Con questa formina qui ci addetriamo sul terreno delle cose serie, preziose e antiche per le quali la nomea di ricette è insieme sia inadeguata che perfetta.
Si tratta di ricetta, familiare che di più non si può, trascritta su un pezzetto di carta dalla nonna (Pina) in persona per accompagnare la mostarda stessa, avvolta in un pizzo (la ricetta, non la mostarda) opera della stessa nonna in persona. Dunque tutto un gioco di rimandi, di contenitori e di contenuti, in una con-fusione di segni da fare eccitare un semiologo fino al parossismo.
A tutto questo poi si aggiuga che le formine in cui si prepara la mostarda sono quelle stesse della cotognata (vedi tre ricordi sul comò) antichissime alcune, e tutte egualmente intrise di simbolismi, cristologici ma pure pagani (pesci, fiori, spine, calici, e pure qualche fascio avanzo di dittatura…). Dunque la mostarda, un po’ come il vino cotto di cui non a caso è parente stretta, non è “soltanto” una ricetta, ma la forma di un mondo…

La ricetta 
(la trascriviamo direttamente dall’autografo di nonna Pina)

“Mostarda.
Bollire il mosto con della cenere di sarmenti. Fare riposare e filtare dopo la bollitura di mezz’ora.
Per fare la mostarda mettere 70 gr. di amido ogni litro, oppure 100 gr. di farina ogni litro. Aggiungere 50 gr. di zucchero, 15 di cacao sempre per litro. Poi quando sta per minestrarla [versarla nei piatti o nelle forme] mettere la cannella e pure dei chiodi di garofano, buccia di arancia, tutto tritato finemente. La buccia deve essere asseccata [seccata] o passata del forno. Se si deve mangiare nei piatti a piacere si possono mettere nocciole, mandorle, pinoli, quello che piace di più o quello che si trova in casa.
Un bacio e buona cucina,
nonna”

maite e nonna Pina

20 Comments

  1. Che magnifiche formine: dei cimeli preziosi, intrisi di storia familiare e regionale!
    Ho avuto più volte l’occasione di gustare la mostarda siciliana doc!!!!!!
    Ciao

  2. Non ne conoscevo l’esisitenza e devo ammettere che (da buona mantovana) il titolo mi suonava piuttosto ossimorico…

  3. Mai assaggiata e il fatto che sia legata a ricordi così antichi mi incuriosisce moltissimo
    E’ sempre istruttivo passare da voi
    Un bacio
    fra

  4. Mademoiselle Manuchka Reply

    che meraviglia..
    e quegli stampini sono bellissimissimi..
    :-)

  5. Mademoiselle Manuchka Reply

    forse dire stampini é un pò riduttivo, mi scuso..
    comunque sembrano di terracotta, insisto sulla loro bellezza..
    bisous

  6. ilfotografo Reply

    oh mamma mia, maite e marie sono una in un treno e l’altra in aereo e mi toccherà rispondere a me.
    @madmoiselle e lenny, vedessi che belli gli stampini. si, sono di terracotta. il mio preferito è quello con il cuore sanguinante!
    @virgi (ciao virgi!) sembra che in sicilia sia tutto possibile. la mia prof di filosofia diceva che i greci hanno detto tutto! era la sua frase celebre. pensa i magnigreci!

  7. Mademoiselle Manuchka Reply

    una in treno e una in aereo..
    working girls.. :-)

  8. Questa mostarda mi incuriosisce molto, già pensavo a quella di frutta (per carni) che non mi piace…invece questa abbina degli elementi mooolto interessanti..magari avere sottomano un po’ di mosto…ed una nonna come Pina!

  9. ooohhh!?!
    mosto bollito con cenere e spezie, ma è quasi una pozione magica!
    saluti, cat

  10. Nooo, anche il mio prof di latino e greco diceva che Greci e Romani avevano già inventato tutto…in fondo, non aveva tutti i torti…

  11. mmhhh potrebbe essere l’occasione giusta per riassaggiarla
    da piccola non la potevo soffrire, ma si sa… con l’età i gusti evolvono….

  12. ehm, sara, meno male che si cambia idea (qualche volta) ma mi sa che le cose sono qualche volta determinate anche da come sono presentate… sarà mica che da piccine ce le “vendevano” male?

  13. Ciao!
    Continuate sempre più a stupirmi, ma il tempo dove lo trovate? brave e bravo, le foto sono sempre impeccabili, complimenti!
    Sapete che sono molto legato al mosto cotto; pensando nello specifico a questa ricetta, se si cambiassero le proporzioni degli ingredienti, non è che magari saltasse fuori qualcosa di molto interessante? Ci sto provando, e i risultati sono incoraggianti, poi se verrete a Civitavecchia magari ve ne farò assaggiare i “frutti”… ;-)
    A presto

    Mirco

  14. @Mirco, si, vogliamo assaggiare i “frutti” dei tuoi esperimenti al piu’ presto.

  15. la mostarda è molto più buona se invece dell’amido si mette la semola….provare per credere parola di buongustaia!

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