Tag

fritto

Browsing

funghi porcini fritti

Spesso quando è periodo di vendemmia, è anche periodo di funghi… e Così il fratello di Marie e il piccolo Nicolas si svegliano con agilità la mattina alle cinque per cercare i funghi… il povero fotografo è stato buttato giù dal letto, senza bere il cappuccino al bar, prima tra i boschi alla ricerca di miceti commestibili e poi appena il tepore è arrivato diritti in vigna a raccogliere grappoli di san giovese, cabernet e canaiolo… qualcuno dubitava che potesse sopravvivere, eppure… eppure è arrivato a sera, incoraggiato dall’idea di questi funghi appena impanati di farina e fritti. Quando si dice giornate indimenticabili…

tempura di fichi

Come direbbe un buon toscano, fritto e gli è bono tutto, anche le scarpe… dunque essendo periodo di fichi, il fotografo e Marie, si sono incontrati di nascosto (da Maite…) ed hanno festeggiato il fico. Fico! certo. Soprattutto che, presi dall’entusiasmo di fare le cose en cachette, il gusto-frutto del proibito se lo sono pappati in tempura e per far prima (e ancora più proibito!) invece di attenersi alle scrupolose indicazioni del maestro (religiosamente osservate per la tempura di avocado) hanno usato un preparato scovato da Castroni…

chiacchiere . frappe . cenci . crostoli . intrigoni . bugie . galani

Ne sapete altri? No perché qui si è scatenato un putiferio di regionalismi.
Il più sconvolto è stato il fotografo che come un disco rotto continuava a ripetere: “ma qui a Roma si chiamano frappe” e gli pareva impossibile che esistessero altrove e soprattutto che si chiamassero altrimenti. Marie a dire: “cenci, sono cenci… Marcella li fa buonissimi“, ma in Trentino sono crostoli, o grostoli, o grostoi, a Venezia educati galani, in generale un po’ per tutti chiacchiere generose, fino a diventar bugie… 

la settimana della zucca 3. linguine alla zucca e aceto balsamico

La settimana della zucca sarà pure divertente per Maite e Marie, ma è un vero stress per il fotografo. Le cuoche fanno a gara a cucinare e si dividono spese al mercato e portate di un immaginario menù arancione. Così il fotografo corre di qua e di là a fotografare tutto, più o meno…  
Poi alla fine decide, con il fiatone, di farsi da solo il numero 3, un piatto facile ha detto Maite al telefono dettando dosi e modi, adattando una ricetta siciliana della nonna tipica di Natale… 
su quello (il Natale) si era pure in anticipo, ma per il resto  tutto veloce, veloce, troppo veloce: annotare, cucinare, fotografare e mangiare, prima che si freddi!

la settimana della zucca 1. polpettine di zucca con camembert

Dalla festa delle zucche siamo tornati, lo abbiamo detto ieri, con tante “zucche matte”, di quelle che non si possono mangiare, ma che sono così belle da vedere e da toccare che le vorresti tutte: da fotografare, da mettere sotto la finestra di cucina, da regalare, da tenere sul comodino… ma siccome si deve pur mangiare ne abbiamo comprata anche una che matta non è, ma in compenso è tutta bitorzoluta fuori e arancione dentro, una barucca insomma.
Riflettendo sul da farsi poi è venuta fuori l’idea di farne polpettine o mini croquet, mischiandoci qualche patata e nascondendoci dentro un piccolo cuore morbido ma forte di sapore, per stemperare un po’ l’eccesso di dolcezza della zucca.

olive ascolane al contrario

Se le olive all’ascolana non ci fossero dovremmo inventarle, nella zona di Ascoli le fanno anche ripiene di pesce, una delizia…
Noi ne abbiamo fatto una versione un po’ pagana.
Questa ricetta la dobbiamo a Bir and Fud, pizzeria romana a Trastevere: birra artigianale, pizza con il lievito madre e altre cose buone.
E a noi piacciono i contrari, gli specchi e i rovesci, così ci siamo affrettati a sviluppare l’idea.
Il principio dunque è fare delle polpette con il ripieno delle olive e mangiarle accompagnate da un’insalatina di olive tagliate a pezzetti. Ne viene fuori un antipasto insolito ma pericoloso, come per le olive è difficile smettere!

cartoccio di fruste rosa

Noi le chiamiamo fruste“. La pescivendola del supermercato dove le abbiamo viste la prima volta aveva ragione in effetti… e viene da aggiungere pure rosa, sì perché questi pesciolini dalla forma a nastrino sono, da crudi, di un rosa tenero che si mischia all’argento.
Il nome “vero” è cepola , ma ha pure un sacco di altri nomi da bandiera rossa a galera  passando per tutte le variabili regionali. Non è molto diffusa, ma comincia ad essere commercializzata, e da sempre sulla costa adriatica è usata per il brodetto e la zuppa essendo pesce piccolo e piuttosto spinoso.  

Pimientos de Padrón

Capita che nella vita certe lezioni sia necessario ripassarle ed è stato così che un certo architetto, spesso citato in queste pagine, si è trovato quasi ai confini del vecchio mondo (e certamente fuori dal proprio mondo partenopeo) a ripassare una certa lezione, di cucina naturalmente… si trattava in quel primo corso di friggitelli, mentre nel cuore della Galizia proprio vicino alla cittadina da cui prendono il nome si è trattato di Padron, intesi come pimientos, ovvero peperoncini verdi, piccoli, graziosissimi, famosissimi in tutta la Spagna. 

frittelle di cannatella

Cannatella? E che roba è?

Ufficialmente si chiama Silene e cresce ovunque, ma proprio ovunque: in campagna e in città, nei prati, nei parchi pubblici e persino lungo i marciapiedi, dal Trentino alla Sicilia … appunto, visto che Cannatella è il suo nome siciliano, o a dire meglio catanese.
Si raccoglie in questo periodo (e in Sicilia anche un po’ prima) poi sarà troppo tardi perché l’erba spiga e diventa dura. I germogli tenerini hanno invece un gusto delicato che si presta ai risotti, ma ancora di più secondo tradizione alle frittelle.

 

Pin It