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vichyssoise di aglio arrostito, patate dolci e castagne

Erano anni, ma dicasi proprio anni, che questa storia dell’aglio arrostito c’era rimasta in gola. Nei libri di Donna Hay, ma in certo un mondo anglofono e lontano pareva proprio che l’aglio si consumasse solo così: ridotto in crema dal semplice passaggio in forno.
Non era bastato nemmeno ricordarsi di aver portato mille e uno anni fa un aggegino, una caccavella, di terracotta sottile dall’Argentina che doveva  servire proprio allo scopo. Comprata più per l’estetica che per la funzione, scoprire finalmente che servire poteva è stato tutt’uno con lo scoprirla rotta. Pazienza, l’abbiamo messa via sta storia dell’aglio trasformato in crema…
Ma poi corsi e ricorsi, un giorno nemmeno più speciale di altri acchiappi una testa (di aglio…) e la metti in forno, tutto il resto, patate, latte e castagne, ci gira in torno in una danza d’autunno.

mont blanc

e dopo di che non se ne parli più! questa robetta qui sopra costituisce il culmine dei festeggiamenti al fotografo, quelli per il suo compleanno, da diversi anni a questa parte. Solo che in giornate di cucinamenti frenetici, in cui si ha pure la pretesa di sollevarlo dalle corvées, che finisse nell’obiettivo oltre che nella pancia non c’è proprio stato verso. Quest’anno invece, complici certe mani che hanno aiutato e fatto pure da modelle ce l’abbiamo fatta. In compenso mancano le violette candite, voi se le avete svolazzatecele sopra!

tagliolini con castagne, caprino e melograno

In attesa di attacarci tutti al tram sabato prossimo (!), ogni tanto ci ricordiamo pure di cucinare e allora dalla lista lungherrima di cose da fare-provare-sperimentare spuntiamo questa versione rafforzata di pasta all’uovo che è da una vita e un pezzettino in attesa. La ricetta è di Rinaldo Dalsasso, mitologico chef trentino che per molti anni ha gestito il ristorante Al Borgo proprio a Rovereto, dove oggi, ahimè, c’è una profumeria. La quantità di uova è da urlo, ma passato lo sconcerto iniziale la resa è straordinariamente elastica.

torta al cioccolato e crema di marroni

torta al  cioccolato

Ci sono giorni, o forse è semplicemente la normalità, nei quali si ha la sensazione di correre, correre e non fermarsi mai. Ecco allora che c’è anche voglia (e pure il bisogno!) di farsi qualche coccola. Questo dolce, pescato su una delle nostre riviste preferite, Saveurs, è una di quelle cose che fa “coccola”, perché la crema di marroni gli dà una texture che sa di casa, di pomeriggi grigi e sonnacchiosi quando si vorrebbe stare sotto la copertina guardando un buon dvd. Oltre a questo sentore tutto particolare di focolare acceso, l’altra meraviglia di questa torta al cioccolato è che fa parte di quei dolci che dire sprint è dire poco, è più lungo leggere la ricetta che preparlo, insomma coccola e pure sprint, c’è di meglio per sopravvivere all’ultima settimana di novembre?

pollo ripieno di castagne e pepe lungo

Il pollo arrosto è una di quelle cose che, a prescindere, ha tutto ma proprio tutto un suo fascino particolare. Sarà una specie di alone da festa domenicale, sarà una riminiscenza anni cinquanta, il gioco infantile (ma poi mica tanto…) del “petto o coscia?”, sarà che sembra innocuo, cioé facile da preparare (anche se forse in realtà facile non è), ma insomma è una cosa che fa piacere cucinare, soprattutto considerato che qualche variazione laterale non ci sta poi male… In questo caso, e in onore alle castagne di Enza tolte dal riccio, l’abbiamo farcito di castagne (appunto!), impregnate di vino santo e profumate di pepe lungo. Probabilmente abbiamo un po’ esagerato con il ripieno perché alla fine di una delicata operazione semi-chirurgica di farcitura il nostro pollo assomigliava più a un tacchino che al pollastro iniziale…

dolcetti alla farina di castagne e alloro

Gli stampini in silicone di questi dolcetti erano talmente seduttivi e femminili a vedersi che il fotografo ha indugiato parecchio nel ritrarli… veniva così da chiedersi se non fossero ideali per un omaggio a Catania e alla sua Santa, Agata, il cui martirio ha dato origine a dolci particolarissimi di cui ignoriamo la ricetta ma ricordiamo bene la forma, o anche, pensavamo, potevano essere perfetti per provare a replicare i capezzoli di Venere, dolci che la leggenda (anche cinematografica) vuole Salieri portasse da Legnago alla corte austriaca.
Insomma un po’ confuse abbiamo cominciato a  impastare farina di castagne con farina bianca, abbiamo aggiunto burro, zucchero, cioccolato, nocciole e  poi alla fine una foglia di alloro per ciascun dolcetto, ne è venuta fuori una cosa deliziosa, che perde un po’ in femminilità ma non rischia di stuccare.

zuppa di castagne, porri e manzo affumicato

Che sarebbe stato un inverno di zuppe (e di mestoli) lo avevamo sospettato da un po’, tanto che il fotografo sta alacremente lavorando in queste ore (!) per raccoglierle insieme nel PDF di novembre, ma questa zuppa, pubblicata per ultima sul filo di lana, potrebbe guadagnarsi un titolo di merito quasi assoluto, merito della bontà delle castagne di Castione, dei porri della Val di Gresta e del manzo affumicato del Macellaio.
A tutto questo va aggiunto il merito di un po’ di pazienza, perché le castagne sono sì una risorsa mervigliosa di cui nel tempo si è perso il senso di grande versatilità ma, c’è da dirlo, un po’ di pazienza bisogna mettercerla, e un po’ di lavoro pure. La farina di castagne non è infatti la stessa cosa: quindi senza immaginare di andarle a raccogliere nel bosco, le castagne vanno comunque tagliate, bollite con anice e alloro, spellate e passate a setaccio… ma ne vale la pena!

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