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zuppa fredda di pere e bieta rossa

 

Occorre dirlo subito: questa zuppa, oltre che fredda, è pure un tantino estrema, una di quelle cose che non è il caso di proporre a palati poco smerimentalisti e soprattutto poco inclini ai sapori misti, in cui il dolce si mischia indissolubile al salato, l’agro del limone al gusto fermo della panna.
Occorre dire anche che la ricetta, che ci aveva tanto affascinato su un numero estivo di una rivista spagnola di cucina, è stata rimandata più volte, anche perché reperire la bieta rossa non è esattamente semplice, ma insomma alla fine, grazie alla signora Fausta, l’abbiamo messa in cantiere, cioé in pentola.
Dobbiamo dire, a questo punto, che il fotografo non era esattamente convinto (in partenza) che la cosa potesse funzionare e che soprattutto deve aver trovato (in arrivo) che il gusto della pera prevaricasse il resto, come si evince facilmente dalla foto che ha tradotto il suo sentire.
Detto tutto questo rimane il fatto che la zuppa ha un suo sapore molto interessante, oltre che un suo perché, che certo gira tutto intorno alla pera ma la “sbuccia” in una maniera decisamente insolita, andando oltre al sapere del contadino.

la settimana della zucca 3. linguine alla zucca e aceto balsamico

La settimana della zucca sarà pure divertente per Maite e Marie, ma è un vero stress per il fotografo. Le cuoche fanno a gara a cucinare e si dividono spese al mercato e portate di un immaginario menù arancione. Così il fotografo corre di qua e di là a fotografare tutto, più o meno…  
Poi alla fine decide, con il fiatone, di farsi da solo il numero 3, un piatto facile ha detto Maite al telefono dettando dosi e modi, adattando una ricetta siciliana della nonna tipica di Natale… 
su quello (il Natale) si era pure in anticipo, ma per il resto  tutto veloce, veloce, troppo veloce: annotare, cucinare, fotografare e mangiare, prima che si freddi!

la caponata di Anna

La caponata è melanzane e alchimia…

…certo nella stessa Sicilia, nella stessa provincia, nello stesso paese e qualche volta persino nella stessa famiglia circolano di questa ricetta, vistosamente araba, versioni diverse o diversissime con eguale assoluta presunzione che la propria sia la coretta, la migliore, l’unica… insomma quella vera!
Inutile far finta di sottrarsi e anche noi caldeggamo la nostra, cioè la caponata di Anna, la migliore (naturalmente per noi) e quella vera (sempre naturalmente per noi), costruita attorno alle melanzane, con un equilibrio sempre in bilico tra il dolce e l’agro, tra lo zucchero e l’aceto, con poco pomodoro e un sentore forte di sedano che sembrerebbe il più umile tra tutti gli ingredienti ed invece emerge tra i capperi e l’uva sultatina…
Come in tutte le ricette alchemiche bisogna prenderci la mano e sapere prima di cominciare che nessuna caponata è mai uguale alla precedente e alla successiva.

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