Nel 2008 era stata cuccia, ma l’anno scorso, colpevoli, ce ne siamo (quasi) dimenticati, troppo presi ad andare e tornare da Palermo incrociando il Chianti e Talamone. Quest’anno l’acqua, il sale e la farina stavano pronti dietro la finestra e noi con gli occhi chiusi ad aspettare. Già, perché Santa Lucia arriva con l’asinello e pure (secondo alcuni) col cocchiere Castaldo, si rifocilla e lascia in dono dolcetti, bagigi e mandarini, qualche caramella, un pezzetto di torrone, ma ai bambini curiosi getta un pugnetto di cenere negli occhi.
Ora, essendo un poco a rischio quanto a curiosità, abbiamo occupato il pomeriggio ad impastare biscotti, ripassando la lezione sulla pasta sablée di Michel Roux e ripescando qualche granello di luce colorata tra il biancore dello zucchero a velo.

Dal ripasso della pate sablée e dal confezionamento dei biscotti sono ri-emerse alcune verità banalmente sconcertanti quanto incontroveribili:
1. a pasta fredda (più riposa in frigo meglio è, entro certi limiti… (la nostra è stata impastata la mattina e ripresa nel secondo pomeriggio)
2. non andare troppo per il sottile (mezzo centimetro di spessore per questi biscotti è l’ideale)
3. più crudo che cotto (appena i bordi colorano togliere dal forno lesti lesti)

Quanto alle variazioni, ci siamo semplicemente limitati a condire i sablés con zucchero a velo aromatizzato alla calendula, ovvero zucchero semolato frullato a velo con petali di calendula essiccati.

La ricetta della pasta sablée di Michel Roux

250 g di farina
200 g di burro tagliato a pezzettini e leggermente ammorbidito
100 di zucchero a velo, setacciato
un pizzico di sale
2 tuorli

+ (nella nostra versione) zucchero e fiori di calendula essiccati

“versate la farina a fontana sul piano di lavoro. Mettete al centro il burro, lo zucchero a velo e il sale e lavorateli con la punta delle dita, poi aggiungete i tuorli e incorporateli delicatamente, sempre con la punta delle dita. Pian piano unite la farina al composto nella fontana, lavorando delicatamente finché l’impasto diventa omogeneo. Spingetelo lontano da voi con il palmo della mano, lavorando di polso, per 3 o 4 volte, finché è liscio. Formate una palla, avvolgetela nella pellicola e mettete in frigo fino al momento dell’uso”.

Nota: poi siccome domani Elena ha promesso di passare a colazione per il caffé intanto i cucchiaini sono pronti

maite

22 Comments

  1. sul carrello di ibs da un paio di giorni c’è il libro frolla&sfoglia..
    intanto oggi alla feltrinelli ho trascorso la mia mattina preferita sgogliando libri di cucina.. il vostro, ” siciliano”, è stato una illuminazione.. e da siciliana, è una ventata di ricordi, di visioni fotografiche , di esperienza del gusto..
    per santa lucia, abbiamo già in casseruola la cuccia ( con l’olio e poi con la ricotta .. obbligatorie ) e le arancine (io palermitana dopo tutto non mi smentisco mai .. )
    se le mie ernie natalizie, uscite fuori in questi giorni, invidiose delle palle dell’albero di natale, mi abbandonano un pò, riesco a postare una ricetta di cuccia antica quando le mie tradizioni..

    nell’attesa,
    i miei più grandi complimenti per i vostri biscotti profumati..

    valentina

  2. li prenderei volentieri visto che oggi è la mia festa.ottima idea e sono bellissimi!baci

  3. Questi biscotti andrebbero benissimo per la mia mum che adora la calendula!!

    Un sorriso frollo,
    D.

    PS. é arrivata anche la Sicilia!!!

  4. Gironzolare sul vostro blog (che sia chiaro, ho inserito prontamente tra i preferiti!:) di lunedì mattina, è una bella carica di energia!
    Sembra di sentirlo il profumo di biscotti appena sfornati e l’aroma leggero e zuccherato della calendula…

    Buon lunedì a tutti voi! :)

  5. stamattina a Rovereto c’era pure l’asinello (parecchio infreddolito) con un signore che probabilmente era Castaldo (molto più infreddolito ancora), di Santa Lucia ancora poche tracce, ma in compenso molta molta luce.

    @Valentina: cuccia strepitosa, come ti ho scritto di là
    @Lucy: vero! un sacco di auguri.,, i biscotti se potessi li teletrasporterei
    @Diletta: anche per te obviusly.. PS vorrei fare una domanda scema di quelle tipo vuoi più bene alla mamma o al papà sui libretti SicilY-TuscanY ma mi asterrò per pudicizia
    @llaura: grazie! Buon lunedì a te

    • Ps: ma la doppia Y come nella cromosomia dei fiori a seme giallo non mi è scappata…o anche maschile, se vogliamo dare al fotografo ciò che è anche suo ;)

  6. Volevo farvi i complimenti per i vostri bellissimi libri! Li ho acquistati entrambi sabato in quel luogo favoloso di Bassano del Grappa, la Libreria Palazzo Roberti, dove svettavano nel reparto buone pappe! Belli!!
    Maddalena

    • Maddalena grazie>! molto curiosa della libreria, visto che qualche volta da Bassano ci passo, me la segno per la prossima gita.

  7. belline le tazzine… ma poi la storia dei cucchiaini come è andata a finire?

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