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treccia alla crema vaniglia e mirtilli

La ricetta di questa cosina qui sopra viene diretta diretta dal blog di Anoushka, origini polacche e vita francese. Una volta adocchiate le trecce sulle sue pagine non c’è stato niente da fare, il fallait absoluement, bisognava in ogni modo. Un po’ di tempo (e un po’ di coraggio) però c’è voluto per decidersi e buttarsi, perché ad intrecciare una cosa ripiena (che ha lievitato tre volte!) non ci avevamo provato mai.
Poi mani in pasta, computer sulla mensola di cucina e traduzione ripassata mentalmente passo per passo, la faccenda si è rivelata possibile ed anzi piuttosto goduriosa: meglio che farsi le trecce con i capelli!
Il profumo in cucina era da sballo e la colazione del mattino da primo giorno di scuola.

crumble di mirtilli

Per la serie supermecati-trentini, questa è la storia di un pacco di mirtilli da tre chili (!) comprato sull’onda dell’emozione in un semi-all’ingrosso, scoperto (o ri-scoperto) da poco perché strategicamente situato proprio vicino alla sede della scuola dove, da qualche tempo, “qualcuno” va a fare un corso, con la dicitura “alimentare” nel titolo, quattro sere la settimana. Essendo patologicamente in anticipo, questo “qualcuno” finisce per accumulare qualche mezz’ora di tempo da spendere a piacere, e il supermercato (almeno quello in questione) può diventare un luogo dove andare in gita! Così non osando portare a casa uno speck igp intero ci si “accontenta” di un pacco di mirtilli da tre chili, stipato nello stesso forziere congelatore (per altro non grande) dove han trovato casa gli edamame. Poi però (per caso si è intuito?) qualche volta il frigorifero andrebbe sbrinato, ed ecco allora che i mirtilli diventano crumble (non tutti, chiaro…), in un dolcetto tattico che è più lungo da dire che da fare.

aspic di mirtilli al cassis

Marta, bisogna dirlo, è una bambina paziente. Quando la sua mamma e le sue amiche perdono ore a disquisire di wasabi, mele desuete, sablé senza formine, aglio di Nubia e panificazione magrebina, trattenendo a stento gridolini di entusiasmo tra “è fichissimo!” e “da sbattersi per terra!”, lei non si scoraggia, anzi. Che sia un libro da sfogliare, un pavimento per saltellarci sopra scalza, una scala a chiocciola in cui avvitarsi dentro, qualcosa da fare lo trova sempre, con in più un orecchio disponibile a capire se da quei discorsi in cucina esca qualcosa di interessante. Che poi, Marta lo sa, non sono solo discorsi, ma tutto un lavorio tra il forno, il frigo e la macchina fotografica… dunque esposizione, bicchierini, porcellane bianche, cucchiaini spaiati, pezzette e furoshiki… Così nel pomeriggio autunnale in cui abbiamo fatto merenda insieme lo styling l’ha curato lei e se il contenuto (cioé l’aspic) aveva bisogno di qualche correzione, la forma (cioé la mise en place) era già perfettamente sicura di sè.

arrosto ai mirtilli rossi

La foto qui sopra è una specie di compromesso, compromesso a tre naturalmente. Sì perchè noi, les filles, vorremmo (spesso, non sempre eh…) immagini un po’ romantiche e sbiancate, in stile Donna Hay per capirsi, tutte tazzine e ciotolini, straccetti appoggiati e piccoli dettagli di colore spesso rotolanti. Il fotografo, lui, tende a sbuffare… roba da femmine, e poi sempre tutto bianco e lo straccetto sotto il piatto ancora? no, per favore no… E allora discussioni sullo sfondo, sullo styling, sullo straccetto… fai come vuoi tu… oppure qualche volta… va beh allora la faccio io la foto… e alla fine a un certo equilibrio si raggiunge quasi sempre. In questo caso i mirtilli rossi aiutavano (i famosi dettagli piccoli colorati e rotolanti), il tagliere, ormai lo sappiamo, risultava fotogenico, la carne era sufficientemente maschia, la luce poteva permettersi d’essere bianca un po’ Donna Hay, un po’ macelleria piastrellata anni sessanta…

roast beef ai mirtilli

La carne in questi mesi l’abbiamo spesso declinata con la frutta tanto che ormai sta diventando quasi una specie di esercizio di stile, teniamo ferma la bestiola e ci giriamo intorno con tutta la variabile stagionale (e non): dalle prugne alle castagne, dalle mele alle pesche noci e poi ciliegie, ananas, nocciole e mandorle che forse sono frutta particolare.
Questa volta, visto che al mercato sono comparsi alcuni banchetti nuovi ingombri di fruttini stagionalissimi e localissimi, ci siamo buttati sui mirtilli e pensando che la cottura non aveva da essere lunga abbiamo preferito un pezzo di roast-beef da scottare appena appena, anche se in realt

muffin mirtilli e lavanda per il compleanno di Nicolas

Questo è il nostro dolce di compleanno per “le petit Nicolas” non quello disegnato da Sempè, ma uno che come quello (e più di quello!) amiamo molto.
Questi sono i muffin di compleanno per il nostro petit Nicolas, uno per ogni anno… eh sì dieci!
Un grande augurio a questo cuoco in erba, grande propositore di ricette di questo blog, e grande assaggiatore…

Buon Compleanno Nicò! 

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