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torta salata di fagiolini corallo del bangladesh e taro

Questa torta salata è il frutto di una scorribanda dei Calicanti al gran completo al mercato etnico di Piazza Vittorio a Roma. Eccitate come bambine di fronte alle verdure sconosciute, Maite e Marie avrebbero comprato ogni cosa semplicemente perché mai (o poco) vista, mentre il fotografo-censorio cercava con fatica di portare a consigli miti, un po’ come un genitore esasperato in un negozio di caramelle.
Alla fine…

risotto di fagiolini viola e speck

Li abbiamo visti al mercato, viola e bellissimi, e come le bambine nel negozio di caramelle li abbiamo voluti!  Solo che arrivate a casa piene di immaginazioni cromatiche (cosa sta meglio con il viola? il rosso? il giallo? il verde chiaro o scuro?) li abbiamo messi in pentola e di viola è rimasta solo l’acqua di cottura.
A quel punto dallo sformato, dal flan, dalla terrina abbiamo deviato sul risotto che è venuto delicato, profumato e non ovvio. Per la cromia (e per il sapore!) abbiamo aggiunto un bicchiere di vino rosso, per l’estro dello speck “accartocciato” in padella…

timballino di bigoli e stringhe

Ieri ne erano avanzati diversi metri, dunque oggi, come promesso, ci siamo esercitati con la cucina_dei_resti arrotolando i fagilini_stringhe sul fondo e sulle pareti di una forma per cassata imburrata… dentro invece dei canditi ci è finita la pasta avanzata a cui abbiamo aggiunto un uovo sbattuto e dei pinoli, pochi minuti (15 circa) in forno ed alla fine è saltata fuori (dallo stampo) una cupoletta a strisce verdi, con in cima un ricciolo qu@si inconfondibile… 

bigoli con le stringhe

È tempo di fagiolini, ma quanti tipi di fagiolino esistono? Questi qui, che sembrano transgenici sono in realtà solo esagerati, lunghi lunghi, un po’ come la cucuzza lunga e come lei verde chiaro.
I nostri vengono dalla Sicilia, da un orto di casa (anche se poi hanno dovuto viaggiare in aereo…) ma sembra che siano tipici di alcune zone della toscana dove li chiamano stringhe, o fagiolini metro…


proprio ispirandoci alla lunghezza li abbiamo associati a certi spaghettoni lunghi lunghi, i bigoli di bassano, li abbiamo cotti insieme e trattati come se fossero almeno cugini, diversi per colori e per materia, oltre che per provenienza ma ugualmente spilungoni.


Ne è venuta fuori una pasta bella e buona, semplice ma divertita, bianca e verde, con tanti riccioli di ricotta salata, ma tra i bigoli lunghi mezzo metro e i fagilini_metro_stringhe in lunghezza faceva quasi un kilometro, così con la pasta avanzata abbiamo giocato un po’, ma questa è un’altra storia e la racconteremo domani…   

trofie al pesto mediterraneo di michela

Capita che un fotografo inviti a cena delle amiche. Capita che il fotografo si ritrovi, come spesso accade, con il frigo pieno di rotolini di pellicola e poco più. Capita allora che faccia di mancanza virtù.
!È indetto un concorso!
La ricetta più buona, più strana, più bella verrà fotografata!
Poi però la scelta è difficile. Chissà chi ha vinto davvero? La pasta di michela è buonissima e merita comunque una menzione d’onore:

terrina di tegoline (corallo)

Maite insiste a chiamarli tegoline anche se a Roma tutti assicurano che si chiamano corallo e che si fanno in umido. (vedi dizionario)
Avete mai raccontato una favola al telefono? Questa ricetta è una piccola favola raccontata da lontano e inventata per portare qualcosa ad una cena di inizio estate usando le tegoline (corallo!) che erano in frigo. (poi la cena non si è più fatta così il fotografo ha avuto tutto il tempo di fotografare).

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