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Il re dei Carnestoltes e la Santa Eulalia

Quando ci chiedono perché viviamo a Barcellona possiamo provare a divagare, a pescare a caso nelle tasche risposte generiche, o rispondere tutto di un fiato la verità: perché ci piace.
Bella forza, che banalità! con questo si finisce diritti diritti in quel tunnel angoscioso di quando eravamo bambini con la maestra che dice che tocca spiegare perché: dire solo “mi piace” (o peggio  ancora “perché mi piace”) non va bene, non basta, bisogna argomentare, trovare le ragioni, fare l’analisi e poi lo svolgimento.

Visca el carnaval

Uff che tirata! Il carnevale quest’anno per noi è stato un’autentica settimana di colori, di corse, di mercati, di balli, di battaglie arancioni, di salsicce d’uovo, di ambasciatori del re-carnevale, di mercati ancora e poi fuochi bellissimi fino ad oggi, mercoledì delle ceneri che qui, più prosaicamente, è il giorno della sepoltura della sardina (che poi vorrebbe dire inizar a mangiar di magro, anche se sul concetto di magro ci sarebbe/sarà da dire..).
Noi non ci siamo persi niente, con Annina travestita (più o meno) da maduixeta (cioè da fragolina in catalano) nel passeggino rosso, eravamo al mercato della Concepciò al primo arrivo degli ambasciatori (giovedì) e da lì in poi li abbiamo seguiti praticamente ovunque, senza prendere fiato, spesso con mezzi di fortuna e dimenticando pure qualche volta di scattare le foto.
Perchè il carnevale ti mette di fronte a dilemmi esistenziali e filosofici: scegli di strane dentro o di starne fuori? di seguirlo, di anticiparlo, di camminargli a fianco? e se scatti foto puoi tirare coriandoli?

castagnole, di nome e di fatto

Ci sono cose che finché non le fai non sai nemmeno il perché.
Il perché siano tanto famose, il perché esistono da sempre nel loro tempo preciso, il perché si chiamano come si chiamano.
Così è stato delle castagnole, che abbiamo sempre visto, sentito, annusato e pure mangiato a Roma (e pure fuori di qui) senza fermarci a pensare, se non vagamente, cosa avessero poi in comune con le castagne.
Invece mentre le fai, mentre le friggi, mentre le vedi gonfiarsi e creparsi nel mezzo assumendo il tostato colore di una castagna, all’improvviso realizzi che non è astrazione o metafora, che è proprio vero alle castagne somigliano.

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