è passata una vita e un pezzettino dalla nostra gita a casa di Silvia, ma l’atmosfera, il sorriso e il pranzo sono nella nostra memoria come una cosa vivida e fresca. Chiacchiere, chiacchiere, chiacchiere e intanto lei che impastava l’impasto delle piade e poi lo stendeva e lo cuoceva, e noi come due bambine dietro il bancone della sua cucina stupite, sì stupite, che si potesse far così, come se fosse facile.
Ci abbiamo messo tempo, il nostro solito tempo lento, a provare a immaginare di farlo pure noi e poi alla fine ci siamo buttate. è andato tutto bene, anzi benissimo, solo sulla cottura dovremo rivedere qualcosa: la piastra di ghisa scaldava sì veloce ma bruciava pure altrettanto.

La prossima volta ci atterremo alla pentola antiaderente, come Silvia consiglia nelle sue dettagliate istruzioni:
dunque ricetta qui

11 Comments

  1. la ghisa è bastarda. deve essere allo scotto, ma non perdona. con le tigelle il problema è lo stesso. e hanno un bel dire dovete condizionare ;) non cambia niente condizionare la padella. abbracci di nostalgia.

  2. conosco bene quel bancone della cucina e so bene cosa silvia riesce a fare li dietro :) la sua piada è favolosa, batte persino la mia :)
    ciao a tutte

  3. Ho fatto quelle sfogliate, la settimana scorsa.
    La prossima, toccano a queste, allora!
    ;-)

  4. Non c’entra nulla con questo post, ma volevo dirvi che il vostro libro sulle torte di mela è fantastico.
    Non c’è n’è una che non sia buona e che non riesca benissimo (senza troppo sforzo, tra l’altro).
    Questo w.e. ho fatto sia quella di mandorle e mele che quella di ricotta, mele e uvetta.
    Peraltro pochi grassi, ma molto gustose. Insomma, per me il vostro libro è davvero un “indispensabile”.
    ciao
    PS: in bocca al lupo per la gravidanza e per l’avventura meravigliosa che ti aspetta.

    • Grazie Anita, davvero grazie! sono messaggi così che svoltano la giornata e grazie di cuore anche per gli auguri.

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