Visto che è maggio ma sembra novembre, visto che piove, piove, piove, e fra poco ci spunteranno le branchie, questo dolcino (invernale?) ci consola almeno un poco. Del resto la ricetta è della nonna Fanette, la nonna bretone del fotografo che ai cieli grigi, alle nuvole veloci, alle pioggie “bagnate” era abituata, a maggio come a novembre.

Ecco un sapore di pioggia del nord, ma anche di cene estive dolci, a base di latte e prugne.
Gli ingredienti si calcolano rigorosamente col cucchiaio, senza bilance o misurini e il risultato è sempre buono e rassicurante.

Ingredienti
10 cucchiai di farina
10 cucchiai di zucchero
5 uova
1 l di latte
250 g di prugne snocciolate

Impastare la farina, lo zucchero e le uova aggiungendo il latte a poco a poco. Battere bene con la frusta fino a che l’impasto (molto liquido) non sia uniforme e privo di grumi.
Preparare una teglia (meglio se rettangolare) spalmandola con molto (molto) burro e spolverandola con una miscela di farina e zucchero. Versare nella teglia l’impasto e immergervi le prugne, in maniera uniforme, dopo averle lasciate a bagno nell’acqua per qualche minuto. Mettere in forno già caldo a 180 °C per circa 1/2 ora, finché la superfice non assuma un colore brulée e l’interno non sia asciutto.
La consistenza è cremosa. Va servito tiepido tagliato a rettangolini.
La nonna non lo faceva, ma ci stà molto bene un bicchierino di cognac nell’impasto. Ormai, dopo qualche anno, possiamo permettercelo.

ilfotografo, maite

 

 

 

10 Comments

  1. “un bidon d’ eau, deux bidons d’ eau, trois bidons d’ eau…” bentornato far! :-)

  2. Letto….

    Fatto.

    Strepitoso… Forse, ma dico forse, per le mie personalissime papille gustative basterebbero nove cucchiai di zucchero. :)

  3. E’ il terzo far breton che preparo, per i miei primi due avevo utilizzato altre ricette, ma il risultato non era stato convincente……questo è semplicemente fantastico,tra l’altro molto molto “confort food” e molto molto autunnale (io ho aggiunto anche il cognac come da suggerimento)…Far a parte il vostro blog è delizioso in tutti i sensi!

  4. il far bretone l’ho mangiato ormai più di venti anni fa manco a farlo apposta in bretagna.

    per scoprire che era molto simile alla torta simona che faceva la mia nonna e della quale ho ricercato mille e mille volte le dosi perché mi parlava di lei.

    proverò anche questa ricetta…

    grazie

  5. Tanto per non fare nomi avevo provato il far breton del cavoletto. Beh… non mi pronuncio. Il tuo strepitoso!
    Grazie.
    Luisa

    • ma qual’è il far breton del cavoletto? Non l’ho trovato, anche se cercato. Sotto quale nome l’avrà messo?

  6. Fantastica. Avendo paura di fare l’effetto frittata ho messo 4 uova anzichè 5 ma c’è voluto un sacco per cuocerla. Ma io e il mio forno abbiamo ancora diversi conti in sospeso.

    Io la adoro.

  7. Questa ricetta è stupenda e sa davvero di casa e di semplicita’ freschezza e tradizione, mi ha colpito e sono curiosa di assaggiarla! posso provare a rifarla???

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