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di bufale e di templi

C’è voluto qualche giorno e forse neppure è bastato, perché ad inseguire i sogni (quelli veri, fatti di notte con la testa sul cuscino) qualche volta si finisce per cascarci dentro, con tutte quante le piume.
Così esattamente una settimana fa siam partire (Maite&Marie, Marie&Maite) emozionate come due scolarette per 3 giorni di mozzarelle. Sì. Di mozzarelle.
L’occasione era una manifestazione, Le strade della mozzarella, giunta un po’ in sordina alla sua quarta edizione e di cui ci avevano circostanziatamente parlato Lydia e Giovanna. L’avvio forse ci è pure sembrato lento, ma tre giorni hanno finito per dilatarsi nel tempo e forse anche nello spazio, perché la mozzarella era ovunque anche, e forse soprattutto, quando non c’era.

cartucce di compleanno

Il rischio era che quasi ce ne dimenticassimo, occupati a guardarlo da vicino, giorno dopo giorno, con gli occhi attenti al piccolo cambiare degli istanti. Però poi ci si accorge, e sempre con sorpresa, che gli istanti si sommano, si mettono in fila e fanno mesi e fanno anni, e questo blog ne compie quattro, addirittura.
Che a dirlo così non ci si crede, ma se poi si guarda bene sono talmente tante le cose, le parole, i sapori che quattro li sentiamo tutti quanti.  Quattro del resto sono anche i libri che in questo tempo sono venuti (più gli altri a cui lavoriamo e che matureranno come sempre in autunno), quattro le mani che cucinano (ma a volte pure di più), e molti, molti più di quattro, gli amici che in questa strada abbiamo conosciuto.  Così questa volta festeggiamo (con qualche giorno di anticipo visto che la prossima settimana saremo impegnate in una faccenda deliziosa) con le cartucce di Lydia, la ricetta è sua e sue pure le cartine in cui avvolgere questi dolcetti morbidi un po’ financier, le mani sono invece quelle di Marie, il fotografo e Maite questa volta ci hanno messo solo la bocca, ma il conto alla fine torna uguale, o quasi…

la pastiera della mamma di Aldo

Un po’ di paura l’avevamo a mettere mano alla pastiera, per quanto in un seminario didattico. A Napoli ci siamo andate a posta, (quasi) esclusivamente per imparare a farla e imparare alla fonte. Sì, perché di pastiere, come di struffoli, abbiamo avuto il piacere di mangiarne in questi anni generose porzioni trasportate in macchina, in treno o in aereo su e giù per la penisola e qualche volta pure oltralpe. Dunque era ora di imparare, era ora di provarci e la signora Anna (la mamma di Aldo, quello goloso di cioccolato per capirci) ci ha aperto la sua casa, il suo libro di ricette e didattica, come solo un’insegnante di lettere in pensione sa essere, ci ha spiegato, mostrato, guidato, insomma crediamo di aver imparato. Come due bimbette siamo ripartire contente ognuna con la sua pastiera nella teglia di alluminio, una è stata addentata subito all’arrivo a Roma, l’altra è servita per una posa “a pulcinella” che è orrmai quasi una citazione.

struffoli della signora Anna

La signora Anna è la mamma del nostro amico Aldo e i suoi dolci sono mitologia, ma mitologia vera, assoluta, e per fortuna nostra pure concreta. 
Da quando conosciamo Aldo i dolci della signora Anna confezionati in salde tortiere di alluminio hanno viaggiato in su e in giù lungo la penisola, pure loro in treno, al seguito dell’architetto napoletano in trasferta. Hanno allietato capodanni e feste comandate, ma anche pranzi di “non compleanno”, cene “qualsiasi”, pure qualche pic nique, e ogni volta assaggiando la pastiera (di cui occorrerà assolutamente riparlare), il babà, il sanguinaccio, la pizza di crema, la torta di tagliolini capiamo di nuovo perché suo figlio sia tanto goloso e così poco incline a lasciare le gioie della cucina di mammà.
Per gli struffoli poi la cosa non si gioca soltanto sul piano del sapore, ma pure sull’estetica: tanto che qualcuno ha provato ad indossarli… ne è venuta fuori una maschera Dadà che farebbe pandant con il campargello futurista…

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