Tag

gelatina

Browsing

gelatina di traminer al pepe nero della tasmania

Di corsa, di corsa e per il rotto della cuffia, insomma proprio all’ultimo minuto ma ce l’abbiamo fatta! perché nella raccolta della Virgi volevamo proprio esserci, ma come spesso (sempre?) ci succede dall’avvistamento dell’iniziativa è stato tutto un fiorire di ipotesi con un’unica cerrtezza: “Questa la facciamo di sicuro!” e allora: “Si potrebbe fare questa cosina qui, oppure sarebbe la volta di provare finalmente, ecc. ecc.” Poi passano i giorni e si complicano le scadenze, ma per fortuna complice un transito milanese da uno dei luoghi prediletti e benedetti da Virginia stessa e aimhè destinato a scomparire, la cosa si è finalmente condensata in gelatina, non proprio addensatissima ma molto molto profumata.

campargello futurista (ovvero gelatina di campari)

ZANGTUMBtumBTUuuuuM
TUuuuM
clipcloPPeteCLOPcloop

Allora, allora.. non è che ci siamo ammattiti, né che abbiamo aperto davvero la taverna calicanti, né tantomeno che abbiamo ricevuto una lauta sponsorizzazione dalla Campari, diciamo piuttosto che questo post-futurista è il frutto di un concorso di cause.
In primo luogo in questi giorni a Rovereto ha riaperto, dopo lungo restauro, la casa del mago, cioè il luogo dove Fortunato Depero aveva allestito la traccia sostanziosa del suo percorso artistico in stretto legame con la città. Tra arazzi colorati, marionette per i balli plastici e bozzetti di ogni genere i manifesti dedicati al Campari abbondano e al fotografo già girava la testa.
Solleticati dalla visita abbiamo finito per mettere le mani in certe scatole di ricette e di ritagli e sono saltate fuori fotocopie di piatti improbabili messe via molto tempo fa per un ardito aperitivo futurista: carnepalstico, polibibite, apparizioni cosmiche e atterraggi digestivi il tutto confezionato in formule firmate da Marinetti, Fillia, Caviglioni per combattere “il quotidianismo mediocrista dei piaceri del palato“.
A quel punto era già tardi, la fantasia eccitata, l’immaginario acceso, dunque qualcosa si doveva pur fare…

…ma poi, dopo aver scovato in rete questa esecuzione deliziosa di una formula futurista tra le più famose, ci siamo chiesti se davvero volevamo essere letterari… e chi se lo mangiava il carneplastico virile nella forma e nella sostanza?
Meglio pensare a un’interpretazione (non a una citazione diretta!) ed è così che si è “addensato” il campar-gello, vale a dire campari in gelatina, con un piccolo profumo aggiunto che rende più delicata la ricetta, anzi la formula…

gelo di moscato rosa

La signora Fausta porta al mercato di piazza delle erbe, due volte la settimana, quello che cresce nel suo campo e nella sua vigna. Questo sabato (oltre a una verdura sconosciuta e assolutamente mai vista di cui non è ancora ben chiaro cosa fare) aveva della splendida uva, piccola, turgida e viola acceso. La signora Fausta ha provato a interrogare: chi sa dire che uva è? siccome nessuno la sapeva, come una maestra paziente, la risposta l’ha data lei: Moscato rosa!
A quel punto, sedotti a puntino, l’abbiamo portata a casa (assieme alla verdura misteriosa e un sedano rapa e mezzo) e ci abbiamo fatto un gelo, dolce dolce e profumato…

gelo di limone per il compleanno di Luca

Anche questo è tradizionale, di casa e pure siciliano ma la verità è che questo dolce sensuale e profumatissimo è quasi un filtro magico, che dedichiamo a Luca per il suo compleanno.
Semplice e con poche pretese nella preparazione presuppone però alcune accurate attenzioni, la cura di piccoli particolari che sembrano relativi e sono invece capaci di renderlo speciale… innanzitutto i limoni: freschi, possibilmente verdi (sono più profumati) e biologici, poi l’infusione: una notte intera di meditazione, la cura nel mondare la buccia scartando la parte bianca (che è amara) e la pazienza di filtrare tutto…

gelatina di ribes

È un classico, di quelli che più classici non si può… ma è buona, bella, rossa, trasparente e facile così la candidiamo per la raccolta di marmellate e confetture del gatto goloso.
La cosa più noiosa è ricavare il succo, l’ideale è farlo con la centrifuga che in 5 minuti risolve tutto da sola senza nemmeno bisogno di sgranare i chicchi di ribes dal tralcino verde.

Gelatina di fragole e mostarda di resti

Le fragole sono agli sgoccioli… così ne abbiamo comprato un chilo e mezzo al mercato, ne abbiamo mangiate un po’ e ne sono rimaste un chilo e cento, ci abbiamo fatto la gelatina e ci sono rimasti gli scarti…

…ma è la parte più buona! se la fate con i bambini vorrano lavare loro il passaverdura se gli promettete che possono leccare la polpa. E siccome nonsibuttavianiente, ne è venuta fuori una marmellata residuale, molto spaziata e perfetta per accompagnare i formaggi…

Pin It