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bressanone/brixen: einige Adressen

A volte la geografia è un fatto relativo, o meglio è la distanza tra sud e nord che si accorcia, si restringe e a volte si rovescia. Così quello che è Sud_Tirolo guardato dall’Austria è già un nord estraneo sbirciato da pochi chilometri più sotto, cioè dal Trentino. Ma se lo si guarda da Roma, dove sono arrivata nella notte, ha un che di esotico e favolistico che ne fa proprio un Altrove. Il tempo di scaricare le foto dalla macchina fotografica (e di passare con una sufficienza il giudizio del fotografo) e davvero, immersa nell’accento romanesco, mi viene da chiedermi sono stata tanto a Nord?

zuppa di vino di terlano

Giusto per rimanere in tema di esotismo altoatesino, questa è una delle ricette che più ho sognato di replicare in tutto il suo aromatico trasporto. La faccenda del resto per quanto esotica, sembrerebbe semplice: ottimo brodo di partenza (di quelli con tutti i crismi, in particolare la pazienza…), ottimo vino (va da sè…) e panna freschissima, la cannella certo, le uova e i crostini, volendo, passati nel burro. Ma la verità è che, per quanto attenta e ortodossa nell’esecuzione, questa zuppa non mi è mai riuscita come nel ricordo, così come in Alto Adige (e a Bressanone in particolare) la praticano con l’agilità di chi fa le cose “ovvie”. Dunque aiuto: qualcuno conosce qualche segreto? Ha la suocera della Valle Isarco? Una ricetta migliore? o forse è meglio rassegnarsi all’idea che una zuppa così valga un viaggio?

torta di papavero

Durante gli anni dell’università questa torta faceva figura. Figura innnzitutto di cosa nordica, esotica, decisamente poco abituale. Tutto uno scricchiolare di semini piccoli, neri e blu, una specie di alone “peccaminoso” (ma i semi di papavero non sono oppiacei?) e misterioso (ma dove li compri scusa?) . Così dopo, un effluvio di spiegazioni (no, no, non fanno dormire, almeno credo… li compro in drogheria, quella in via di città, accanto alla Chigiana, hai presente?) la meraviglia della torta si condensava sempre immancabilmente sull’ingrediente mancante: ma dvvero non c’è la farina? e nemmeno lievito? e il burro? E sì davvero, la farina non c’è, e nemmeno il lievito per non paarlare del burro… sostituiti dalle mandorle e dal papavero appunto, e sorretti da molte, molte uova…

biscotti all’anice

Problema
La mamma fa i biscotti all’anice per la merenda dei bambini, quella che si fa alle dieci e mezza quando suona la campanella della ricreazione. Mette sul primo piatto della bilancia 3 uova e versa sul secondo piatto lo zucchero necessario a stabilire un perfetto equilibrio. Poi leva 2 uova dal primo piatto e vi versa la farina necessaria a ristabilire l’equilibrio. Se la mamma ha usato delle belle uova fresche da 100 g l’una, scrivi il peso degli ingredienti dei biscotti in ettogrammi.

Se invece usi il computer al posto del calamaio, se hai finito la carta assorbente, se il tuo grembiulino è a lavare e non puoi fare i compiti, se la tua maestra non te l’ha ancora spiegato perché, scellerata, ha scioperato, allora volta pagina e leggi la soluzione.

zuppa di birra

Fidatevi! Nonostante le apparenze è proprio una zuppa di birra.
Una zuppa di birra di quelle dal gusto fortemente nordico, austriaco, altoatesino e in fine trentino perché è proprio da un libro di cucina di questa complicata regione che la ricetta, con qualche variazione, viene (Alessandro Molinari Pradelli, La cucina del Trentino-Alto Adige).
“Zuppa di birra dal gusto nordico” nel senso che prevale la presenza del latte, del burro e della panna e tutto si gioca sul delicato equilibrio fra il dolce di questi alimenti (più lo zucchero, ma giusto un cucchiaio…) e l’amaro della birra. Ci si aggiunga pure la cannella e la scorza di limone e si avrà una marca indelebile di montagne, di mucche, di laghi, di freddo e di calduccio della stube, di tetti aguzzi e di cielo terso e pure di birra… Maite che qui ci è cresciuta si ricorda ancora della gita delle elementari agli stabilimenti Forst…

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