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cetriolo

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carosello e panzanella

Oggi sarebbe, anzi è, una di quelle date con il punto esclamativo. Oggi sarebbe, ed anzi è, il compleanno di un certo fotografo, uno che per la sua festa vuole sempre e soltanto Mont-blanc (anche se le castagne ancora…) e che viva la panna, viva il burro (meglio se demi-sel), viva il chorizo, i probusti e le salsicce alla brace.
Questa sera ci aspettano festeggiamenti (!), ma almeno a pranzo cerchiamo di tenerci leggeri e bucolici, pescando dal panierino della Marie questi cetrioli-carosello pugliesi (detti pure:  cucummarazzo, spureddha omeloncella o anche cianciuffo o barattiera) di cui ha fatto una prfumata panzanella.

cetriolini in vetro

Ad occhio questa deve essere la settimana barattoli, dei barattoli e dell’autarchia. Sì perché dopo aver messo mano allo zenzero candito che, anche noi come Azabel avevamo fino ad ora comprato (carissimo!) alle fiere e in qualche verduraio eco-chic, abbiamo finito per darci pure ai cetriolini.
E qui sono due anime che si incontrano, quella asburgica e quella francese, come dire che sia in Alto Adige nei taglieri di Speck e Kaminwurze che in Francia ad accompagnare paté e terrine di questi cetriolini abbiamo fatto lunga esperienza. Ma di farli a casa, fino ad ora, nemmeno l’idea. Poi andando al mercato, li vedi e sembra semplice, costano poco e nel cestino ti includono pure le spiegazioni. Dunque abbiamo provato ed in effetti è stato facile, poi per capire se sono “quelli giusti” ci vorrà ancora qualche settimana…

gazpacho n°4 e 4 bis

Gazpacho andaluso

Nei giorni più caldi dell’estate c’è chi vuole almeno un gazpacho al giorno, e allora, quando non si riesce a trovare nei ristorantini che rimangono aperti, bisogna farlo in casa. Questa volta abbiamo giocato non tanto sugli ingredienti (che sono, quasi tutti, quelli del gazpacho andaluso tradizionale), quanto piuttosto sulle proporzioni. Gli stessi ingredienti, divisi in maniera diversa, per ottenere due sfumature di colore: una più delicata e una più forte. I calcoli non sono poi così complicati, ma bastano per far allontanare Maite e Marie dalla cucina, che dicono di spaventarsi anche davanti ad una conversione di litri in decilitri.

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