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bicchierino

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mousse di salmone alle mandorle (ovvero del pesce e dell’ombra 2)

< La settimana scorsa, alla ricerca di un' ispirazione che rendesse il titolo della serie delle incisioni di melotti, il pesce e l’ombra, avevamo finito per confezionare un’ombra di panna cotta salata al carciofo per un’acciuga timida. Questa settimana, nel nostro secondo esercizio di stile, abbiamo finito per meditare sull’ombra del salmone affumicato, di quello norvegese, per la precisione, con un gusto forte e una punta amarostica. L’abbiamo cercata un sacco, quest’ombra, tentati di identificarla perfino con il bicchiere a palloncino di vino bianco che a Venezia corrisponde a una bevuta e accompagna ogni cicchetto, poi alla fine l’abbiamo trovata, inaspettata, dentro un prezioso vasetto regalo di un’amica…

bicchierini di melanzane/melone e biscottini d’artista al kamut

Il titolo della mostra di Pietro Weber, Città d’Oriente, ci ha spinti a uno sforzo di interpretazione: se l’arte sta nella cucina e noi vogliamo mettere la cucina nell’arte, come possiamo tradurre questo titolo (e questa ispirazione) in cibo?
Smembate le parole ci sono rimasti: città e Oriente.
Sulla prima parola urbana abbiamo incrociato piuttosto facilmente l’idea del cibo di strada, o streetfood che dir si voglia, insomma cibo da sgranocchiare in piedi, possibilmente senza ungersi le dita ed è così che sono saltati fuori dei cartoccini a forma di cono pieni di biscottini di kamut le cui forme erano state disegnate dall’artista.
Sulla deriva orientale invece il gioco è stato più complesso. L’Oriente è molte cose e molto diverse, persino, alla fin fine, una direzione che vuol dire semplicemente un po’ più a destra sulla cartina, semplicemente sempre un po’ più in là in un mondo che è comunque tanto rotondo… Dunque messa da parte la filologia ci siamo affidati al ricordo e all’evocazione di un piatto mangiato molti anni fa a un matrimonio, piatto ebraico o turco (qui i ricordi si biforcano e non collimano), cucinato da un amico degli sposi e che associava strepitosamente, quanto insospettatamente, melanzane e melone.
Messo insieme il menù della vernice rimaneva da capire cosa bere…

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