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la torta di mele di nonna mila

A volte le ricette ci arrivano seguendo cammini intricati, di bocca in bocca o di mano in mano, quasi che mettessero le gambe. Sono un po’ come certi libri che ti si incollanno addosso come sigilli, ma che hanno viaggiato tanto prima di arrivare a te e tanto ancora sono destinati a correre per il mondo, incrociando le storie di tanti altri. È così che certi libri di ricette finiscono per essere libri al quadrato: libri che hanno corso sulle spalle delle ricette, ricette che han cavalcato il dorso dei libri, di mano in mano, di bocca in bocca. Il quaderno di nonna Mila è uno di questi libri, rilegato a mano e con amore, raccoglie le ricette di una nonna trentina che le ha trovate, scelte, inventate, trascritte a mano e naturalmente cucinate lungo una vita. Aprendolo si apre un mondo di appunti, di pratiche, di notazioni, di rimandi a persone che hanno dato la maternità a preparazioni e a varianti (la torta di yogurt di Zita, il condimento per la pasta di Violetta), così come di note che segnalano “ottimo” accanto a un pasticcio, o raccomandano un’insalata di riso “romana” per l’estate. Tra tutte le ricette è soprattutto questa torta di mele, che inverte il rapporto consueto tra frutta e farina, ad essere diventata parte della cucina di casa di Maite, raccogliendo lungo la strada un milione di nuovi ricordi che pure riescono a stare tutti (vecchi e nuovi) nel suo profumo caldissimo.

gelato di carote, mele e zenzero

Sulla scorta della scorta di carote sgranocchiate con Marta ci è presa una specie di deriva salutista, del resto che fare con tutti quei chili di arancione e con questo caldo pergiunta? centrifuga, ovvio, mettendoci le mele che compensiono un po’ quella dolcezza che rischia di stuccare tutta insieme e da sola, e poi un pizzico di zenzero per dargli un po’ di brio e la sensazione di fare ancora più bene, ancora più sano… ma poi in tutto questo salutismo il fotografo (bretone di origine, occorre ricordarlo) pareva un po’ a disagio… ma davvero non ci mettiamo niente niente? così solo mele e carote? roba un po’ da cavalli… e allora di soppiatto, un po’ di straforo nella centrifuga, prima di esser messa nella gelatiera nuova nuova, ci è finita un po’ di panna, insomma un po’ di cremoso, un po’ di peccato, un po’ di roba da cristiani (bretoni)!

casarecce con trota salmonata e mela rossa

In Trentino due cose abbondano (fra tante altre più o meno insospettabili…) le trote e le mele. Sarà stata dunque una questione di geografia, e pure di cromia, a farci mettere insieme gli ingredienti, a farci preferire una mela rossa un tantino farinosa a una verde troppo aspringna e l’accostamento di una cipolla tonda e dorata che più non si poteva. Ne è venuta fuori una pasta facilissima da comporre (tutto era già lì tono su tono…) è bastato solo tagliare a pezzetti, decidere i tempi (di cottura) e rafforzare l’amalgama dei sapori con mezzo bicchiere di Calvados…

pollo al sidro e calvados

 

Dopo il brodo, il pollo in persona… 
Anche se questa ricetta è soprattutto un pollo alle mele all’ennesima potenza: circondato di mele, farcito di mele, innaffiato di mele fermentate (Sidro) e di mele distillate (Calvados), insomma se le mele non vi piacciono è meglio astenersi.
La ricetta, però, è in sè bellissima e perfetta, presa pari pari (con qualche leggerissima modifica di esecuzione) da uno dei libri che più ci sono piaciuti ultimamente, Ricette e altre storie di polli, di Laurence e Gilles Laurendon, Guido Tommasi Editore. Si tratta di un libro tutto pieno di galline, un tripudio e un’apotesosi di galline, meraviglioso nella concezione e nella declinazione, che ha stregato pure e soprattutto Maite che pure fin da bambina ha una fobia (ehm, ognuno ha le sue…) per le galline.
Ma queste galline qui, fotografate da Akiko Ida e da Laurent Parrault sono bellissime (alcune persiono inquietanti) e finiscono per farci una gran bella figura, sfatando (almeno da lì) i luoghi comuni più celebrati intorno a un animale così banale e così strano, a metà tra cartone animato e mostro preistorico.
Le ricette poi danno l’idea della versatilità assoluta di quella che è forse la carne più universalmente consumata nel mondo, siamo piuttosto sicuri che teneteremo molti altri polli letti su queste pagine.  

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