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Pur_Südtirol

Siamo migrate a nord (Maite + A*) e da qui l’autunno è più autunno. Si inclina la luce, si inclina il ritmo e si passa senza accorgersene dal cono gelato alla tazza di tè. Tutto senza malinconia, soprattutto quando le mattine sono luminose e terse e c’è il tempo di ritrovare il mercato (ritornato anche lui) nella piazza, le dalie, i frutti rossi, gli ultimi pomodori e le prime zucche.
Ma la geografia è relativa, occorre non scordarselo mai: c’è sempre un nord più a nord e un sud più a sud. Così dal Trentino l’Alto Adige fa figura di un altrove prossimo, molto, ma molto più nordico: ordinato, felice e lindo, inarrivabile persino da qui. è un effetto che non si deluisce con gli anni, ma perdura e insiste, anche se sei cresciuta a due passi da lì, anche se arrivarci non è un viaggio, almeno in termini di chilometri.

In questo periodo poi il Südtirol assomiglia a se stesso più che in qualsiasi altra stagione, colori magnifici, temperature a cavallo tra il caldo e il freddo, una disposizione tutta sua a prepararsi all’inverno. Così se fate un salto quassù a nord prendete nota di un piccolo, grande luogo di eccellenze alimentari tutte altoatesine, una specie di Eataly molto in piccolo e molto local.

Merano il vino e il resto


In quel perpetuo movimento leggermente asincrono che caratterizza le nostre vite (singolarmente o congiuntamente considerate) lo scorso week end (cioé quello prima di questo conclso da poche ore) eravamo a Merano per il Merano Wine Festival.
Per chi non lo sapesse si tratta di una delle maggiori e più rinomate manifestazioni dedicate al vino, giunta quest’anno alla sua ventesima edizione ed ospitata nell’impressionante complesso asburgico della Kurhaus, una roba che occhieggia da ogni balconata, balaustra o colonnino alla principessa Sissi.
L’esperienza è stata di quelle da giramento di testa, non tanto e non solo per la gradazione alcolica quanto per la quantità di stimoli, di produttori, di bottiglie, di assaggi che su di noi, in effetti amanti del vino ma poco avvezzi alle grandi kermesse enologiche, ha avuto un effetto di stordimento; morale abbiamo assaggiato ben poco.
Di numeri, di filosofia, di impressioni generali abbiamo parlato già su Gastronomia Mediterranea, qui riprendiamo il filo più emotivo di quel che abbiamo visto e soprattutto assaggiato.

cetriolini in vetro

Ad occhio questa deve essere la settimana barattoli, dei barattoli e dell’autarchia. Sì perché dopo aver messo mano allo zenzero candito che, anche noi come Azabel avevamo fino ad ora comprato (carissimo!) alle fiere e in qualche verduraio eco-chic, abbiamo finito per darci pure ai cetriolini.
E qui sono due anime che si incontrano, quella asburgica e quella francese, come dire che sia in Alto Adige nei taglieri di Speck e Kaminwurze che in Francia ad accompagnare paté e terrine di questi cetriolini abbiamo fatto lunga esperienza. Ma di farli a casa, fino ad ora, nemmeno l’idea. Poi andando al mercato, li vedi e sembra semplice, costano poco e nel cestino ti includono pure le spiegazioni. Dunque abbiamo provato ed in effetti è stato facile, poi per capire se sono “quelli giusti” ci vorrà ancora qualche settimana…

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