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flan di tarassaco

La prima volta non si scorda mai.
Così quando per la prima volta ci siamo trovati a maneggiare il tarassaco in prima persona e con le nostre manine la fantasia non sapeva se friggere o cavalcare. Certo la piantina la conoscevamo, sia nel prato che in tavola, ma metterla in pentola (e soprattutto come!) è stata tutta un’altra faccenda. No, perché pareva male e pure banale bollirla e ripassarla in padella, soprattutto considerando tutta la grazia con cui ci era stata regalata. Dunque deciso: ogni fantasia al potere! L’idea di partenza è stata, ovviamente, di individuare qualcosa che associasse al gusto amarognolo dell’erbetta una dolcezza un po’ più corposa della semplice cipolla, forse del formaggio (sì ma quale?), forse pesce (con il rischio però che si perdesse…). Alla fine si è materializzato nella testa qualcosa di simile a una sorta di cheese-cake che, occorre dirlo subito, si è perso per la strada (rintuzzandosi in un angolo del cervello cucinoso da cui un giorno o l’altro salterà fuori). Quel che è rimasto, oltre i voli pindarici, è un flan piuttosto delicato, declinato in due versioni: cocottine e torta con qualche (vago…) eco del cheese-cake perduto.

tocinillo de cielo (bocconcino di cielo)

Un nome indovinato è già una promessa. E questo promette delizie infantili: dolce grasso di nuvola distillata (il tocino è il grasso del maiale, il lardo, la parte saporita, “il più buono”!), essenza di sole duro della meseta spagnola o di Andalucia.
Come tutte le ricette tradizionali sono in molti a contendersene l’invenzione: pasticceri di Palencia e monache di Jerez, che usavano le “chiare” dell’uovo per schiarire lo sherry e dovevano pur inventare un modo di usare i tuorli!

Il tocinillo è un flan cotto a bagnomaria, fatto unicamente di uova, zucchero e acqua. Subito vengono in mente mille variazioni, eccone intanto una basica, al sapore di limone.

flan di carote con fiori di erba cipollina

Le carote non sono intuitive. Bisogna lavorarsele un po’, camuffarne la consistenza altrimenti tanto vale mangiarsele crude a morsi come conigli.
Nel guardare la ricetta di una torta di carote cotta a bagnomaria in un libro tutto dedicato al cibo da/in giardino garden party, guido tommasi editore  la faccenda ci è sembrata interessante e promettente, così ci siamo buttate con qualche uova in meno e qualche spezia in più, giusto per giocare un po’ sulle variabili.

Poi, siccome avevamo previsto dosi da cavallo ci siamo ingegnate a farne versioni diversificate giocando con le formine…

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