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i fichi sciroppati di Paola

Ce ne siamo resi conto fin quasi dalla prima ora: uno dei vantaggi collaterali (e per nulla secondari!) dei nostri 4 anni di blog è che gli amici hanno voglia di condividere con noi alcune delle loro ricette.
Così ci sono pacchi che salgono e pacchi che scendono, da nord a sud da sud a nord e questa volta, tra le varie cose che ci ha mandato Paola c’erano questi deliziosi fichi sciroppati.
Il fotografo ci ha inzuppato le mani, li ha adorati e ne avrebbe mangiati ancora e ancora e ancora, e allora visto che la stagione dei fichi è quasi alle porte cominciamo con il mettere nel barattolone del blog la ricetta di Paola.

fichi caramellati

Ci sono molti modi di prendere appunti, anche in fatto di ricette. I metodici (lo immagino perché di fatto mi sembra di non conoscerne) appuntano, spillano, catalogano, trascrivono trovando una cifra intelligente per assegnare una posizione precisa ad ogni cosa. Ne consegue che questi fort(i)-(ordi)-u-nati contano con certezza sulla possibilità di andarla a ripescare quella data cosa, proprio lì, in quel punto preciso, quando vogliono naturalmente, padroni del tempo, dell spazio e della memoria che tiene insieme le due dimensioni.
E gli altri? Gli altri si arrangiano: chi moltiplicando gli appunti sparsi, chi credendo di fotografare a memoria, chi raccogliendo ritagli in una scatola sotto il letto. Noi siamo di questa scuola: moltiplichiamo, “fotografiamo” e nascondiamo sotto il letto. E naturalmente quando si tratta di andare a ripescare emergono relitti di memoria, come dopo una mareggiata. L’avevo visto su Saveur? forse è il primo libro di Donna Hay? e se invece fosse…
Così è successo per i fichi caramellati. Nella memoria (labile e confusa) si è stampata nitida (nitidissima!) l’immagine e da lì non si è scrostata. Di ricetta nemmeno l’ombra, siamo andati a caso, anche perché una su tre (tra i calycanti) i fichi li detesta (sì, sì è un delitto già lo sa e non si redime…). Il risultato è stato miracoloso, anche grazie a una certa pentola (Staub) che nel suo essere dentellata all’interno, pesantissima nella ghisa, oltre che tono su tono in fatto di fichi, ci ha tolti dall’imbarazzo di decidere se andasse qualche grasso sul fondo. Ci siamo astenuti siamo andati sul semplice, sul basico e ci è scappata pure una pasta con quel che ne rimaneva…

tempura di fichi

Come direbbe un buon toscano, fritto e gli è bono tutto, anche le scarpe… dunque essendo periodo di fichi, il fotografo e Marie, si sono incontrati di nascosto (da Maite…) ed hanno festeggiato il fico. Fico! certo. Soprattutto che, presi dall’entusiasmo di fare le cose en cachette, il gusto-frutto del proibito se lo sono pappati in tempura e per far prima (e ancora più proibito!) invece di attenersi alle scrupolose indicazioni del maestro (religiosamente osservate per la tempura di avocado) hanno usato un preparato scovato da Castroni…

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