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un gazpacho rosa per Anna (n° 19)

Ci sono, si dice, compleanni che contano più di altri, che pesano o che profumano, che misurano le distanze, che segnano traguardi, soglie o attese. Ci sono compleanni che si festeggiano per non disperare e quelli gai dell’infanzia, con una torta di fragole tutta per sé con la gelatina e le candeline da soffiare. Ci sono date che poi si ricordano, passaggi, occasioni e pure coincindenze che rendono diversa la trama di un giorno, staccato per sempre dall’anello dei giorni altri, come un salto grosso in una collana di biglie.
Ieri così è stato per noi: un “compleanno” speciale che misura la distanza breve di 7 giorni e di poche ore. Anna è finalmente arrivata, dopo nove mesi e qualche tempo in più, lunga, grande e con le unghie da diva. Da una settimana sorride e ci guarda.
Così per festeggiare il suo primo compli-settimana il suo papà ha snocciolato ciliegie a una ad una per il suo miglior gazpacho di sempre.

gazpacho n°6. gazpacho di ribes

Il gazpacho è una delle nostre passioni e ne collezioniamo di tutti i colori e sfumature. Così succede che maite chiuda il fotografo in cucina a doppia mandata per intere mattinate con una montagna di verdure sul tavolo e bilancini, misurini e alambicchi a sperimentare nuovi elisir acidulognoli. Il fotografo dimentica presto la prigionia immaginandosi nei panni del Gran Catalano, rinserrato nel suo laboratorio per sei mesi a combinare spuma di nuvole col contagocce. Per questo gazpacho i sei mesi si sono fruttuosamente addensati in 60 minuti, ma maite ne ha impiegati solo 6 per scolarsi l’intera bottiglia. Esperimento riuscito!

gazpacho n°4 e 4 bis

Gazpacho andaluso

Nei giorni più caldi dell’estate c’è chi vuole almeno un gazpacho al giorno, e allora, quando non si riesce a trovare nei ristorantini che rimangono aperti, bisogna farlo in casa. Questa volta abbiamo giocato non tanto sugli ingredienti (che sono, quasi tutti, quelli del gazpacho andaluso tradizionale), quanto piuttosto sulle proporzioni. Gli stessi ingredienti, divisi in maniera diversa, per ottenere due sfumature di colore: una più delicata e una più forte. I calcoli non sono poi così complicati, ma bastano per far allontanare Maite e Marie dalla cucina, che dicono di spaventarsi anche davanti ad una conversione di litri in decilitri.

gazpacho n°3. gazpacho di lattuga e cilantro

Gazpacho di lattuga e cilantro (coriandolo)

(guarda anche il gazpacho n°1 e n°2)

Questo gazpacho verde è quasi un grande insalatone, ben condito e frullato. Il cilantro poi, nell’insalata ci stà benissimo. Non è facile da trovare, si usa tanto nella cucina asiatica e sudamericana ma è simile al prezzemolo anche perché, in vaso sulla terrazza o sul davanzale cresce benissimo.

gazpacho n°2. gazpacho di fragole e pomodori

Fragole & pomodori

La caffetteria del CaixaForum di Barcellona ha inaspettatamente la palma d’oro per questa combinazione di gazpacho. Ma farlo in casa è veloce e piuttosto semplice. Maite dice che azzeccare un gaspacho è come condire bene un’insalata, questione di alchimia. Seguite queste dosi, che sono già piuttosto alchemiche:

600 g di fragole
500 g di pomodori rossi maturi
2 cipollotti nuovi
la mollica di due fette di pane del giorno prima o anche di pane in cassetta
5 dl di acqua
2 dl di olio extravergine di oliva
4 cl di aceto di vino
2 cl di aceto balsamico
sale, pepe

gazpacho n°1. Ajo blanco di mandorle

Il gaspacho è una zuppa fredda (molto fredda) di verdure-ortaggi con aceto.
Ce ne sono di moltissime varietà. Maite ne va matta e il fotografo la asseconda.
El ajo blanco di mandorle, il gaspacho n°1 è uno dei classici.

ingredienti per due-tre persone
200 g di mandorle freshe e pelate
un po’ di mollica di pane del giorno prima (2-3 fette)
un dente d’aglio
2 dl di olio d’oliva extravergine
5 cl di aceto di vino rosso
1/2 l di acqua
un uovo
un rametto di cilantro (vedi dizionario)

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