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marmellata di merangole (lunga tre giorni)

Questa è una storia lunga. Comincia da un giardino di quasi campagna ancora dentro Roma, ed anzi no, a ben guardare, comincia un po’ più in là, dal trasloco, quasi un secolo fa, di alcuni alberi di arance amare dal centro della città a quel giardino.
Lungo questi anni gli alberi di merangolo hanno fatto foglie, e fiori e frutti, buoni per molte cose, ma impossibili da mangiare a spicchi. La marmellata però, e pure sembra un certo liquorino, sono tra le cose più dense di profumo e di conforto che siano state inventate nella storia dell’umanità. Dunque quando alcuni sacchi di arance amare sono generosamente arrivate fino a Monteverde ci siamo dette certo, che ci vuole?, ne facciamo marmellata, a chili, magari pure a tonnellate.

Sì, ma la ricetta?

marmellata di feijoa (ovvero acca sellowiana)

Dunque, in Sicilia può capitare di scoprire cose mai viste. L’abbiamo detto, ripetuto e pure teorizzato in qualche foto, ma in questo caso la faccenda (cioé la scoperta) è stata guidata da un profumo intensissimo che si spargeva nella sala da pranzo degli zii (Graziella e Giovanni) in piena Catania. Roba da non credere… un frutto piccolo come una nespola, verde e con un profumo che si fatica a descrivere, wiki dice tra la fragola e l’ananas ma non è che renda pienamente, anzi. La zia calorosa ne ha fatto un pacchettino che ha passato i controlli (e pure le perquisizioni) al chek-in, così una volta a casa, dopo averne sbucciati due il problema era quello di perdurarne in qualche modo il profumo, oltre i tempi di conservazione del frutto, che sono, aihmè, piuttosto corti. Ecco allora la marmellata, inventata un po’ ad occhio perché precedenti non ce n’erano (almeno di conosciuti) e una dedica un po’ particolare a Irene che è piccola piccola e non vediamo l’ora di conoscere.

la marmellata di albicocche con i nòccioli di maria cristina

Sono stati i dolci in generale ad iniziarmi alla cucina, forse perché quando si è piccoli si ha il permesso d’impastare, di fare biscotti e tutte le cose zuccherose. Ma a casa nostra le marmellate sono il regno di mia mamma, è da sempre lei che prepara la marmellata. Quella di albicocche era in lavorazione durante l’ultima incursione del fotografo e di Maite, che non hanno resistito alla tentazione di fotografare… affascinati dalle mani di Maria Cristina che spaccano noccioli e dall’ingordigia di tutti: sembra che la ricotta con questa marmellata diventi un dolcino irresistibile.

marmellata di mandarini di maria catena

 

Le vie delle marmellate sono a volte infinite.
Questa marmellata, di cui dispiace di non poter trasmettere nemmeno lontanamente il profumo, è arrivata in un pacco dalla Sicilia, regalo di un’amica di scuola della zia Graziella. In casa l’abbiamo centellinata, benché il barattolo fosse enorme, ma vedendo rapidamente arrivare il fondo ci siamo affrettati a recuperare la ricetta, che è arrivata a parte e per posta.
Così, nell’idea di poterla rifare, la si mangia con meno senso di colpa… perché davvero il sapore è sublime ma il profumo, merito della bollitura delle bucce, è oltre!
Grazie Maria Catena.

lemon curd

Famosissima, goduriosa e calorica la lemon curd non è propriamente una marmellata, ma una colazione completa e di quelle proprio inglesi che comprendono il burro e pure le uova.
Mezzo cucchiaino può soddisfare le necessità caloriche di una giornata, allontana da ogni proposito di régime dietetico, consola del freddo, riconforta da una giornata sulla neve… insomma l’idea è di non abusarne per non appesantire il fegato e il senso di colpa, senza seguire il cattivo esempio del fotografo che in virtù delle sue origini bretoni la stende su un crackers integrale sottolissimo ma spalmato di burro, così per elevarne a potenza il colesterolico apporto…

gelatina di ribes

È un classico, di quelli che più classici non si può… ma è buona, bella, rossa, trasparente e facile così la candidiamo per la raccolta di marmellate e confetture del gatto goloso.
La cosa più noiosa è ricavare il succo, l’ideale è farlo con la centrifuga che in 5 minuti risolve tutto da sola senza nemmeno bisogno di sgranare i chicchi di ribes dal tralcino verde.

Gelatina di fragole e mostarda di resti

Le fragole sono agli sgoccioli… così ne abbiamo comprato un chilo e mezzo al mercato, ne abbiamo mangiate un po’ e ne sono rimaste un chilo e cento, ci abbiamo fatto la gelatina e ci sono rimasti gli scarti…

…ma è la parte più buona! se la fate con i bambini vorrano lavare loro il passaverdura se gli promettete che possono leccare la polpa. E siccome nonsibuttavianiente, ne è venuta fuori una marmellata residuale, molto spaziata e perfetta per accompagnare i formaggi…

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