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frutti di mare

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zuppa di fregola, ceci e vongole (e altri buoni propositi)

L’abbiamo detto no che stiamo giocando ai buoni propositi? E si è anche capito pure che bariamo alla grande cercando di portarci avanti sull’anno che arriva (talmente avanti che avevamo datato il capodanno prossimo al 31 gennaio 2012, sigh…) sperando di farci trovare virtuosi e già perfettamente dentro le righe.
Dunque se ancora ci rimpalliamo tra le mani la scatoletta di hidago de rape galiziano con la scusa che scade nel 2014 la fregola, meno esotica ma fino a un certo punto, quella sì l’abbiamo messa in pentola. Finalmente. Sì perché pure lei, regalo di una carissima amica aveva traîné (sostato troppo a lungo?) nella dispensa, poi siccome l’occasione fa l’uomo ladro abbiamo mescolato una ricetta tipica per la fregola (quella con le arselle) con la pasta e ceci (romana), impiattato in una ceramica siciliana di Alessi et voilà, ci sentiamo virtuosi.

cozze allo zenzero e sedano

Se il fotografo decidesse di farsi ritrarre con il suo alimento preferito ci sarebbe la grossa incognita di capire chi mettere dietro all’obiettivo, ma per quanto riguarda il cosa mettere nel piatto dubbi ce ne sarebbero pochi: o cozze o probusti.
è una scelta di campo mica da ridere. Per fortuna che per le cozze abbiamo già la “prenotazione” di un’amica carissima che da mesi ha deciso di posare con il suo alimento feticcio. Ha già pronta persino la borsetta, dobbiamo solo trovare il modo, e soprattutto il tempo, di organizzare gli scatti.
Per ora, dunque, le cozze qui sopra sono ancora quelle del fotografo che si è cucinato praticamente da solo, con qualche dritta per la massimizzazione degli ingredienti a disposizione (sempre molto pochi a casa sua…).
Ma il ventesimo ritratto e pure molti altri a venire speriamo di metterli in cantiere presto. Gli altri, quelli che ci sono già (19 -1) saranno esposti da domani al Loco’s bar (via Valbusa grande, 7 a Rovereto) e nelle vetrine di alcuni negozi del cetrostorico: una libreria, una drogheria, un alimentari, una macelleria, una fioreria e una coltelleria. La caccia al ritratto (alimentare) è aperta.

zuppa di mazzancolle, noodles e latte di cocco

Questo post è un ringraziamento e pure un messaggio nella bottiglia, una bottiglia un tantino indirizzata, con nome, cognome, indirizzo. Sì perché una giovane cuoca di questo mondo ci ha spedito per posta tre magnifici sacchettini di spezie thai, tre curry di colori diversi (verde, rosso e giallo) attraverso quelle meravigliose circostanze che fanno transitare un regalo prezioso, che viene da lontano, per il Brennero in Italia (o quasi) partendo dalla Germania. Insomma Alex grazie! Grazie di cuore di essere generosa come sei, grazie di aver pensato a noi, grazie della bella foto che accompagnava il tuo biglietto, grazie, grazie, grazie. Però, e di certo non si dovrebbe voler chiedere ancora, qua abbiamo bisogno urgente del tuo aiuto! perché in mancanza di un libro decente che ci inizi realmente a tradizioni orientali complesse, si continua a replicare la (quasi) medesima zuppa, variando gli elementi, facendo pure a meno dei più esotici, bilanciando il dolce con l’agrumato e provando pure a metterci i noodles… insomma noodles a parte (continuano imperterriti a risultare collosi e compatti) questa robetta ci riesce, vorremmo passare avanti. Ce li mandi i consigli? o meglio ancora vieni a farci un corso?

mercati di Barcellona. La Boqueria

“Certo, cucinare, come governare, implica la capacità di prevedere. La premeditazione è consustanziale all’arte dei fornelli come lo è al potere. In materia culinaria, questa premeditazione si chiama andare al mercato.”
(Irène Frain, La felicità di far l’amore in cucina e viceversa. Riflessioni su sesso, cucina e letteratura, Ponte alle grazie, Milano 2004)

Di tutti i mercati di Barcellona la Boqueria è certamente il più famoso, il più visitato, il più fotografato, persino dalle propagini più “audaci” di quelle orde turistiche che della città percorrono e conoscono solo le ramblas o poco più. Ma questo volto un po’ per tutti non impedisce alla Boqueria di essere un mercato autentico, vivo e bellissimo, traboccante di ogni meraviglia… pesci, crostacei, carni e salsicce, prosciutti naturalmente, ma anche semenze, erbe aromatiche, verdura e frutta di ogni latitudine, funghi freschi (in questa stagione) e secchi, e poi fois di anatre francesi e catalane, insomma qui c’è tutto…e tanto… e bello… e buono!
Fare la spesa alla Boqueria è un’esperienza assoluta, di quelle che rischiano di far girare la testa se è vero (e lo è) che è uno dei più bei mercati al mondo dove la premeditazione, che anima ogni visita al mercato, rischia addirittura di confondersi..

fideuà di Gloria

A Caldas, (un bel paesino catalano con antiche terme romane), gloria ci ha preparato la sua fideuà, un ricco piatto tradizionale valenciano-catalano, di cui esistono molte versioni (una per ogni cucina) e come sempre sono in molti a contendersi la vera origine.
È una paella di mariscos che usa la pasta fina invece del riso. Gloria ci avverte che alcuni usano spaghetti più grossi e perfino bucatini (sempre spezzati), ma la versione con i capelli d’angelo fini ci è sembrata più divertente perché si tostano bene, sono croccanti e si bruciacchiano anche un po’.

La versione di gloria (senza verdure e con seppie e gamberi) sembra sia tipica dell’Empordà (la regione a nord, al confine con la Francia), ma noi, per strafare, abbiamo poi aggiunto anche le cozze.

Ecco la sua ricetta come ce l’ha data (in catalano). Si capisce bene, ma c’è anche una traduzione.

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