un’ora.

maite e il fotografo

9 Comments

  1. “a un uomo le ricette vanno dette con poca, pochissima approssimazione”, questa non è una semplice affermazione, è un dogma…

  2. stupendo! non aggiungo altro!
    anzi no, aggiungo : uovo veramente troppo raffinato!…proverò a farlo :-)
    complimenti per la vostra classe che ammiro da tempo!

  3. Ecco dove sono finite le uova…hanno indossato l’abito elegante e si sono fatte fotografare…che raffinatezza! grandi!!!!!!!!

  4. Pingback: Uova All’aceto | Notizione.Net

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