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il caffellatte della signora vanna

Firenze è ancora questo. Almeno a cercare, a leggere tra la righe, a uscire dai percorsi minati che portano dal duomo alla stazione, dalla Signoria alla Repubblica, sfiorando Santa Croce e ignorando (spesso) Santo Spirito. Dunque una certa Firenze esiste ancora, o ancora sopravvive… nei banchi a sant’Ambrogio ormai molto più che a san Lorenzo, nei venditori di civaie, nei banchini del lampredotto e anche in questa latteria piccola, piccola che la signora Vanna ha rilevato quando nessuno la voleva (negli anni Ottanta). Latteria nel vero senso della parola, dove si beve il caffè-latte fatto con una macchina da caffè che ha tutta una sua storia, come del resto ogni minuto oggetto conservato e raccontato. Sì perchè la signora Vanna di storie ne custodisce a bizzeffe e non le lesina…

minestra di patate e latte (con sale alla malva e alloro)

La settimana, si è capito, è votata al latte. Sarà l’arrivo di un autunno in verità ritardatario, sarà la recente scoperta di un distributore automatico vicino casa dove “mungere” 24h/24, sarà che si presta a declinazioni di ogni ordine e misura, dal molto-semplice all’ultra-complicato, dal dolce al salato passando per le vie di mezzo…
Questa qui, poi, più che una ricetta è una risorsa, da tirare fuori quando si ha voglia di qualcosa che coccola tanto e costa poca fatica, che riconforta come una coperta perfettamente calda, perfettamente lunga, perfettamente giusta.
Una sola avvertenza per questa minestra che è facilissima: bisogna farne sempre tanta, perché a nessuno restino i piedi scoperti…

il latte

Il latte viene dalle mucche. Anzi a voler dire correttamente, come ci hanno recentemente insegnato, il latte viene dalle vacche… le mucche, quelle che fanno mhuuh, sono una cosa da bambini, solo una parola onomatopeica che non corrisponderebbe a nulla ma che di certo possiede un suono perfetto.
Che il latte lo facciano le mucche è dunque una verità infantile di quelle che abbiamo imparato a scuola, più che dalla mucca stessa, abituate (almeno Maite e Marie) a vedere il latte sempre al supermercato, dal droghiere, al massimo alla latteria, ma sempre confezionato, impacchettato, nascosto, oltre che pastorizzato, scremato, conservato…

Siamo dunque dovute arrivare alla soglia dell’età matura (NB il fotografo ha altre esperienze…) per provare l’ebrezza di scoprire che il latte si può spillare, che l’alimento esiste in purezza e in purezza può essere venduto e comprato, in città, vicino a casa, tutti i giorni, 24h su 24.
È con l’entusiasmo delle prime volte e dotati di bottiglie di vetro portate da casa che ci siamo avventurati dunque alla nostra prima “mungitura” al distributore, ecco come è andata…

zuppa di birra

Fidatevi! Nonostante le apparenze è proprio una zuppa di birra.
Una zuppa di birra di quelle dal gusto fortemente nordico, austriaco, altoatesino e in fine trentino perché è proprio da un libro di cucina di questa complicata regione che la ricetta, con qualche variazione, viene (Alessandro Molinari Pradelli, La cucina del Trentino-Alto Adige).
“Zuppa di birra dal gusto nordico” nel senso che prevale la presenza del latte, del burro e della panna e tutto si gioca sul delicato equilibrio fra il dolce di questi alimenti (più lo zucchero, ma giusto un cucchiaio…) e l’amaro della birra. Ci si aggiunga pure la cannella e la scorza di limone e si avrà una marca indelebile di montagne, di mucche, di laghi, di freddo e di calduccio della stube, di tetti aguzzi e di cielo terso e pure di birra… Maite che qui ci è cresciuta si ricorda ancora della gita delle elementari agli stabilimenti Forst…

far breton

Visto che è maggio ma sembra novembre, visto che piove, piove, piove, e fra poco ci spunteranno le branchie, questo dolcino (invernale?) ci consola almeno un poco. Del resto la ricetta è della nonna Fanette, la nonna bretone del fotografo che ai cieli grigi, alle nuvole veloci, alle pioggie “bagnate” era abituata, a maggio come a novembre.

Ecco un sapore di pioggia del nord, ma anche di cene estive dolci, a base di latte e prugne.
Gli ingredienti si calcolano rigorosamente col cucchiaio, senza bilance o misurini e il risultato è sempre buono e rassicurante.

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