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Confettura di mele, miele e rosmarino

A guardare la foto delle mele della Fausta circondate dal rosmarino pare quasi un’ambientazione natalizia ormai davvero fuori tempo massimo, o forse troppo in anticipo. Ma il fatto è che le mele, soprattutto in Trentino, sono una di quelle cose che aiutano a snocciolare i giorni, uno dietro l’altro, da quando arrivano nuove nuove con il primo autunno fino alla nuova fioritura e oltre, molto oltre quei fiori bianchi che ammantano le valli.
Le mele si conservano come niente altro si conserva, sono versatili e modeste al punto da diventar quasi noiose (“mele? ancora mele?!”), metterle in barattolo, farne confettura o conserva è dunque un’operazione di secondo grado, un barattolo elevato al quadrato, conserva di conserva che ha pure il merito e la modestia (!) di veicolare bene altri aromi, altri profumi, in questo caso quelli del rosmarino.

La mostarda di peperoni di Lucia

Charlotte è una di cui ci si può fidare, in fatto di cibo e non solo. Ha 16 anni, è la nipote calycanta di Marie e se dice che una cosa è buona, molto probabilmente è così.
Della “salsa” di peperoni della mamma di Francesco (son petit fiancé, ndr) ce ne parlava già da un po’. Non soltanto di questa, in effetti, ma tra tante confidenze alimentari, la salsa di peperoni ritornava spesso e a noi, che abbiamo un debole per lei, già ci piaceva per principio, ancor prima di averla assaggiata.
Poi in una notte toscana di dopo concerto e di molta fame un barattolo trasparente e luminoso si è materializzato come un rosso miraggio nel frigo saccheggiato a casa di Manola e Matteo (les parents, ndr). è stato lì che, gelosamente, Charlotte ce ne ha fatto assaggiare la punta di un cucchiaino… ed a noi è bastato per rimanerne totalmente asuefatti.

passata di pomodoro

Prima che sia tardi, prima che i pomodori diventino “falsi” di serra olandese, conviene organizzarsi, cimentarsi, mettercisi!
La faccenda del resto non è complicata come potrebbe sembrare, né roba da autarchiche nonne del sud (o del nord che sia), ma al contrario è un lavoro facile e persino piacevole, anche se naturalmente tutto dipende dalle proporzioni: se si intende preparare barattoli per tutto l’inverno per sè e magari pure per regalarli agli amici a Natale, un po’ di coraggio o di incoscienza vanno messi in conto.
Ma che siano grandi o piccole quantità è un “gioco” che val la pena di giocare, magari coinvolgendo i bambini, come si faceva a casa di nonna Pina (la nonna siciliana di maite) sul finire dell’estate, quando per un’intera giornata tutti ma proprio tutti avevano il loro ruolo nella preparazione delle buttigghie

gelatina di ribes

È un classico, di quelli che più classici non si può… ma è buona, bella, rossa, trasparente e facile così la candidiamo per la raccolta di marmellate e confetture del gatto goloso.
La cosa più noiosa è ricavare il succo, l’ideale è farlo con la centrifuga che in 5 minuti risolve tutto da sola senza nemmeno bisogno di sgranare i chicchi di ribes dal tralcino verde.

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