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tagliatelle di fondo e di gambo

Vabbè, sorvoliamo sul tempo, sorvoliamo sul lunedì, sorvoliamo sul calendario concreto e concentriamoci sull’idea che la primavera sia alle porte. Dunque in attesa di lasciare lo spazio ad asparagi, zucchine, piselli, fragole persino, consoliamoci con i carciofi che a loro volta son subentrati felicemente alla broccolaglia di cui, francamente, non se ne poteva più.
Ed a proposito di carciofi c’è da dire che se a Roma si concentrano su un taglio ragionato, tecnico e pure decisamente estetico che cerca di salvare resa e mangiabilità a Venezia invece vanno giù duro: tolgono tutto e arrivano al cuore, solo fondi e pure senza barbe! Partire d lì è una specie di lusso…

fettucce kumquat confit e gamberetti

Questo post ha, per una volta, una dedica specifica: Valuzza è tutto (o quasi) per te.
Ti ricordi? è passato un mese, li abbiamo messi via pieni di speranza e di sale, in attesa di scoprire se, come i limoni, avrebbero conservato il profumo. L’altra sera, per festeggiare il ritorno di Marie e Luca dal Vinitaly (rientrati più o meno tutti interi) abbiamo stappato il barattolo e sì, il profumo c’era eccome. Meno macerati dei limoni, del resto quelli li abbiamo tenuti un anno intero, ma con un aroma forte che in qualche misura deve sciogliere gli oli della buccia.
Ci abbiamo condito la pasta, con quell’equazione facile che associa bene gli agrumi ai carciofi, con in più questa volta il mare delicato dei gamberetti. Ma te lo dico in un orecchio, Valuzza mia, erano tutte scuse per aprire il barattolo e annusarci dentro.

zuppa di pompelmo, gamberi e latte di cocco

Si sarà capito, questa settimana siamo un tantino scioperati, pigri, indolenti, forse non del tutto sfaticati ma certamente lenti. Però, siccome non è che in tutta questa lentezza si sia smesso di mangiare (fosse mai!), questa zuppetta ce la infiliamo di rincorsa, visto anche che il pacco con gli agrumi del giardino siciliano è arrivato a  destinazione con una puntualità svizzera (dunque qualche corriere affidabile esiste!).
La zuppa è di ispirazione thai, con il curry verde (che ormai si è capito è il preferito del fotografo), il coriandolo fresco e il latte di cocco; la base proteica sono i gamberi, l’estro (!) il pompelmo amarostico come punta acida. Inutile dire che il tutto è stato costruito proprio a partire dalla fine, ovvero dall’estro, dal pomplemo. L’alberino in campagna è piccolo e tondo ma produce frutti gialli che sembrano palloni, a vederlo la settimana scorsa nel verde della campagna sembrava un albero di Natale addobbato fuori stagione. Bisognava celebrarlo.
Ma nel pacco c’erano anche limoni, arance di almeno 3 tipi, kumquat, foglie e gli ultimi avocadi: si preannuncia un week end agrumato. Mani all’essiccatore!

gamberi in crosta di tonnarelli

Non arriviamo a definirla fusion, ma questa ideuzza qui ci ha dato qualche soddisfazione.

L’estro creativo è saltato fuori da un ricordo degli anni parigini in cui in un ristorante ingombro di Wok avevamo assaggiato qualcosa di simile, fatto naturalmente con la pasta orientale.

La cosa era rimasta sepolta nel cantuccio del cervello dove si sistemano tutti i “si potrebbe fare…” cucineschi, finché Marie non l’ha ritrovata, rispolverata, riconvertita e, agguantato il bandolo di una matassa di tonnarelli, ha ricamato tutto intorno ai gamberi inseguendo le suggestioni un po’ approssimative della trama parigina.

Risultato da brivido: croccante e morbido insieme, ma soprattutto divertente da morire!

zuppa di carciofi arancia e gamberetti

Sabato scorso i carciofi al mercato di Sant’Ambrogio a Firenze li vendevano a fasci, a mazzi, a bouquet di dieci o cinque e spiaccavano  un po’ su tutto, sebbene qua e là si intravvedessero già mazzetti di barba di frati (gli agretti romani) e persino i primissimi bacelli (guai a Firenze a chiamarli fave..). Ne abbiamo comprati cinque perché dieci ci pareva facesse troppo, una specie di bouquet da diva difficile da tenere tra le braccia e con il nostro mazzolino di carciofi siamo entrati nella parte coperta del mercato.
La coda davanti al banco di Osvaldo era lunga (come sempre), abbiamo preso il numero adocchiando già il pezzo di roast-beef a cui ambire e siamo andati a fare un giro dalle parti della pescheria.
Due signori davanti a noi (anche a Firenze come a Catania evidentemente il pesce è “un affare da maschi”) si sono comprati tutti i bianchetti sui cui avevamo fatto un pensierino; noi, ascoltando i consigli che due diversi pescivendoli elargivano in due diversi dialetti per farci due spaghetti con due diverse ricette (una con il pomodoro l’altra senza) ci siamo concentrati sui gamberi, pescato del Tirreno, 22 euro al chilo. Ne abbiamo comprati 4 etti.
Siamo ripassati da Osvaldo abbiamo ottenuto proprio il nostro pezzo e siamo tornati alle verdure. Lo zenzero fresco ci è servito per la carne (di cui riparleremo) ai carciofi e ai gamberetti invece, una volta deciso che si sarebbero assemblati, abbiamo aggiunto due arance.
Tornando verso casa ancora non si sapeva se sarebbe finita a zuppa o a pasta, poi…

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