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finocchietto

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chitarra bottarga e finocchietto

Siamo alle solite, in viaggio e con una connessione quasi inesistente, mentre il “povero” fotografo stira ed inamida le stoffe, c’è chi si abbarbica alla finestra in riva all’Arno per tentare di carpire un segnale e c’è chi srotola l’ultimo fazzoletto di finocchietto riportato dalla Sicilia. L’idea è quella di mettere insieme una pasta con il poco che abbiamo stipato in valigia sapendo la casa di Firenze praticamente disabitata: il limone e il finocchietto da Cerzazza (il giardino siciliano), la bottarga regalo sardo e gli spaghetti alla chitarra che abbiamo trovato in dispensa. Siamo quasi al cinquecentesimo post e ci sembra incredibile che abbiamo potuto mangiare tanto…

pasta finocchietto e alici

Quel finocchietto, quello che si trova persino a Roma (caput mundi dove Marie lo dice sempre non si trova niente…), è nella cucina siciliana una roba di quelle che proprio non si può prescindere. Non è un accessorio, né decorativo, né aromaticamente collaterale è proprio il fulcro attorno al quale alcune preparazioni (ricette, vista la componente alchemica pare troppo poco…) si costruiscono. Insomma se non lo avete, astenetevi, ma siccome ne varebbe proprio la pena, cercate di trovarlo al mercato, nel prato, nel giardino della mamma (come fa Sara), dovunque vi capiti visto che lui ce la mette tutta e cresce dappertutto (persino a Roma dove, si sa, non c’è niente…)

pesto di finocchietto

Dopo post dedicati ai bruscandoli di Grazia, alla cannatella-silene, alle poppole della signora Fausta e soprattutto dopo la disperata infruttuosa ricerca romana, Marie ha deciso di ripiegare sul finocchietto selvatico, unica e solitaria erbetta “esotica” che si trova nella capitale in grandi quantità. Ispiratasi alla ricetta di Maite e del suo pesto di aneto, si è decisa a provarne una variante senza formaggio con il finocchietto, nudo e pure crudo!

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