Siamo rientrati, tutti. Un po’ stanchi, un po’ ubriachi, carichi di valigie (la sottoscritta in particolare), di acquisti, di regali, ma soprattutto di incontri.
Quello di quest’anno è stato per noi il secondo -taste-, l’anno scorso c’eravamo stati con meno assiduità ma sempre al completo, con la meraviglia di sgranare gli occhi, di assaggiare e l’imbarazzo di volere quasi tutto. Quest’anno la faccenda non è stata poi tanto diversa, stessa sindrome standhaliana, stessa foga del desiderio. La differenza semmai è stata quella di avere più tempo e uno sguardo che in un anno si è fatto più da dentro. Fa impressione, almeno a noi, riconoscere, riconoscersi tra le facce, i peperoni cruschi, il pane di Matera, i barattoli di Fracassi, le bottigliette Baladin, il prosciutto affumicato Dok Dall’Ava, le mandorle alla paprica dolce di Alajmo… insomma è diventato un mondo più intimo in cui si ha pure il coraggio di dare del tu, di fermarsi a chiacchierare, di raccontarsi i progetti.
Forse le fiere, i saloni servono pure a questo, almeno sul campo alimentare, dove mettere in bocca un assaggio o una parola traghetta in qualche caso direttamente nella pancia dell’amicizia.

Grazie dunque agli amici, vecchi e nuovi, alle loro faccette allegre, alla loro mani e alle loro parole.
Grazie a Gaia per le marmellate, grazie a Lydia per le fr-e-selle, grazie a chi è passato al mercato di carta per guardarci in faccia e darci due baci.
Grazie al mercato di carta realizzato, animato, vissuto dall’editore Guido Tommasi e dallo studio Achille Castiglioni, grazie infinite ad Alessandra, a Giovanna e ai ragazzi tutti che hanno reso speciale non solo un luogo, non solo un bookshop, ma tutta un’atmosfera.

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Grazie a Simone Fracassi che pur sotto un assedio permanente, ha trovato tempo anche per noi. Peccato solo che allo shop di Taste il suo spezzatino di chianina fosse finito subito.

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Grazie, grazie e ancora grazie a Laura della Dispensa di Amerigo per la sua grazia, per le sue mises, per la sua competenza, grazie per averci scritto. Siamo felicissimi di averla conosciuta, le dobbiamo un “essiccatore” e un ritratto.
Grazie anche al suo fidanzato speciale che è coinvolto in entrambi i progetti di cui sopra. Grazie a chi ci ha segnalato l’esistenza di un’altra Maria Teresa Di Marco a cui abbiamo avuto l’ebrezza (allo specchio) di dedicare i nostri libri, ora vorremmo tanto conoscerla di persona.

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Grazie ad Anna per tutto quanto. è una splendida Donna Fugata, ci ha fatto assaggiare cose che ricorderemo con calore e con passione. Quest’estate davvero cercheremo di farcela per la vendemmia notturna, questa volta davvero pensiamo seriamente a Pantelleria.

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Grazie al Pane di Matera di cui, l’abbiamo detto, ci piace tutto. Grazie per la loro comunicazione così colorata e intelligente che accumuna, in formato poster, la mia cucina e quella di Marie.

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Grazie alla signora dell’aceto di Modena, per le parole, la dolcezza. Ora la mattina mi pare di immaginarmela.

Grazie a Lizzie, a Maria Grazia, a Silvia, a Cinzia per aver speso il tempo di sedersi con noi a raccontarsi le proprie storie.

maite, marie e il fotografo

12 Comments

  1. maite Reply

    ah, dimenticavo: le foto lillipuziane si ingrandiscono, basta cliccarci sopra.

  2. MA grazie a voi..
    io mi sono quasi commossa, davanti a tanti ricordi e, soprattutto, per le vostre parole!
    un abbraccio stretto!

  3. Ora me le vado ad ingrandire e a sbirciare tutte.
    Quelle che in Puglia si chiamano friselle, a Napoli si chiamano freselle.
    Bacioni ai calicanti tutti al gran completo, fotografo in primis

  4. ombrelli alla fine mi chiamano lo sapete, ma in tutto tutto il belllissimo resto vince la Gran Forchetta che incombe.

    baci a voi

  5. ci si incontra sempre in momenti ad alta densità di persone, chiacchiere e suggestioni, prima o poi lo spazio e tempo per rilassarci e parlare lo troveremo! è sempre un grandissimo piacere incontrarvi.
    alla prossima!
    b

  6. Ragazzi siete davvero forti e delicati: chi avrebbe detto “si vedono sempre le stesse facce” viene rimpiazzato dal vostro “è diventato un mondo più intimo in cui si ha pure il coraggio di dare del tu”. Che bello leggervi :)

  7. E’ stato un piacere conoscervi. Maria Teresa, ti aspettiamo a Padova.

  8. Pingback: ritratti alimentari n° 21. Lydia e il cavolofiore – la cucina di calycanthus

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